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venerdì 6 febbraio 2015

TheFork, per prenotare e scegliere il migliore ristorante

Anche se in ritardo rispetto ad altri Paesi europei come la Francia, la Svizzera e la Spagna, in Italia arriva la nuova piattaforma dedicata al mondo della ristorazione: si chiama TheFork (non a caso il simbolo è quello di una forchetta). 
La homepage di TheFork
Attualmente sono inseriti circa 5 mila ristoranti in tutta Italia,ma l'obiettivo è quello di salire a quota 7500 locali. Grazie a questo nuovo sito, i consumatori possono visionare i ristoranti presenti nella città desiderata, tenendo conto non solo della vicinanza, ma anche dei prezzi, della disponibilità, del tipo di cucina e soprattutto delle recensioni. Si potranno persino visionare i menù e ricevere anche degli sconti alla cassa. L'idea nasce dopo le critiche rivolte a TripAdvisor, più volte accusato di avere recensioni false o inventate: infatti, su TheFork puoi lasciare la tua recensione solo se hai già prenotato e sei stato in quel posto. La novità sta nel fatto di poter prenotare direttamente dal computer o dallo smartphone, senza dover chiamare il ristorante. Inoltre, per ogni prenotazione effettuata riceverete dei punti fedeltà che vi permetteranno di avere sconti sempre più importanti per le prossime prenotazioni.
Un vero e proprio network che sicuramente avrà successo nel nostro Paese, così amante del buon cibo, e che porterà un po' di tecnologia e innovazione nel settore della ristorazione.

mercoledì 21 gennaio 2015

Giornali online, arriva l'Edicola Italiana

Si sa, in Italia (come nel resto del mondo) si vendono sempre meno giornali e questo è dovuto principalmente all'enorme successo che hanno registrato le notizie online. Spesso infatti capita che una notizia venga diffusa prima sul web che sui giornali perchè con Internet c'è decisamente più immediatezza e rapidità di diffusione.
Ecco che i giornali italiani, stanchi ormai di sottostare a questa situazione, si sono riuniti in un consorzio e hanno dato vita ad un nuovo sito, Edicola Italiana.
Edicola Italiana online
Proprio come le edicole sotto casa, il sito offre una vasta gamma di riviste e mensili: da La Stampa al Messaggero, dalla Gazzetta dello Sport a L'Espresso. Insomma, un po' di tutto.
Inoltre, basterà inserire l'argomento o la notizia che si vuol cercare ed ecco che il sistema vi segnala tutte le notizie dei diversi giornali in cui si parla di questo.
Per ora il servizio è gratuito, almeno per i primi 7 giorni; trascorsi questi, si passa all'abbonamento che è di 9,90 € per i mensili e di 14,90€ per mensili e settimanali.
Che ne pensate?

domenica 4 gennaio 2015

A Year of Books, Facebook spinge alla lettura

Chi l'avrebbe mai detto che il re dei social network avrebbe spinto i suoi utenti a leggere, dopo averli completamente allontanati dalla realtà e dalla vita quotidiana?
Ebbene sì, uno dei buoni propositi di Facebook per il 2015 è quello di far sì che la gente torni a leggere libri.
E così ha aperto una pagina dal titolo "A Year of Books" in cui basterà diventare fan e seguire i consigli di lettura forniti da Zuckerberg.
A Year of Books, la fanpage della lettura
Ogni due settimane verrà fornito il titolo di un libro che bisognerà leggere; successivamente, ognuno potrà dire la sua sul libro e sull'autore, evitando di tirare in ballo altri argomenti.
Il primo libro consigliato è "La fine del potere", scritto dall'autore venezuelano Moises Naim: in questo libro si parla del potere in tutti i campi e di come sia cambiato il suo aspetto nel corso degli anni. Se prima chi deteneva il potere era considerato un tiranno impenetrabile e invincibile, oggi è molto più semplice perdere il proprio potere. In questo libro si parla proprio della fine del potere e di come tutto questo cambierà il mondo.
Un modo per spingere la gente a leggere di più e ad ottenere in questo modo una maggiore consapevolezza e apertura mentale.
Voi accettate la sfida?

martedì 30 dicembre 2014

Taryn Brumfitt, come amare il proprio corpo

Il prima e dopo di Taryn Brumfitt
La società, i giornali, la televisione, ogni cosa sembra ormai voler imprimere nella nostra mente che una donna è bella solo se indossa una taglia 42 o anche meno.
Ma non è così!
Negli ultimi anni in tanti si sono mossi per rovesciare questo pensiero perchè tante giovani donne, nella speranza di dimagrire e somigliare al loro idolo, sono cadute in malattie difficili come l'anoressia e la bulimia.
A voler rovesciare questo pensiero è anche Taryn Brumfitt, una giovane madre di tre bambini, scrittrice e fondatrice del Body Image Movement.
Il suo obiettivo è quello di far sì che ogni donna ami il proprio corpo, con i suoi difetti e le sue imperfezioni, proprio come è riuscito a farlo lei.
La sua storia parte subito dopo la gravidanza: Taryn fino ad allora faceva body building e il suo era un corpo da mostrare, quasi perfetto.
La nascita dei suoi bambini lo ha però trasformato, rendendolo più grasso, deforme, disgustoso. Aveva deciso di ricorrere ad un'addominoplastica, un intervento chirurgico che avrebbe reso il suo corpo più piacevole.
Fu allora però che guardandosi allo specchio capì che non poteva farlo: cosa avrebbe insegnato a sua figlia? come le avrebbe insegnato ad amare il suo corpo se aveva una mamma che era ricorsa ad un intervento?
Taryn ha così realizzato un documentario, dal titolo "Embrace" nel quale chiede ad ogni donna un aggettivo per definire il proprio corpo: tutte usano aggettivi negativi, come imperfetto, disgustoso, grasso, tozzo.
Ma alla fine insegna loro ad amarsi così come sono perchè ognuno di noi è bello, ogni corpo è bello. ("EveryBody is beautiful")

lunedì 15 settembre 2014

La buona scuola, esprimi la tua opinione sulla scuola

Dì la tua sulla scuola
Oggi 15 settembre la scuola inizia ufficialmente per tutti gli alunni del nostro Paese. 
A partire da quest'anno ci sono diverse novità: si parte con l'iniziativa del governo intitolata "La buona scuola" che prevede diverse modifiche all'intero ambito scolastico, dall'abolizione dei precari alla decisione di istituire un concorso per scegliere i docenti, dagli incentivi in busta paga per chi si distingue dai colleghi per una migliore qualità del lavoro all'introduzione della banda larga e del wifi fino alla maggiore importanza che verrà data alle lingue e allo sport.
Ma a partire da oggi sul sito dedicato all'iniziativa, labuonascuola.gov.it/index.php/#consultazione, possiamo finalmente esprimere anche noi la nostra opinione su questa scuola che sembra produrre solo incompetenti e ignoranti.
Oltre ad un questionario che ci fa delle domande e ci fornisce delle possibili risposte, sarà possibile anche inserire nelle note il proprio pensiero su ciò che non va e cosa necessita di essere migliorato.
L'invito è rivolto non solo ai docenti, ai presidi, agli studenti e al personale della scuola, ma anche ai genitori e a tutti coloro che vogliono esprimere il proprio parere.
La consultazione sarà disponibile dal 15 settembre al 15 novembre: 60 giorni in cui dobbiamo (ora che ci viene data la possibilità) di dire la nostra sulla scuola e aiutarla nel suo miglioramento.

martedì 27 maggio 2014

Il lavoro dei sogni te lo offre Expedia

Di questi tempi trovare un lavoro è davvero difficile, sebbene non ancora impossibile.
Ognuno di noi ha dentro di sè un desiderio particolare, quello di lavorare e magari fare qualcosa che ci piaccia davvero.
Il cosiddetto "lavoro dei tuoi sogni" esiste e a realizzarlo è Expedia, il sito web statunitense dedicato ai viaggi.
Bene, fino al 27 giugno avete ancora del tempo per candidarvi per questa offerta davvero strepitosa: si chiama Expedia Pioneer tratta praticamente della possibilità di visitare l'Italia da Nord a Sud e da Est a Ovest, passando per ogni angolo e vicolo delle meravigliose città italiane, assaggiando i piatti che vi prepareranno, fotografando paesaggi unici e condividendo le vostre sensazioni ed emozioni sul blog fornito dall'azienda dove potrete caricare foto e video delle vostre esperienze.
Il tutto sarà regolarmente retribuito con una somma pari a 5000 € al mese, dandovi la possibilità di avere 2 giorni liberi a settimana e 25 giorni di ferie all'anno.
Che ne pensate?


Non sono richieste particolari esperienze o competenze tecniche: ciò che conta è la vostra passione per il viaggio e la capacità di raccontare le vostre esperienze di viaggio sul blog.
Io ci proverei.
Qui il sito per candidarvi http://pioneer.expedia.it/.
Buona fortuna!!!

domenica 4 maggio 2014

Placentofagia, i Vip mangiano la propria placenta

C'è chi la beve, chi la mangia, sia cruda che cotta: la moda della placentofagia, ovvero di mangiare la propria placenta, sta conquistando tutti.
L'idea è di per sè disgustosa e ci riporta indietro di migliaia di anni: basti pensare che il rito di mangiare la placenta è arcaico, preistorico e risulta essere molto comune tra i mammiferi (escluse foche, balene e cammelli).
Inoltre, nell'Antica Cina, la placentofagia era raccomandata alle donne a rischio di depressione dopo il parto.
Oggi, però, la pratica risulta riservata agli stomaci forti, anche se su Youtube spuntano come funghi i video in cui si spiega come cucinare la placenta per gustarla nel modo migliore: non solo frullati, ma anche capsule ricostituenti o dadi da brodo da utilizzare per insaporire tutti i piatti.
Sicuramente la placenta è un organo molto importante del nostro organismo e in un'epoca in cui non si butta niente, è opportuno riciclare anche la placenta: d'altronde, essa è una bomba vitaminica, un concentrato di oligoelementi, aminoacidi e ferro che fanno sicuramente bene al nostro corpo.
A praticare questo rito arcaico sono anche molte Vip che presentano la placenta come un vero e proprio elisir di bellezza  in grado di ridare vitalità alla pelle.
La pensano così Kim Kardashian e Claudia Galanti che hanno mangiato la placenta dopo aver dato alla luce i loro figli; e lo stesso ha fatto anche Nicole Kidman, la vera pioniera di questo rito, e che ha aggiunto anche di bere regolarmente la sua urina per mantenersi giovane.
Roba da cannibali!

venerdì 4 aprile 2014

Come è nato Buzzfeed, il sito virale

In Italia è ancora poco conosciuto e usato, ma nel resto del mondo è una realtà affermata: sto parlando di Buzzfeed, considerato il portale dei ragazzi sotto i 30 anni.
Se visitate il sito, vi renderete subito conto di quanto materiale divertente ci sia, per lo più si tratta di materiale virale da condividere sui social network.
Il sito di Buzzfeed
Ogni giorno vengono sfornati 500 articoli, caratterizzati da un proprio senso dell'umorismo: famosi sono i video di gatti che fanno le cose più assurde e che abbiamo visto tantissime volte su Facebook o Twitter.
Il sito si articola in 7 categorie, così divise: 
  • LOL, dove ci sono articoli molto divertenti. LOL è infatti utilizzato nei mssaggini per sostituire il classico smile;
  • WIN, dove si raccolgono le notizie più condivise e vincenti;
  • OMG, sta per Oh my God! e contiene le notizie più sconvolgenti;
  • CUTE, dedicato alle immagini e alle notizie carine dove protagonisti sono i bambini e gli animali;
  • TRASHY, dedicato alle notizie più volgari;
  • FAIL, i famosi falsi di Internet;
  • WTF (What the fuck), le notizie ancora più sconvolgenti.
Come è nato Buzzfeed?
Questa società multimediale del momento è nata nel 2006 in un modo piuttosto strano: Jonah Peretti si era appena laureato al Media Lab del MIT e fu coinvolto in una strana vicenda con la Nike
In quel periodo l'azienda sportiva permetteva a chi acquistava un paio di scarpe di personalizzarle con una parola o un nome.
Jonah inviò la sua richiesta con la quale chiedeva di scrivere "sweatshop", ovvero fabbrica del sudore, con lo scopo di sottolineare le terribili condizioni di chi produce quelle scarpe.
Iniziò una vera e propria diatriba tra i due che portò Peretti in un talk a discutere della questione di fronte a un dirigente della Nike.
Fu allora che capì il potere dell'informazione e della condivisione che oggi viene utilizzata per esprimere se stessi.
E' partito da semplici immagini per diventare successivamente un sito seguito da 140 milioni di persone e in cui ogni giorno vengono pubblicati articoli di attualità, cronaca, cucina, vita moderna. 

lunedì 11 novembre 2013

Come imparare le lingue gratis via Skype

In un mondo sempre più veloce e poliglotta arriva un servizio che permette a chiunque di imparare una lingua.
Si tratta di un modo tutto nuovo, divertente e gratuito che si sta diffondendo in tutto il pianeta: consiste nel connettersi via Skype con una persona che parla un'altra lingua e che ha intenzione di imparare la vostra.
In pratica, questi siti di scambi linguistici permettono l'acquisizione di 4 competenze fondamentali: comprensione scritta e orale e produzione scritta e orale.
Ci si dà appuntamento davanti alla webcam e si parla per 30 minuti in un idioma (magari quello che vorreste imparare voi) e per gli altri 30 minuti nella vostra lingua.
Esistono diversi siti che permettono questo scambio linguistico: l'elemento comune è iscriversi, dopodichè i vostri dati verranno incrociati con quelli degli altri iscritti e vi sarà fornita una lista di persone compatibili.
Ecco alcuni siti:
  • Verbling.com: forse il più diffuso e amato grazie alla sua semplicità, immediatezza e al suo aspetto divertente. E' ricco di utenti e permette di parlare con altre persone senza fissare appuntamenti. L'unico handicap è la possibilità di fare zapping: se il vostro interlocutore non vi risulta simpatico e piuttosto preparato, potete sempre cambiare;
  • Italki.com: lascia molta libertà di scelta degli orari in cui è meglio per voi apprendere la lingua. Avrete di fronte dei veri e propri insegnanti e una volta appreso ciò che vi serve, potrete far pratica con gli altri utenti iscritti;
  • Palabea.com/it: molto immediato, basterà infatti effettuare la ricerca dei partner linguistici che vi interessano e si parte. Oltre ad imparare una lingua e a tenere conversazioni su argomenti specifici, si potrà guadagnare anche dei soldi insegnando la propria lingua agli altri, tutto rigorosamente recensito dai vostri studenti.

martedì 5 novembre 2013

Vivere in un bio kibbutz in Israele

In Israele ci sono delle comunità formate da volontari che lavorano e in cambio non ricevono denaro, ma beni della terra.
Oggi, nel 2013, i classici kibbutz, fondati nel 1909, sono stati sostituiti dai bio kibbutz.
I bio kibbutz sono delle comunità ecologiche alternative che hanno in comune la volontà di una fuga dalla società dei consumi, l'avvicinamento alla natura, l'uso dell'energia rinnovabile e forme di economia autarchica sostenibili.
All'interno di queste comunità ci sono gruppi più o meno numerosi di famiglie e singles che hanno deciso di vivere a contatto con la natura, dedicandosi ad attività alternative, rispettose dell'animo umano e dell'ambiente e consumando al minimo le risorse naturali non rinnovabili.
E così abbiamo agricoltura organica, medicina alternativa, educazione alternativa, produzione e consumo di energia solare, utilizzo e riciclo di acqua e rifiuti, edilizia ecologica.
Molte di queste comunità si basano su tre principi educativi: ecologia ambientale, ecologia culturale ed ecologia sociale.
In effetti, al loro interno si trovano abitazioni di paglia e fango essiccato, ci sono orti in cui sono coltivati ortaggi e frutta, ci si occupa di riciclaggio creativo, trasformando in concime tutti i rifiuti organici.
E per chi volesse far parte di queste comunità ci sono anche dei corsi e laboratori per adulti e bambini in cui vengono diffusi proprio i principi delle singole comunità e anche delle nozioni basilari su come vivere nei bio kibbutz.
Non c'è da meravigliarsi che i membri delle singole comunità siano vegetariani, anche se solo il pranzo si consuma insieme, per la cena ognuno è libero di mangiare ciò che vuole.
Un ritorno alle origini, lontano da un mondo sempre più veloce e sempre più stressato.

mercoledì 30 ottobre 2013

Gli adolescenti cercano la popolarità

Capita sempre più spesso di ritrovarsi al cinema o in pizzeria e di notare strani flash fotografici e persone in posa per una foto insieme al fidanzato o agli amici.
Quelli che anche quando escono e vanno a divertirsi si fotografano continuamente rappresentano la generazione P, dove P sta per popolarità.
Oggi essere popolari è l'aspirazione massima degli adolescenti e si può misurare soprattutto sui social network dal numero di "amici" o da quello dei "mi piace" ottenuti per una foto, un filmato o un pensiero postato sul proprio profilo.
Sempre più si sostituisce alla parola personalità quella di likability, cioè il piacere agli altri, l'essere riconosciuti perchè, in caso contrario, sei sfigato e un perdente.
In realtà, però, essere una persona popolare non vuole dire essere la persona che piace di più e che è più amata.
La popolarità, infatti, va suddivisa in popolarità percepita e sociometrica: la prima è basata sulla reputazione, la seconda misura l'indice di gradimento di un individuo a partire dalle sue caratteristiche positive.
Chi gode di questa popolarità percepita è sempre più visibile, spesso invidiato e imitato e gode di un potere sociale. Dagli altri viene visto come una persona che non ha alcun tipo di problema, che è fiero della sua vita e di ciò che ha ed è, che riesce a tenere a distanza la solitudine.
Ma anche per la popolarità ci sono degli svantaggi: per mantenere a lungo questo status bisogna essere pronti, competitivi, affrontare le pressioni sociali, subire le invidie e tamponare le gelosie.
Siete pronti a vivere sotto pressione per tutta la vita?
Se non siete in grado di fare tutto questo, sappiate che i ragazzi e le ragazze meno appariscenti raggiungono obiettivi e successi più di quanto riescano a fare i loro coetanei popolari.

mercoledì 23 ottobre 2013

Nel 2017 nascerà la Hollywood cinese

Hollywood è la perla americana che ha alimentato il sogno americano, regalando al pubblico mondiale migliaia di film.
Attualmente, una rivale molto agguerrita e con un numero di uscite cinematografiche maggiore rispetto a quelle di Hollywood è sicuramente Bollywood, in India.
Ma sta per nascere una terza concorrente: si chiamerà Oriental Movie Metropolis e sarà la Hollywood della Cina.
L'investimento è stato fatto dall'uomo più ricco della Cina, Wang Jianlin, che ha messo a disposizione ben 6 miliardi di euro per realizzare questo progetto.
Si tratta di un progetto maestoso e che avrà sede a Qingdao, città del nord est della Cina, soprannominata la "Svizzera cinese".
La Hollywood cinese avrà 20 studios, tra cui uno permanente sott'acqua, un complesso di grandi dimensioni per fiere e convegni, un parco giochi per turisti, sette alberghi, un centro commerciale, un ospedale e anche un porto con 300 ormeggi per chi vorrà raggiungerlo via amre.
L'inaugurazione è prevista per il 2017 e si presume che l'Oriental Movie sfornerà 100 film e serie tv cinesi e 30 produzioni straniere; inoltre ogni Settembre si terrà un festival internazionale a cui parteciperanno le migliori produzioni mondiali.
Con questo passo la Cina mira a divenire anche una potenza globale dal punto di vista culturale, continuando a dare filo da torcere a tutte le altre potenze mondiali, prima fra tutte gli Stati Uniti.

venerdì 18 ottobre 2013

Conflict kitchen: solo cibo dei Paesi in guerra con gli USA

Dopo il ristorante di Brooklyn in cui la regola principale è mangiare stando in silenzio per tutta la durata del pasto (vedi Eat), a Pittsburgh, in Pennsylvania è nato un take away originale: si chiama Conflict kitchen.

Insegna del Conflict Kitchen per Cuba
Come suggerisce il nome, questo ristorante, nato dall'idea di Jon Rubin, professore di Arte, è un temporary restaurant che cambia cucina, nome e allestimento ogni 2 mesi e serve solo la cucina di tutti quei Paesi che sono in guerra con gli Stati Uniti d'America.
Finora c'è stata la cucina dell'Afghanistan, dell'Iran, del Venezuela, e adesso è Cuba ad essere protagonista.
Insegna del Conflict Kitchen per Afghanistan
Insegna del Conflict Kitchen per Iran
Insegna del Conflict Kitchen per Venezuela
Di ogni Paese non si finisce col conoscere solo il cibo e la cucina tipica, ma i clienti vengono coinvolti anche nella cultura, nella politica e sui temi rilevanti di quel Paese attraverso eventi, performance e discussioni e piccoli opuscoli. 
Spesso gli stessi cibi acquistati vengono avvolti in fogli di giornale sui quali ci sono le interviste agli esponenti politici Usa sul conflitto del momento, in modo tale che l'esperimento di divulgazione sia bipartisan.
Attualmente la versione è quella cubana e con essa si sta avvicinando la clientela al cibo, alla cultura e al pensiero di chi vive a Cuba e di coloro che sono emigrati negli Stati Uniti.
Come è normale che sia, spesso i pensieri e le parole risultano essere complicate e contradditorie a seconda del punto di vista; ma tutto questo non fa altro che riflettere la gamma di sfumature di pensiero presenti in ogni Paese.
Dopo Cuba, toccherà al Nord e Sud Corea e alla Palestina e Israele.

Per chi sia interessato il Conflict kitchen si trova a questo indirizzo: 221 Schenley Dr, Pittsburgh, PA, USA 15213

mercoledì 28 agosto 2013

Come, quando e perchè è nata la monogamia

La monogamia, ovvero l'avere un unico coniuge, è una tradizione tipica della nostra cultura e della nostra religione; basti pensare che per i musulmani non è così e che per l'uomo musulmano è possibile avere fino a 4 mogli.
Ma in tanti si sono chiesti il perchè siamo monogami.
A spiegarcelo sono stati degli scienziati britannici che hanno cercato soprattutto di scoprire come sia nata la monogamia.
Osservando l'evoluzione delle specie, si è notato che per esempio che gli uccelli che vivono in coppia sono il 90%, mentre i mammiferi solo il 3%.
Gli esseri umani e gli altri primati si collocano a metà strada.
Ma perchè siamo monogami?
Le spiegazioni sono 3:
  • quando i figli comportano un grosso impegno, due genitori sono sicuramente meglio di uno solo;
  • i maschi hanno bisogno di restare vicini alle loro compagne per tenere lontano gli altri maschi rivali;
  • i maschi restano con le femmine per difendere i figli dalla violenza degli altri maschi che vogliono ucciderli in modo che le femmine ritornino fertili e possano essere ingravidate nuovamente.
Naturalmente, queste spiegazioni valgono sia per noi umani che per gli animali.
Sempre da questo studio è emerso che l'evoluzione della monogamia nei primati è preceduta da un unico fattore, ovvero l'infanticidio da parte dei maschi.
Una volta che una specie è diventata monogama, l'evoluzione produce il ruolo attivo del padre e altri comportamenti finalizzati esclusivamente alla sopravvivenza della prole.

mercoledì 14 agosto 2013

Autocultural: l'autobus col giardino sul tetto

Autocultural: questo è il nome dell'autobus che sta facendo parlare di sè.
Per le strade di Girona, una cittadina spagnola vicino Barcellona che ha un piccolo aeroporto servito soprattutto da Ryanair, si sta aggirando in questi giorni questo autobus speciale con un verde giardino sul tetto.
L'autocultural di Girona
Non si tratta di un'attrazione turistica (non è nata per questo fine, anche se lo sta diventando), bensì di un esperimento messo in atto da Marc Granen, arredatore d'esterni e paesaggista.
L'uomo ha spiegato che l'obiettivo di questo autobus green è quello di ridurre la CO2 ed espandere l'area verde urbana.
Il giardino è costituito da un sottile strato di componenti idroponici sul tetto che consentono di far crescere le piantine basse in modo da non far diventare troppo pesante il terriccio.
Il giardino viene innaffiato manualmente dagli stessi autisti che devono avere necessariamente il pollice verde oppure tramite l'acqua emessa dal sistema di condizionamento presente a bordo del mezzo.
Una bella idea che va a migliorare la situazione delle grandi città trafficate, dove  i livelli di inquinamento sono altissimi.
Bus Roots a New York
L'esperimento, però, non è il primo della serie: già nel 2010 uno studente aveva fatto lo stesso realizzando il Bus Roots che però non ha avuto successo.
Lo studente aveva detto che se avessero installato un giardino su ognuno dei 4500 bus della MTA la città di New York avrebbe avuto 35 acri di spazio verde in più.
Mica male, no?

venerdì 9 agosto 2013

Le spose infelici del Bangladesh

Ci sono culture e religioni in cui l'uomo è la figura più importante all'interno di una coppia, mentre la donna occupa un posto marginale nella famiglia come nella società.
Tra i tanti Paesi in cui questo si verifica c'è il Bangladesh.
Fancy, la sposa promessa
Nel documentario "Le ferie di Licu" si racconta la storia del giovane Licu, 27 anni, da 7 anni a Roma dove lavora in una fabbrica di vestiti con un contratto a tempo indeterminato.
Tutto normale finchè un giorno gli arriva una busta da parte dei suoi genitori dal Bangladesh: al suo interno una lettera e delle foto, le foto della sua promessa sposa.
Lui non l'ha mai vista prima di allora, ma sin da subito è incantato dalla bellezza della giovane donna, Fancy, 18 anni.
Uno dei tanti matrimoni combinati in cui i due sposi non si sono mai visti prima d'ora e d'improvviso si ritrovano ad essere legati da un legame così forte e importante.
Licu parte così per il Bangladesh, dopo aver chiesto un mese di ferie e aver raccolto quasi 5000 € per il matrimonio.
Arrivato lì la realtà è ben diversa da quella italiana: strade di fango, case di paglia, natura incontaminata.
Ma Licu è pronto a dare ogni tipo di rassicurazione ai parenti della giovane sposa, parlando di sè, del suo lavoro, del contratto e del fatto di possedere la cittadinanza italiana.
Tutto perfetto e anche i 4 bagagli pieni di doni per Fancy sono ben graditi.
Nel giro di pochi giorni i due si conoscono: lei molto timida e triste, lui così occidentale e sicuro di sè.
Il giorno del matrimonio tra colori, suoni e canti i due si uniranno per la vita, ma le lacrime della piccola Fancy e di sua madre sono inevitabili e sono il segno che qualcosa di sbagliato c'è in tutto questo, anche se proprio la madre della ragazza aveva detto a Licu "Noi ti cediamo tutti i diritti su Fancy" come se la figlia non fosse una persona, ma un oggetto.
Licu
Naturalmente, arrivati in Italia, la vita per Fancy non sarà bella: forse la sua giovane età o un mondo occidentale in cui le donne sono indipendenti e determinate la spingono a voler uscire dalle mura domestiche in cui suo marito l'ha rinchiusa, seguendo le tradizioni del paese natale.
Fancy vuole evadere, vuole smettere di restare spettatrice dalla finestra della sua abitazione da cui osserva il mondo così veloce e vitale, ma Licu è severo.
Le compra degli stivali per farla felice e per cancellarle tutti i desideri di evasione: a Fancy piacciono tantissimo quelle scarpe, ma le userà per camminare in casa, sognando un giorno di poterle consumare sull'asfalto.
Un documentario che fa riflettere e che ancora una volta ci apre una finestra su tradizioni e culture che tengono le donne segregate in casa, sopraffatte da uomini deboli, ma resi forti dalle regole imposte dalla loro religione.
E allora vien da chiedersi: ma si può mai parlare di amore vero in questi casi?

venerdì 26 luglio 2013

Malala, simbolo della lotta per il diritto all'istruzione

Qualche settimana fa una ragazzina di 16 anni ha parlato all'Onu di fronte a tantissimi leader mondiali.
Lei è Malala Yousafzai ed  è una ragazzina pakistana vittima della violenza dei talebani e la più giovane candidata al Premio Nobel per la Pace.


Lo scorso 9 Ottobre Malala era sull'autobus che l'avrebbe riportata a casa dopo una giornata di scuola.
Era insieme ad altre sue due amiche quando un commando armato talebano le ha sparato, ferendola gravemente alla testa e al collo.
Il motivo per cui i terroristi le hanno fatto del male è perchè vedono in lei un simbolo di oscenità, ma in realtà Malala oggi rappresenta un simbolo di lotta per tutte quelle donne pakistane e non solo che vogliono combattere per il loro diritto allo studio e all'istruzione e per sconfiggere l'oscurantismo criminale degli integralisti.
Oggi Malala vive a Londra e si è sottoposta a diversi interventi chirurgici: il suo sogno è quello di diventare una dottoressa, ma nel frattempo non si stanca di far sentire la sua voce per dar voce a tutte quelle ragazze che sono vittima dei poteri politici e religiosi che commettono crimini in nome del maschilismo più assoluto.


In un documentario di Lucia Goracci, intitolato "Le bambine non vanno a scuola" , si racconta la storia di Malala e delle sue compagne, miracolosamente sopravvissute all'attentato del 9 Ottobre, e si parla anche di chi non ce l'ha fatta: non solo studentesse, ma anche insegnanti e presidi.


Oggi tutte quelle donne vivono nella paura, ma nonostante questo continuano ad andare a scuola per raggiungere quell'emancipazione che si meritano e per combattere l'ignoranza e la sottomissione.
Perchè l'istruzione è vita e come ha detto la stessa Malala
"Se lasciassimo che la paura prenda il sopravvento, che aiuto potremmo dare alle future generazioni?".

giovedì 4 luglio 2013

La mano morta colpisce anche il Giappone

Carrozze solo per donne
Se si pensa al Giappone, viene in mente sicuramente l'idea di un Paese "strano", ricco di tradizioni e modi di fare molto lontani dai nostri.
Nonostante questo, però, anche lì c'è un fenomeno negativo che colpisce le donne: si tratta della classica "mano morta".
Da una recente indagine è risultato che circa il 70% delle studentesse giapponesi è stata importunata da uno chikan, che significa uomo stupido.
I chikan sono tantissimi e sono presenti soprattutto sulle metro nelle ore di punta, dove si sta nelle carrozze come sardine.
Ed è per questo che molte scuole femminili giapponesi hanno sottoscritta una richiesta ufficiale per chiedere che vengano realizzate delle carrozze per sole donne, in modo particolare nelle ore di inizio e fine lezioni.
La polizia arresta ogni anno almeno 5000 chikan, ma la giustizia è molto clemente con loro: infatti, si limita a una lavata di testa e l'imputato viene rimandato a casa.
Il fenomeno è così diffuso che c'è chi cerca di ottenere un guadagno da questa mania: alcuni cafè riproducono una carrozza sovraffollata in cui il cliente, dopo aver pagato all'incirca l'equivalente di 50 euro, può allungare le mani sui seni, sui fianchi e sul fondoschiena di una cameriera del locale, vestita da liceale e che resta immobile e di spalle.
E' naturalmente vietato metter le mani sotto la gonna.
Può aiutare a smettere o, al contrario, può alimentare ancor di più questa mania?

mercoledì 3 luglio 2013

La metamorfosi del doodle dedicata a Kafka

Aprendo la homepage di Google, è inevitabile capire a chi quest'oggi il motore di ricerca di Mountain View dedica il suo doodle (sempre che voi lo abbiate mai letto).
Stiamo parlando di Franz Kafka, scrittore cecoslovacco, una delle figure letterarie più importanti e originali del XX secolo e a cui Google dedica il suo doodle per celebrare il 130esimo anniversario della sua nascita.
Le tematiche delle sue opere sono principalmente il senso di smarrimento e l'angoscia di fronte all'esistenza: Kafka affermava che nella vita di chiunque all'improvviso poteva manifestarsi la perdita di contatto con la realtà, ovvero l'emarginazione.
Nelle sue opere Kafka immaginò sempre situazioni inusuali, integrando l'elemento grottesco nella quotidianità.
Un esempio eclatante è senza dubbio quello del protagonista de La metamorfosi che d'improvviso si sveglia trasformato in un insetto.
L'opera ha proprio come tema centrale l'alienazione dell'uomo: Gregor, il protagonista, proprio per le sembianze che assume, sarà sempre più disprezzato e allontanato dalla famiglia a tal punto che morirà di fame e di solitudine e i suoi genitori si libereranno del suo cadavere, come se niente fosse.
In effetti,nel doodle di oggi, è proprio Gregor-l'insetto ad essere rappresentato con la sua valigetta da lavoro, mentre apre la porta e fa ritorno a casa.
Lo stile del doodle richiama molto la conformazione degli insetti e il colore scuro delle lettere dà l'idea di qualcosa di onirico, quasi un incubo.

mercoledì 26 giugno 2013

L'Invincibile Armada: ritrovata La Ragazzona

La rotta dell'Invincibile Armada
Quando si pensa al mare, è inevitabile pensare a cosa possano nascondere i suoi fondali.
Negli ultimi tempi, un equipe di archeosub ha condotto delle ricerche nelle acque della Ria de Ferrol, a 50 Km circa da La Coruna, in Galizia, e lì ha fatto un'enorme scoperta.
In quelle acque sono state ripescate 7 pezzi d'artiglieria: i resti sono sparpagliati su un'area di circa 900 metri quadrati e a 12 m di profondità.
Si tratterebbe, quasi sicuramente, di ciò che è rimasto de La Ragazzona, cioè la più grande nave spagnola dell'Invincibile Armada (l'appellativo Invincibile fu dato dagli stessi Inglesi, in tono ironico).
Il fatto risale al lontano 8 Dicembre 1588 quando La Ragazzona, ormai quasi distrutta, andò a gettarsi contro gli scogli, inabissandosi.
Era una delle poche navi che riuscirono a ritornare in Spagna, dopo la disfatta della flotta spagnola, completamente distrutta da quella inglese.
La Ragazzona era così chiamata per la sua stazza: 1300 tonnellate, lunga 36 metri e larga 12 metri, si trattava di un mercantile riadattato a macchina da guerra che in quella guerra ospitò al suo interno 30 cannoni, 300 soldati e 80 marinai.
La spedizione, voluta da Filippo II, partì nel Luglio 1588 con 130 navi: l'obiettivo era entrare nella Manica per ricongiungersi con l'esercito delle Fiandre e invadere l'Inghilterra di Elisabetta, riportandola nel grembo della cattolicità.
Ma i programmi non andarono così: la flotta inglese si mostrò molto più numerosa (c'erano 160 navi), più snella e veloce e con una maggiore potenza di fuoco.
Così, dopo la sconfitta, l'Armada decise di far ritorno in Spagna, ma evitò di ripassare dalla Manica e scelse di circumnavigare la Gran Bretagna e l'Irlanda.
Il viaggio si dimostrò essere più duro: epidemie, fame, tempeste e venti di burrasca decimarono la flotta spagnola che ritornò in Spagna con solo 4 mila dei 7 mila marinai e 9 mila soldati dei 19 mila partiti.
Una battaglia che segnò l'inizio del declino spagnolo e del dominio inglese, soprattutto in mare.
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