Avevo intenzione di parlare d'amore in questi giorni, ma dell'amore nei suoi aspetti positivi.
Invece, dopo il caso della ragazzina del Bangladesh uccisa a frustate perchè innamorata di un uomo sposato, stavolta vittima dell'amore è un'altra ragazza di 17 anni.
Una ragazzina che viveva a Roma con i suoi genitori polacchi e frequentava la quarta classe di un istituto professionale. Aveva forse conosciuto l'amore e l'aveva materializzato in un ragazzo, indeciso tra lei e un'altra coetanea. Ma alla fine, lui aveva scelto l'altra. E questo l'aveva gettata nella sofferenza, i parenti e gli amici dicono che era sempre a dieta, che si sentiva grassa, che non si sentiva abbastanza bella.
Così, durante l'ora di educazione fisica, all'insaputa di tutti, si è tolta la vita, impiccandosi.
Nel bagno dove è stata trovata la ragazza i carabinieri hanno trovato una lettera: "Mi uccido, lui mi ha lasciata", come se la lunga vita che aveva davanti non le riservasse più un altro ragazzo, che l'avesse accettata e apprezzata semplicemente per quello che lei era.
sabato 5 febbraio 2011
giovedì 3 febbraio 2011
Da quando amare è una colpa?
Febbraio.
Per me è il mese dell'amore, perchè il 14 tutti gli innamorati festeggiano il loro amore.
In questo mese, così breve ma intenso, bisogna dare perciò più spazio all'amore e a qualsiasi altro sentimento positivo.
Proprio per parlare di questo sentimento travolgente, riporto la notizia di oggi che parla di un amore giovane, spensierato, tra una ragazza di 14 anni e un uomo sposato, in Bangladesh.
Un amore purtroppo nato nel posto sbagliato perchè, se fosse nato in Occidente o in qualsiasi altro posto del mondo dove non ci sono le norme della sharia, non avrebbe portato a tali conseguenze.
Quest'amore ha, infatti, portato alla morte della giovane donna, Hena Begum, per mano di 4 persone, non solo membri della sua famiglia, ma anche di quella dell'uomo.
Per quest'amore così fresco e innocente, la 14enne ha ricevuto 80 frustate.
Come se la colpa fosse solo sua.
Come se amare fosse una colpa.
martedì 1 febbraio 2011
E' giusto portare il dolore in tv?
Stamattina ancora un' altra delusione da parte della tv degli ultimi tempi: dopo Barbara d'Urso che ha sbandierato ai quattro venti il dolore e le pessime condizioni di Francesco Nuti per fare audience, oggi è stato il turno di "Mattino Cinque", trasmissione del mattino condotta dalla Panicucci e Del Debbio.
La vicenda presentata questa volta è stata la notizia di cronaca di pochi giorni fa riguardante la morte di un giovane 15 enne, investito da un'auto impazzita sotto gli occhi del gemello.
Mi è sembrato tutto assurdo: assurde erano le domande che il conduttore sottoponeva al gemello, distrutto dalla perdita del fratello, assurde erano le immagini della loro infanzia, assurdi sono stati i servizi e le parole usate per raccontare in breve il fatto.
Il dolore, così come ogni altro sentimento, sia negativo che positivo, deve essere vissuto da soli, non mostrato agli altri, è qualcosa di noi stessi che tale deve rimanere.
Questa triste vicenda mi ha solo portata a ricordare una simile storia, protagonista dell'ultimo film di Clint Eastwood, "Hereafter", in cui due fratelli gemelli vivono la stessa esperienza: uno dei due infatti muore investito da un auto sotto gli occhi del fratello, il quale finirà per fidarsi di un sensitivo per dire, per l'ultima volta, allo spirito del fratello quanto sente la sua mancanza e quanto bene gli ha voluto, gli vuole e gli vorrà.
La vicenda presentata questa volta è stata la notizia di cronaca di pochi giorni fa riguardante la morte di un giovane 15 enne, investito da un'auto impazzita sotto gli occhi del gemello.
Mi è sembrato tutto assurdo: assurde erano le domande che il conduttore sottoponeva al gemello, distrutto dalla perdita del fratello, assurde erano le immagini della loro infanzia, assurdi sono stati i servizi e le parole usate per raccontare in breve il fatto.
Il dolore, così come ogni altro sentimento, sia negativo che positivo, deve essere vissuto da soli, non mostrato agli altri, è qualcosa di noi stessi che tale deve rimanere.
Questa triste vicenda mi ha solo portata a ricordare una simile storia, protagonista dell'ultimo film di Clint Eastwood, "Hereafter", in cui due fratelli gemelli vivono la stessa esperienza: uno dei due infatti muore investito da un auto sotto gli occhi del fratello, il quale finirà per fidarsi di un sensitivo per dire, per l'ultima volta, allo spirito del fratello quanto sente la sua mancanza e quanto bene gli ha voluto, gli vuole e gli vorrà.
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