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venerdì 5 giugno 2015

#StopYulin2015, fermiamo la sagra della carne di cane

#StopYulin2015
Tante volte si è sentito dire che in Cina e in altri Paesi asiatici si è soliti mangiare la carne di cane.
Beh, non è solo una diceria: a Yulin, una città della Cina, ogni anno il 21 giugno si festeggia il solstizio d'estate con un festival, una vera e propria sagra della carne di cane.
Per noi occidentali sembra impensabile nutrirsi della carne di questo animale che è il nostro migliore amico e che diventa un vero e proprio membro della famiglia; eppure in questa città lo mangiano.
E' una sagra che si tiene da pochi anni, dal 1990, ma che porta con sè una vecchia tradizione secondo cui mangiare la carne dei cani faccia bene all'organismo e addirittura porti fortuna.
Niente di più sbagliato: sì perchè molti medici affermano che nutrirsi di questo tipo di carne causi la morte di 2000/3000 persone ogni anno che contraggono il virus della rabbia.
Infatti, i cani uccisi ogni anno sono circa 25 milioni e vengono presi dalla strada o rubati e si tratta di cani non controllati e spesso ammalati.
Anche quest'anno diverse associazioni si stanno opponendo a questa tradizione di cannibalismo e la speranza è quella di bloccare anche questa sagra, ottenendo l'annullamento dell'intero festival.
D'altronde, sono riusciti ad abolirlo in altri Paesi come le Filippine, Singapore e Hong Kong.
Sono state aperte diverse petizioni: eccone alcune 
Inoltre è stato diffuso l'hashtag #StopYulin2015.

martedì 22 aprile 2014

La Giornata della Terra, un doodle pieno di animali

Oggi 22 aprile si celebra la Giornata della Terra, in inglese Earth Day, un'intera giornata per celebrare l'ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra.
Questa Giornata è celebrata ogni anno dal lontano 1970 e ha come obiettivo quello di sensibilizzare sempre più gli uomini a proteggere il nostro habitat naturale affinchè il nostro pianeta abbia un futuro.
E alla celebrazione dell'Earth Day si aggiunge anche Google: come ogni anno, il motore di ricerca di Mountain View dedica alla giornata un doodle speciale.
Quello di quest'anno prevede il logo Google in 6 modalità differenti: in ognuna di esse c'è un animale del nostro ecosistema.
Si tratta di 6 animali differenti, appartenenti a diversi gruppi: c'è il colibrì, il pesce palla, la medusa, lo scarabeo, il macaco giapponese e il camaleonte.
Il colibrì nel doodle
Il macaco giapponese nel doodle
La medusa nel doodle
Il pesce palla nel doodle
Lo scarabeo nel doodle
Il camaleonte nel doodle
Non è chiaro perchè proprio quegli animali, sta di fatto che è opportuno proteggere non solo queste specie, ma tutte quelle esistenti e soprattutto quelle in via d'estinzione.

Se ti è piaciuto l'articolo leggi anche:
- il doodle 2013 per l'Earth Day

martedì 11 marzo 2014

Unloved, adotta un cane

Negli ultimi anni il numero di animali domestici, soprattutto di cani, è cresciuto notevolmente nelle famiglie italiane: sempre più persone, sia single che coppie che famiglie con bambini, scelgono di prendere un cane.
Alcuni li acquistano perchè cercano cani di razza, ma tante volte si spinge la gente ad adottare i meticci o randagi, non solo perchè più sfortunati e bisognosi di cure, ma anche perchè considerati più intelligenti.
E così arriva uno spot che spinge ad adottare un cane randagio facendo leva non sulle loro pessime condizioni di vita nei canili, ma sugli effetti positivi che la loro presenza produce sugli uomini.


Lo spot è stato realizzato da The Mayhew Animal Home, una delle organizzazioni a favore degli animali più attive a Londra.
Si raccontano tre storie: quella di un arbitro, minacciato da due calciatori, quello di una giovane donna promoter che cerca invano di attirare l'attenzione dei passanti per strada e quello di un buttafuori di una discoteca, minacciato da giovani che vorrebbero entrare e divertirsi.
Dopo intere giornate e situazioni difficili i tre protagonisti ritornano alle loro case e lì ad aspettarli ci sono i loro cani meticci, pronti a ricevere le coccole e le carezze e a donare il loro amore incondizionato.

giovedì 16 gennaio 2014

Dian Fossey: la donna che dedicò la sua vita ai gorilla

Il doodle di oggi è dedicato ad una donna che ha trascorso la sua vita a stretto contatto con i gorilla e che ha vissuto solo ed esclusivamente per loro.

Il doodle dedicato a Dian Fossey
Lei è Dian Fossey, una zoologa statunitense che scelse di partire per l'Africa per studiare da vicino i gorilla e che si pagò l'intero viaggio da sola, mettendo da parte i suoi risparmi.
Una donna che per tanti anni ha vissuto nelle foreste del Ruanda per capire il comportamento di questi animali che, ancora oggi, vengono considerati aggressivi e pericolosi per l'uomo.
Memorabile sono le foto in cui la zoologa viene toccata da uno dei gorilla più amati, il maschio Digit, che mostra proprio il rapporto di cordialità che si era creato tra la studiosa e i gorilla.
Tante volte Dian Fossey viene paragonata all'altra studiosa, Jane Goodall, che invece continua a dedicare la sua vita agli scimpanzè: a questo link trovate il video dell'abbraccio tra la Goodall e uno scimpanzè salvato.
Una vita dedicata agli animali e che è finita troppo presto: Dian morì il 26 Dicembre 1985 in una capanna in Ruanda, uccisa da un colpo di panga, un arnese locale usato dai bracconieri per uccidere i gorilla una volta che erano stati intrappolati.
Dietro la sua morte resta ancora tanto mistero: non si infatti chi abbia ucciso questa donna, se alcuni membri del suo entourage o proprio i bracconieri che vedevano in lei e nella sua determinazione una vera e propria minaccia.
Il doodle di oggi vede sempre la scritta Google e in ogni lettera c'è una delle immagini della vita della zoologa americana: tra questi c'è proprio quella in cui il gorilla tocca la studiosa.

lunedì 16 dicembre 2013

L'abbraccio tra una scimpanzè e la sua salvatrice

Tante volte si dice che gli animali siano spesso migliori degli uomini e questo video non fa altro che confermare quest'affermazione.
In Congo, il Chimpanzee Rehabilitation Center di Tchimpounga, fortemente voluto dalla primatologa Jane Goodall, ha salvato la femmina di una scimpanzè, dal nome Wounda.
Quando l'animale è stato preso dalla foresta del Congo era pelle e ossa: i cacciatori avevano ucciso il suo branco e d'improvviso lei si era trovata da sola.
E' stata fortunata a non essere uccisa anche lei visto che sempre più spesso gli scimpanzè vengono uccisi per il bushmeat, la carne di animali selvatici.
Nel video si vede tutto il recupero di Wounda, da quando è stata presa dalla foresta a quando è stata portata nuovamente nella foresta, in quello che Jane ha chiamato il suo paradiso.
Le immagini sono emozionanti.


Dopo esser tornata nel suo habitat naturale ed essersi resa conto di dove si trovava, non ha perso tempo per abbracciare con amore ed emozione la sua mamma Jane che può ritenersi ancora più soddisfatta del suo lavoro e della sua passione per gli animali, per gli scimpanzè in particolare.

martedì 2 aprile 2013

Un doodle naturale per Sibylla Merian

In occasione di questo 2 Aprile, il doodle di Google si trasforma ancora una volta per onorare una donna: si tratta di Anna Maria Sibylla Merian, una naturalista e pittrice tedesca.
La sua passione nacque grazie al suo patrigno che le trasferì la sua passione per i disegni.
Sin da piccolina, la giovane Merian iniziò ad appassionarsi ai bruchi e alla loro meravigliosa trasformazione in farfalle,sia diurne che notturne.
Questa sua passione non era però ben vista dalla gente del periodo che considerava i vermi "bestie diaboliche" e risultato della putrefazione.
Successivamente, però, la curiosa Merian si imbattè nel 1699 in un viaggio oltreoceano, in Suriname, insieme a sua figlia: lì, grazie alle popolazioni indigene, scoprirà nuove varietà di fiori e di insetti che disegnerà nei minimi dettagli e arriverà anche ad osservare tantissime erbe medicinali.
Nel doodle a lei dedicato per ricordare il 366esimo anniversario della sua nascita, il logo Google viene realizzato con delle piante e la seconda G diviene la coda di un camaleonte.
Oltre a questo, troviamo tantissime foglie, tanti insetti e proprio sulla G iniziale possiamo osservare la metamorfosi del bruco che diventa farfalla.
Un meraviglioso omaggio alla natura e alla primavera che stenta ad arrivare.

giovedì 19 luglio 2012

Le farfalle e la loro breve vita

Sin da piccola sono sempre stata un'amante della natura e di tutte le creature, ma quella che ha sempre attirato la mia attenzione è la farfalla.
Mi piaceva (e mi piace ancora) osservarla nella sua leggerezza e nella sua bellezza, con tutti i suoi colori.
Mi ripeto sempre che, semmai potessi rinascere e rivivere in un'altra creatura, vorrei essere una farfalla.
Qualche anno fa girava uno spot dedicato al mondo femminile e a quei famosi "giorni NO" in cui la ragazza diceva "Libera e felice come una farfalla".
Ma è davvero così felice la farfalla?
Non credo lo sia sinceramente visto che la sua è una vita brevissima.
In un documentario di Superquark dedicato ai Poli, hanno mostrato alcune immagini su un bruco che impiega ben 14 anni prima di avere le energie a sufficienza per trasformarsi in una bellissima falena.
L'aspetto curioso di questo animaletto è che in primavera e in estate mangia a più non posso per poi ibernarsi letteralmente sotto il ghiaccio dell'inverno.
Il suo cuore smette di battere per poi riprendere a vivere nella prossima primavera.
Una volta pronto, tesse un bozzolo di seta nel quale si trasforma in una creatura meravigliosa, la falena, che è più notturna rispetto alla comune farfalla.
Vivrà solo pochi giorni nei quali dovrà trovare un partner per riprodursi: dopodichè la sua vita avrà fine.
Un esempio della brevità della vita e della fragilità delle farfalle.

lunedì 11 giugno 2012

Doc3: il ragazzo delfino

L'altra sera ho avuto conferma che i migliori programmi televisivi siano quelli della seconda serata.
Su Raitre ho seguito la prima puntata di DOC3, un programma breve ma intenso che attraverso degli splendidi documentari affronta problemi seri in posti lontani dalla nostra realtà.
Nella prima puntata il protagonista era Morad, un ragazzo 17enne arabo, vittima della violenza stupida dei bulli.
Come un qualsiasi ragazzo diciassettenne, invia un sms ad una ragazza della scuola: niente di scandaloso, niente di particolare, ma per un tragico errore l'sms arriva al telefono del fratello della ragazza.
Si scatena l'impossibile: il fratello insieme ad altri suoi amici prende Morad e in un posto abbandonato lo picchiano, torturano, gli fanno del male.
Così tanto male che da quel giorno Morad non si è più ripreso: quella violenza gli ha tolto la parola, gli ha cancellato la memoria per far posto all'ansia, alla paura, al terrore, alla rabbia.
Gli hanno tolto l'anima: queste sono le parole del padre.
I medici non riescono a trovare una cura, i farmaci non danno risultati, pensano che la cosa più giusta da fare sia chiudere il ragazzo in un reparto psichiatrico.
Ma il padre di Morad si oppone: suo figlio non è nato malato, deve esserci un'altra soluzione.
L'ultima soluzione possibile è la DAT, la dolphin assisted therapy, ovvero la delfinoterapia.
Per raggiungere il centro dove viene applicata questa terapia, Morad e suo padre lasciano la casa, la famiglia e anche il lavoro e si trasferiscono nel nord d'Israele, a 500 km da casa, per un tempo indefinito.
Un sacrificio enorme che però a distanza di 4 anni premierà l'amore di quel padre: Morad, grazie al contatto con i delfini, recupererà la parola, la fiducia nelle persone, la voglia di vivere e lottare.
Ma quel trauma resterà sempre dentro di sè, niente e nessuno potrà rimuoverlo dall'anima.
Una storia commuovente, un viaggio nel mare, un contatto prezioso tra uomo e delfino che ci dimostra essere una creatura sensibile.
La delfinoterapia nasce negli anni 70 e fa parte della più generica e famosa pet therapy, ovvero la terapia con gli animali.
Il contatto con i delfini viene adottato soprattutto per guarire ed aiutare i bambini autistici: pare che il verso del delfini e la conformazione della loro bocca che sembra sempre sorridere siano utili a dare serenità e voglia di comunicare ai soggetti malati.
La terapia consiste nel semplice contatto con i delfini, nuotando, giocando o semplicemente accarezzandoli.
Molti, però, sostengono che sia giusto prendere le dovute precauzioni, soprattutto a livello di igiene, in modo da evitare che l'uomo trasmetta malattie ai delfini e viceversa; così come importante è rispettare il delfino e il suo ambiente.
Un documentario davvero interessante e che nella prossima puntata di mercoledì 13 Giugno ci racconterà un'altra storia terribile, quella di una bambina di Addis Abeba, orfana di entrambi i genitori morti di Aids e lei stessa malata di Aids, che, però, lotterà con tutta se stessa per andare avanti e realizzare il suo sogno di diventare un'insegnante.

sabato 7 aprile 2012

Chi è il wedding dog sitter?

Un anno fa parlavo di una figura che si stava facendo sempre più spazio nei matrimoni dei Vip e non: quella della wedding planner.
Se volessimo usare un'espressione italiana, diremmo l'organizzatrice/tore di matrimoni: colui o colei che si occupa dell'organizzazione dell'intera giornata, risparmiando così un bel po' di stress ai futuri sposi.
Oggi, invece, bisogna aggiungere un altro invitato al ricevimento per il giorno più bello della vostra vita.
Per chi?
Negli ultimi tempi tanti amanti degli animali si sono trasformati in dog-sitter per guadagnare qualche soldino: altro non è che un/a baby-sitter per cani, gatti e altri animali, se ne avete.
E adesso questo lavoro sbarca anche nei matrimoni: sì perchè tanti sono gli sposi che posseggono un cane o un gatto e che per quel giorno sono costretti a lasciarli da soli a casa o a qualche parente che non sia invitato al ricevimento, con notevole preoccupazione e stress sia per i proprietari che per gli animali stessi.
E così, questa moda che nasce in Inghilterra si sta diffondendo anche in Italia: i wedding dog sitter si prendono cura degli animali degli sposi.
Si preoccupano della toelettatura, di vestirli a festa se necessario e spesso anche del servizio fotografico e restano con loro durante tutto il ricevimento, dalla messa alla festa al ristorante.
Che ve ne pare?
Sicuramente chi non possiede un animale troverà il tutto davvero superfluo, ma per chi come me li ama e li considera ormai come parte della famiglia ci vede in quest'idea qualcosa di davvero utile e interessante.

martedì 6 marzo 2012

La primavera e i nidi degli uccelli

Siamo già entrati in Marzo, il mese della primavera, il mese in cui la natura rinasce e in cui si genera nuova vita.
Durante un viaggio, non ho potuto fare a meno di osservare la natura e i paesaggi che mi circondavano e così ho avuto modo di soffermarmi sugli alberi ancora spogli dell'inverno.
Rami secchi, monocolori, tristi, ma tra di essi notavo degli ammassi scuri.
All'inizio non capivo, poi ci ho pensato su e ho realizzato che erano dei nidi.
Nidi piccoli, medi e grandi, a seconda di quali uccelli li avessero realizzati, ma tutti, secondo me, delle opere della natura.
Amo la natura e gli animali e da circa qualche mese ho in casa una coppia di canarini.
Li osservo e me ne innamoro sempre più: sono affascinata dai loro comportamenti, dal canto del maschio per conquistare la femmina, ma soprattutto da come lei sia riuscita a realizzare un nido con il materiale che io stessa le ho messo a disposizione.
Un nido perfetto, costruito in pochi giorni e che ora è la sua casa, il posto in cui passa gran parte della giornata per covare le 4 uova che ha deposto.
C'è una magia, una meraviglia nel vedere come nasce la vita che, secondo me, non ha eguali.
E la stessa magia la ritrovo nella realizzazione dei nidi e in tutti gli altri preparativi per accogliere i pulli al meglio.
Ecco perchè adoro la primavera: perchè è piena di vita!

mercoledì 2 novembre 2011

Io e Marley: la scena finale


Ieri ho rivisto per l'ennesima volta il film Io e Marley e non vi nascondo che tante sono state le lacrime versate.
Potrò sembrare stupida, ma chi ha un cane o lo ha avuto può capire quanto di vero ci sia in quel film.
Io e Marley racconta la storia di una coppia di giornalisti che, giunti in una nuova città, trovano un nuovo lavoro, una nuova casa e adottano un cucciolo di Labrador.
Tra disastri in casa e momenti divertenti con Marley, i due iniziano a creare una famiglia: hanno 3 figli e lei decide di lasciare il lavoro per dedicarsi totalmente alla famiglia.
Ma è la scena finale quella che lascia il segno:
"..."Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati. Un bastone marcio per lui è sufficiente, a un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido, se gli dai il tuo cuore lui ti darà il suo. Di quante persone si può dire lo stesso? Quante persone ti fanno sentire unico, puro, speciale? Quante persone possono farti sentire straordinario?..."

La pura verità!
Chi non ha mai avuto un cane può considerare esagerato questo messaggio e, a tratti, anche inverosimile.
Ma il regista di questo film ha saputo centrare il messaggio, ha saputo raccontare con poche parole la verità e quello che un cane diventa per il suo padrone.

martedì 18 ottobre 2011

Taranto: cane randagio preso a calci e gettato in mare


Nel 2011, a pochi mesi dal 2012, purtroppo c'è ancora chi se la prende con i cani.
Succede a Taranto, nella mia città.
Un cane randagio, un po' vecchiotto e solito frequentare il rione Tamburi, è stato ripescato dal mare: i veterinari che lo hanno preso in cura lo hanno ricoverato quando già era in pessime condizioni.
Aveva 4 costole fratturate e un'emorragia interna, il tutto causato da calci e percosse ripetute.
Ma alla bestia (parlo di chi ha ridotto il cane in quelle condizioni) non è bastato procurare al cane questa immensa sofferenza: lo ha gettato in mare, lasciandolo in balia delle onde e del freddo.
Purtroppo, nonostante l'intervento dei veterinari, il povero cane è morto.
Adesso si cerca il/i responsabile/i di questo atto così violento che solo un uomo debole può commettere: debole perchè scarica la sua rabbia su chi non può difendersi.
A volte si fa davvero fatica a capire chi è l'uomo e chi la bestia.

mercoledì 21 settembre 2011

Cosa sognano i cani?


Ieri, nei miei momenti di relax, ero sul divano con accanto la mia bimba: Polly.
Sì io la chiamo la mia bimba come se fosse realmente una persona, ma in realtà è di un cane che si tratta, di una cagnetta, per essere precisi.
Oggi lei ha quasi 5 anni e per tutto questo tempo sono sempre più felice di averla presa con me e di averla salvata dal randagismo quel 30 Gennaio 2007.
Ma tornando a ieri: Polly era accanto a me e, come spesso accade, si addormenta prestissimo.
A volte russa pure.
Ma ieri la osservavo e la vedevo sognare.
Da cosa me ne sono accorta?
Dal fatto che si agitava: non solo muoveva le zampette, ma anche faceva smorfie con la bocca e sbatteva gli occhi.
E allora mi sono chiesta: ma cosa sognano gli animali e i cani in particolar modo?
Da delle ricerche, ho potuto scoprire che anche gli animali sognano e ciò che sognano è esattamente ciò che vivono nella quotidianità: sognano di correre, di litigare con qualche altro cane, sognano anche di bere.
Un po' quello che capita anche a noi di sognare.
Vi consiglio, in ogni caso, di non svegliare il can che dorme: potrebbe scapparci qualche morso o comunque qualche episodio spiacevole.

domenica 20 marzo 2011

La triste storia di Knut

Knut: quante volte ne abbiamo sentito parlare.
Knut, il piccolo orso polare, nato in cattività allo zoo di Berlino e subito dopo la nascita, abbandonato dalla madre, insieme al suo fratellino che morì pochi giorni dopo la nascita.
Knut, allevato dal custode il quale fu costretto a dormire accanto al cucciolo, a giocarci e a ricoprirlo di attenzioni per non fargli mancare l'affetto "materno".
Proprio ieri è stata data la notizia che il piccolo, ormai grande Knut (aveva 4 anni) è morto, mentre nuotava nella vasca davanti alla sua gabbia.
Il cucciolo di orso polare è stato oggetto di una campagna mediatica internazionale, che lo ha trasformato in un'attrazione turistica. Infatti, grazie alla presenza del piccolo orso, lo zoo ha registrato profitti stimati per circa 5 milioni di euro e un incremento delle visite del 30%. Inoltre, sono stati realizzati numerosi giocattoli, Dvd e libri, tutti attorno alla figura di Knut.
Riguardo questa triste storia, posso solo dire che questa è stata l'ennesima occasione di sfruttamento degli animali da parte degli uomini. E' risaputo che, quando un animale adulto abbandona uno o più dei suoi cuccioli, è perchè sa che quel cucciolo non sarà in grado di sopravvivere.
E i numerosi problemi di salute che l'orso ha affrontato in questi 4 anni ne erano una prova.

lunedì 3 gennaio 2011

Il mistero della moria dei corvi

In Arkansas, negli USA, nella notte di San Silvestro, più di mille merli sono piovuti dal cielo su case e giardini.
Le cause della moria dei volatili non sono ancora chiare, ma nei prossimi giorni verranno effettuate tutte le analisi: in particolare è stata disposta un'autopsia su 65 uccelli.
Un fatto del genere è già accaduto in Inghilterra lo scorso marzo dove 75 storni era stati trovati in pessime condizioni o morti a Coxley. Un funzionario veterinario ha notato che gli animali presentavano danni alle ali, alle zampe e becchi rotti, dovuti alla caduta.
In molti affermano che la caduta dei merli sia dovuta al fatto che gli uccelli si siano scontrati con una tempesta di grandine ad alta quota o siano incappati in una girandola di fuochi d'artificio.
A me questo fatto fa ricordare tanto il film "THE CORE" di qualche anno fa in cui c'è una scena che riprende la morte di migliaia di piccioni. La causa è che il nucleo della Terra ha smesso di ruotare e questo ha provocato un'alterazione dei campi elettromagnetici che difendono la Terra.
Starò esagerando ma nothing is impossible.
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