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domenica 14 dicembre 2014

I dieci comandamenti di Roberto Benigni su Raiuno il 15 e 16 dicembre

Dopo averci deliziato con la sua analisi sui 100 canti della Divina Commedia di Dante e i 12 articoli fondamentali della Costituzione Italiana, Roberto Benigni torna in prima serata su Raiuno con un nuovo programma di due puntate nel quale analizzerà i dieci comandamenti.


La religione ci racconta che i dieci comandamenti furono consegnate da Dio a Mosè sul Monte Sinai sulle cosiddette tavole della legge, ma Benigni si soffermerà su queste 10 leggi partendo dal loro senso religioso ed estendendo il loro significato ai vari campi del sapere.
In molti affermano che quasi sicuramente toccherà temi come la politica, parlando magari del suo concittadino Matteo Renzi, e come la Mafia Capitale che in questi giorni ha travolto Roma.
Sta di fatto che si tratterà di uno spettacolo di cultura che ci insegnerà qualcosa di importante: per ora le prove e il Palastudio di Cinecittà sono blindati.
Non ci resta che aspettare l'appuntamento del 15 e 16 dicembre su Raiuno alle 21e15 e arricchirci di valori che (forse) abbiamo perso.

martedì 18 dicembre 2012

Benigni e la Costituzione Italiana: "Siate orgogliosi di essere italiani"

Ieri è tornato in tv Roberto Benigni che su Raiuno ha offerto una serata di storia e cultura al pubblico italiano.
La più bella al mondo, questo il titolo della serata dedicata alla Costituzione Italiana.
In diretta dallo studio 5 di Cinecittà, Benigni è salito sul palco, accolto dall'applauso del pubblico presente e dalla solita marcetta.
Ha subito ringraziato tutti, dal Presidente della Rai a Napolitano per poi salire di importanza e ringraziare il Papa, Dio e Silvio!!!
Dopo una prima parte in cui ha parlato della ricomparsa di Berlusconi nella politica, di Monti e della sua sobrietà, del Pd che c'è, ma non si vede, ha raccontato quella che è la nostra attuale situazione trasferendola al Medioevo: così i leghisti sono diventati i Barbari del Nord, Grillo è diventato un giullare e Berlusconi il Cavaliere di Mediolanum.
Ma poi si è fatto serio e ha iniziato a parlare della nostra Costituzione, entrata in vigore il 1° Gennaio 1948.
Ci vollero 18 mesi per completarla e 556 parlamentari di tutti i partiti politici esistenti allora.
Una Costituzione che merita di essere amata e apprezzata e che ha solo due nemici: l'indifferenza dei cittadini verso la politica e il non voto.
Benigni dice che bisogna amare la politica perchè essa organizza la nostra vita e che bisogna esprimere il proprio voto perchè è l'unico strumento che abbiamo per esprimere ciò che vogliamo.
Dall'analisi fatta dallo stesso Benigni, che in questo lavoro si è fatto aiutare da poeti, scrittori, politici, la nostra Costituzione è positiva, è tutto un favore, ci spinge, ci protegge, ci invoglia, ci fa desiderare ed  è questa la differenza principale rispetto al Vangelo o ai 10 Comandamenti che, invece, sono tutta una negazione: Non uccidere, Non rubare, Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.
Poi ha iniziato nel dettaglio a spiegare, con parole semplici ed estrema passione, i 12 principi fondamentali.

Repubblica, ovvero res publica, cioè cosa pubblica, di tutti. Chiunque si appropria di qualcosa di pubblico (vedi i presidenti regionali che hanno sperperato i soldi pubblici per i loro comodi) offende la patria.
Democratica perchè è stata scelta da noi, dal popolo.
Fondata sul lavoro: è la connotazione della nostra Repubblica che è fondata sulla passione, sull'impegno, sul contributo che ognuno di noi può dare.
Sovranità appartiene al popolo: lo scopo che questi uomini si sono prefissati è quello di non far tornare ciò che hanno vissuto loro con le dittature di Hitler, Stalin e Mussolini. Perciò, il popolo ha la sovranità, purchè la eserciti nei limiti della Costituzione.

In quest'articolo è espresso il principio di solidarietà e fratellanza. Con la dittatura la gente era vuota, senza diritti, grigia. Invece, con questa Costituzione, si ridà importanza alla persona che ha il diritto di vivere, di contare. In questo modo hanno fatto diventare legge un sentimento come la solidarietà, che ci caratterizza come uomini e che spiega il perchè ci siamo evoluti.

In quest'articolo Benigni afferma che i costituenti hanno creato un mondo d'amore, una sorta di Imagine di John Lennon sotto forma di legge: siamo tutti uguali, siamo tutti persone. Anche qui l'obiettivo era di evitare le discriminazioni che avevano vissuto (nei confronti delle donne, degli omosessuali, degli ebrei).

Benigni con il diritto al lavoro tocca uno dei problemi dell'Italia di oggi: dice che senza lavoro un uomo non è niente. E' importante amare il proprio lavoro e quel compenso che ci viene dato offre nutrimento non solo al corpo, ma anche all'anima.
La disoccupazione è un male, produce infelicità e chi non ha un lavoro non sta bene.
Un paese senza un lavoro è destinato a crollare.

In quest'articolo è espresso il principio di decentramento del potere: il potere viene diviso e affidato alle Regioni che conoscono meglio i loro cittadini., ma tutte queste Regioni sono sempre sotto l'abbraccio supremo e l'unità della Patria.

Si tutelano le minoranze linguistiche, come quelle popolazioni che in Italia parlano tedesco, francese. Lo Stato li tutela e ribadisce, tra le righe, la maggioranza linguistica dell'Italiano.

Viene presentato il principio di laicità, ovvero tenere separate la vita politica e sociale da quella spirituale, principio su cui si basano gli stessi Patti Lateranensi, stipulati tra Mussolini e il Papa.

Con questo articolo viene data libertà a tutte le confessioni religiose, purchè non contrastino con la legge.
In quest'occasione, Benigni ha raccontato una storia di Natale il cui messaggio è "Amate il prossimo e sarete amati dal Signore".

Benigni afferma che con quest'articolo i costituenti ci hanno dimostrato la loro intenzione di investire sulle persone, mentre adesso sembra una spesa. La grande politica sta nel guardare lontano, nel tutelare il paesaggio e il nostro patrimonio, la nostra memoria.

Con l'art.10 si tutela lo straniero perchè noi siamo in pace e siamo democratici. Benigni aggiunge che questi uomini hanno abolito la pena di morte con l'art.27, rendendo ancora più moderno il nostro Paese.

L'Italia ripudia la guerra: ripudia  è un verbo definitivo. La guerra è ammessa solo come legittima difesa perchè essa distrugge e deforma la gente. In quest'articolo, inoltre, viene presentato un altruismo internazionale, c'è umiltà e una grande forza. Ed è grazie a questo principio e al rispetto reciproco tra i Paesi europei che in Europa c'è la pace da 60 anni.

Infine, l'ultimo rende un simbolo, come la bandiera, un principio. Il tricolore italiano come un abbraccio che avvolge tutti i principi della dignità della persona umana.

La serata si conclude con Benigni che intona la colonna sonora del suo film "La vita è bella".
Dopo aver parlato per più di 2 ore, senza bere acqua e senza interruzioni pubblicitarie, Benigni saluta il pubblico e scompare dietro le quinte.

venerdì 11 novembre 2011

Benigni elogia l'Italia a Bruxelles

Dopo la pessima figura del nostro (ancora per poco) Presidente del Consiglio Berlusconi che ha detto a tutta l'Europa che in Italia non si sente la crisi, ma, anzi, i ristoranti e gli aerei sono tutti pieni, per fortuna c'è chi ha saputo parlare del nostro Paese e delle sue meraviglie.
E a farlo è stato Roberto Benigni, un grande esempio dell'Italia della cultura, del cinema, dello spettacolo.
Giunto al Parlamento Europeo di Bruxelles con una stampella (quasi a rappresentare la nostra Italia malridotta), ha subito salutato tutti i presenti e si è scusato per la stampella, giustificandola con una battuta: "Purtroppo qualcuno in Italia ha fatto un passo indietro e mi è venuto addosso".
Ma dopo questo momento leggero, Roberto (così come lo chiamò Sofia Loren agli Oscar per consegnarli il premio per La vita è bella) ha iniziato a elogiare la nostra nazione, presentandola non come il paese del Risorgimento o del Rinascimento, ma come il paese della Resurrezione.
Un Paese che, nel corso dei secoli, ha visto alternarsi geni come Leonardo Da Vinci, Giotto, Giulio Cesare, Cristoforo Colombo, Dante Alighieri, Galileo Galilei e tantissimi altri.
Persone che hanno inventato, scoperto, scritto, dipinto, composto e che hanno sempre condiviso tutto il loro sapere, la loro conoscenza, le loro opere con  il resto dell'Europa e del mondo.
Un Paese in cui è nata prima la cultura e poi la nazione (così lo presenta Benigni).
Un Paese che, accanto a tutti questi momenti di gloria, orgoglio, fama, ha conosciuto anche momenti bui, momenti in cui è stato distrutto, dilaniato, schiacciato, saccheggiato.
Un Paese che, nonostante tutto, è sempre risorto, rinato dalle polveri come la Fenice, forse più forte e consapevole di prima.
Un messaggio di speranza per quello che sarà e verrà dopo quest'ennesima caduta dell'Italia.

venerdì 18 febbraio 2011

Terza serata Sanremo 2011: Benigni e l'Italia protagonisti

Terza serata di Sanremo dedicata al 150° anniversario dell'Unità d'Italia che si festeggerà il prossimo 17 Marzo.
I Big hanno presentato i brani più rappresentativi della storia d'Italia come Và pensiero, Mamma, O' sole mio, O' surdato nnammurato e il vincitore della serata è stato Albano, proprio col brano Và pensiero.
Albano che, insieme alla Tatangelo, è stato ripescato e quindi torna in gara.
Stasera vedremo il primo vincitore di questo Sanremo 2011: infatti in questa quarta serata verrà proclamato il vincitore dei giovani. Tra i possibili vincitori, a mio parere, ci stanno le due donne, Serena Abrami e Micaela, con due brani davvero particolari e piacevoli, molto più belli di quelli dei Big.
Inoltre, stasera i 12 Big si esibiranno in duetti:

Nathalie canterà “Vivo Sospesa” con L’Aura.
Roberto Vecchioni canterà “Chiamami ancora amore” con la PFM.
Giusy Ferreri canterà "Il mare immenso" con Francesco Sarcina de Le Vibrazioni.
Luca Madonia e Franco Battiato canteranno “L’alieno” con Carmen Consoli.
Max Pezzali canterà "Il mio secondo tempo" con Lillo e Greg.
Il gruppo dei La Crus canterà "Io confesso" con Nina Zilli.
I Modà e Emma canteranno “Arriverà” con Francesco Renga.
Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario canteranno “Fino in fondo” con Neri Marcorè
Tricarico canterà "Tre colori" con il Coro delle voci bianche di Si La So.
Davide Van Der Sfroos canta “Yanez” con Irene Fornaciari.
Al Bano canterà “Amanda è libera” con Michele Placido.
Anna Tatangelo canterà “Bastardo” con Loredana Errore


La terza serata ha registrato in media 15 milioni di spettatori, merito anche della presenza di Roberto Benigni, giunto in studio su un cavallo bianco. La sua presenza, durata all'incirca 45 minuti, ha portato cultura al Festival: mai nessuno ci aveva spiegato il senso di ogni parola del nostro inno di Mameli, la storia dell'autore di questo testo e di tutti quegli uomini che, con il loro coraggio, hanno portato all'unificazione dell'Italia, liberandola da tutti gli stranieri che l'avevano saccheggiata fino ad allora.
Una serata emozionante, ricca di momenti solenni: oltre all'inno intonato da Benigni a cappella, anche la sigla d'apertura con un enorme tricolore che ha riempito l'intero palco e la presa di coscienza di quello che gli Italiani sono stati e hanno fatto in passato, dall'architettura alla pittura, dalla musica alla scultura. 
E' proprio vero che, se si passeggia nei corridoi del Louvre dedicati all'arte italiana, ci si sente fieri di essere italiani. Forse adesso la stiamo perdendo un po' questa fierezza, ma dobbiamo farla di nuovo nostra.
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