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martedì 16 dicembre 2014

Un doodle-dipinto astratto per Kandinskij

Per il suo 148esimo compleanno Google fa un regalo magico a Kandinskij, il celebre pittore russo della pittura astratta.
I suoi dipinti sono divenuti famosi in tutto il mondo: a molti sembreranno delle semplici astrazioni di colore e forme geometriche, ma in realtà, dietro ogni opera c'è uno studio approfondito che mira a emozionare l'osservatore.
Infatti, Kandinskij pensava che ci fosse un nesso importante tra le opere d'arte e la dimensione spirituale. Ad ogni colore il pittore ha attribuito un sentimento, un'emozione, una sensazione: per esempio, il giallo rappresenta la follia e l'irrazionalità, l'arancione esprime l'energia e il movimento, il verde è quiete, il blu è profondo come il cielo.
Il doodle per Kandinskij
Il doodle di oggi si presenta come un suo dipinto: al posto delle lettere, ci sono forme e colori: la G è un cerchio scuro, le due O sono dei semi cerchi e poi le altre lettere sono forme più spigolose, ma comunque ricche di colori.
Google non poteva fare di meglio.

lunedì 22 settembre 2014

Frida Kahlo, Autoritratto al confine tra Messico e Usa

La mostra dedicata a Frida Kahlo ha caratterizzato tutta l'estate della città di Roma: l'affluenza alle Scuderie di Quirinale è stata importante e così i dipinti di Frida e del suo amato Diego Rivera si spostano a Genova al Palazzo Ducale per dar vita ad una mostra che mette in risalto la relazione tra i due artisti.
Tra i vari dipinti di Frida ce n'è uno che sottolinea la sua vita e le sue sensazioni al confine tra Messico e Stati Uniti: il dipinto si intitola proprio Autoritratto al confine tra Messico e Usa.
Autoritratto al confine tra Messico e Usa
In questo dipinto Frida si rappresenta esattamente al centro del quadro, al confine tra Messico e Usa.
Frida si trova su un blocco, quasi un piedistallo: indossa un abito rosa, dei guanti di pizzo e una collana di corallo.
Il dipinto può essere diviso in due metà:
  • nella metà di destra Frida rappresenta come vede lei gli Stati Uniti: in basso troviamo un megafono rosso e altri pezzi metallici i cui cavi finiscono nella terra come radici. Sullo sfondo è l'industria a far da padrona: fumi, pezzi metallici grigi e camini che riportano la scritta Ford. Il cielo è terribilmente grigio e triste e in esso Frida dipinge la bandiera americana. Nella mano destra Frida tiene una sigaretta accesa;
  • contrapposta a questa metà c'è quella dedicata alla sua terra natale, il Messico. Nella mano sinistra Frida tiene la bandiera messicana e il lato sinistro è pieno di simboli di quella terra: in basso troviamo una grande varietà di cactus e piante, in germoglio e in fiore, tipiche del Messico le cui radici scendono nella terra. Subito dietro troviamo due sculture, una scura e una chiara, e un teschio. Sullo sfondo Frida rappresenta una classica piramide messicana e su di essa il Sole e la Luna e un cielo azzurro.
Il dipinto è in grado di sintetizzare due visioni completamente opposte, quella della terra natale, del Messico, ricco di colori, natura, tradizioni, e quella degli Stati Uniti, la potenza mondiale fatta di industria, inquinamento e cemento.
Due mondi così diversi che hanno caratterizzato la vita già difficile di questa grandissima artista.

mercoledì 14 maggio 2014

L'abbraccio amorevole dell'Universo di Frida Kahlo

In questi giorni fino ad Agosto le Scuderie del Quirinale ospitano la mostra dedicata Frida Kahlo, la famosa pittrice messicana che, nonostante le conseguenze di un incidente stradale che le distrusse la colonna vertebrale, dipinse per tutta la sua vita.
La mostra merita di essere visitata e tra i tanti dipinti esposti ce n'è uno che colpisce il pubblico per la sua intensità.
Si tratta de "L'abbraccio amorevole dell'universo".
L'abbraccio amorevole dell'Universo di Frida Kahlo
In quest'opera Frida ha voluto offrire una rappresentazione dell'amore che lei ha sempre provato nei confronti di Diego Rivera.
Qui Frida si rappresenta al centro del dipinto con i capelli sciolti mentre tiene tra le braccia Diego con il corpo da bambino e la testa da adulto: da notare che al centro della fronte Diego ha un terzo occhio che, secondo le tradizioni indiane, significa saggezza.
In molti hanno ritrovato in questa rappresentazione quella de La Pietà di Michelangelo.
I due sono abbracciati a loro volta da una figura che potrebbe rappresentare la Madre Terra: essa si presenta come una donna totalmente verde che ha possesso di tutta la vegetazione del mondo (in particolare ci sono molte piante tipiche del Messico) e anche del cane della pittrice che dorme tranquillo.
Ma c'è un abbraccio ancora più grande, quello dell'Universo, diviso in due metà, quella scura con la Luna chiara e quella chiara con il Sole scuro.
In basso al dipinto si notano le braccia del giorno e della notte che racchiudono tutti gli elementi del dipinto in un abbraccio amorevole.

martedì 18 marzo 2014

Chi è Frida Kahlo

Il 2014 può essere considerato l'anno dell'arte: in diverse città del nostro Paese si svolgeranno diverse mostre di grandi nomi della pittura mondiale.
Dal 20 Marzo fino al 31 Agosto a Roma, alle Scuderie del Quirinale, si terrà la mostra dedicata a Frida Kahlo, la pittrice messicana facente parte della corrente del Surrealismo, ma dalla quale più volte lei stessa si è distaccata affermando:
"Pensavano che anche io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni".
La sua vita è stata caratterizzata da drammi e problemi fisici: sin da piccola è affetta da spina bifida, con piede e gamba destra deformi e per questo i suoi amici le danno il soprannome di "gamba di legno".
Crescendo Frida acquista quella bellezza esotica che piace agli uomini, ma un altro dramma la colpisce fortemente: mentre è sull'autobus per tornare da scuola, rimane vittima di un incidente tra l'autobus su cui viaggiava e un tram. Oltre ad essere scaraventata contro un muro e ad essersi rotta la colonna vertebrale in 3 parti, Frida viene attraversata da un corrimano che le entra da un fianco e le esce dalla vagina.
Passò molto tempo a letto e fu in questo momento che nacque la sua arte, fatta soprattutto di autoritratti: grazie ad uno specchio montato sul soffitto e a tutto il necessario per dipingere, Frida comincia a rappresentare se stessa, nella maggior parte dei casi raffigura il suo corpo dilaniato dalle vicende tragiche della sua vita.
Ma successivamente, grazie forse all'amore per Diego Rivera, illustre pittore di quell'epoca, Frida comincia a rappresentare il suo popolo, il suo mondo, fatto di natura, colori, flora e fauna. Così nei suoi lavori compaiono i fiori, i pappagalli, la natura, i frutti esotici, le scene di vita quotidiana e i colori accesi del Messico.
Nonostante il successo delle sue opere, la sua vita privata fu sempre altalenante: più volte divorziò dal marito che la tradiva e anche quando provò ad avere un figlio, ebbe un aborto spontaneo perchè il suo corpo non era in grado di portare in grembo un bambino.


La sua vita finì nel 1954, a soli 47 anni, a causa di una polmonite bronchiale e prima di morire scrisse:
"Spero che l'uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più".
A lei il cinema ha dedicato anche un film, Frida, in cui il ruolo di Frida Kahlo è interpretato dall'attrice messicana Salma Hayek.

mercoledì 5 marzo 2014

Il doodle per Tiepolo celebra la vera grande bellezza

Dopo la prima tv di Mediaset de La grande bellezza, recentemente premiata con l'Oscar per il miglior film straniero, oggi Google ci regala un'altra vera grande bellezza, questa volta del mondo dell'arte: in occasione del 318esimo anniversario della nascita di Giambattista Tiepolo, Google ci regala un doodle artistico.
Il doodle dedicato a Giambattista Tiepolo
Il doodle si presenta con le stesse caratteristiche dell'operare di Tiepolo che arricchì la Repubblica di Venezia con le sue opere e divenne uno dei pittori più famosi del Settecento.
Guardandolo bene, è un affresco che prende spunto da una delle sue opere più importanti, Apollo e i quattro continenti, un immenso dipinto situato nella residenza di Würzburg, in Baviera.
Lo si può considerare un omaggio alla bellezza artistica dell'Italia, quell'Italia dei secoli precedenti ricca di scienziati, pittori, letterati e meta di tutti gli altri studiosi europei che vedevano nell'Italia una tappa fondamentale per il loro percorso artistico.

martedì 10 settembre 2013

Van Gogh: scoperto "Tramonto a MontMajour"

E' davvero emozionante passeggiare tra le gallerie dei musei più importanti del mondo e osservare da vicino le opere degli artisti del passato; ma è ancora più affascinante ritrovare un dipinto perduto o di cui non si sapeva l'esistenza.
E' successo ieri ad Amsterdam, al Van Gogh Museum: il direttore del museo ha potuto presentare al mondo un nuovo dipinto di Van Gogh.
Si intitola "Tramonto a MontMajour" e risale al lontano 1888: è un dipinto che il pittore olandese realizzò ad Arles, durante il punto più produttivo della sua carriera.
Tramonto su MontMajour di Van Gogh
E' stato ritrovato in un attico norvegese di proprietà di Nicolai Cristian Mustad, parte di un'importante dinastia norvegese che la acquistò nel 1908.
Il dipinto è arrivato nelle mani del museo nel 1991, ma inizialmente, non essendoci la firma, i responsabili dubitarono dell'autenticità del quadro.
Solo tramite diverse lettere e riferimenti capirono che quel paesaggio era proprio stato dipinto durante il soggiorno di Van Gogh ad Arles: confrontando i pigmenti e la tela utilizzati nel Tramonto con altri dipinti dello stesso periodo sono giunti alla conclusione che Tramonto a MontMajour appartiene a Van Gogh.
Il dipinto sarà esposto dal prossimo 24 Settembre al Van Gogh Museum, insieme ad altri capolavori del maestro olandese, celebre per i suoi girasoli.

lunedì 15 luglio 2013

L'autoritratto di Rembrandt nel doodle di oggi

Il doodle di oggi è dedicato ad un grande nome della pittura europea, olandese per la precisione: Rembrandt.
Google celebra il suo 407° anniversario della nascita: il pittore nacque il 15 Luglio 1606 a Leida e la sua pittura è sempre stata caratterizzata da ritratti, autoritratti, paesaggi e storie tratte dalla Bibbia.
Sebbene raggiunse una certa fama durante la sua vita  che lo rese uno dei grandi profeti della civiltà, Rembrandt morì in condizioni di assoluta povertà.
Oltre ad essere pittore, fu anche un incisore e pare avesse un difetto alla vista che gli impediva di percepire la profondità delle cose.


Il doodle che oggi Google ci presenta è statico, quasi monocromatico: la scritta Google appare come incisa in un materiale e la "g" è sostituita dalla figura del pittore Rembrandt, così come ci appare nel dipinto Autoritratto del 1659, 10 anni prima della sua morte.
In effetti, il Rembrandt dipinto è un uomo vecchio, pieno di rughe, con il suo classico cappello.

lunedì 1 luglio 2013

Muore un'acrobata del Cirque du Soleil

Sarah Guyard-Guillot
Una notizia tragica ha colpito il circo più famoso e spettacolare del mondo, il Cirque du Soleil: un'artista, Sarah Guyard-Guillot, è morta nel corso dello spettacolo che si stava tenendo sabato scorso a Las Vegas.
La donna, 31enne e madre di due bambini, era un'acrobata e pare che abbia perso il contatto con il cavo di sicurezza, precipitando così da un'altezza di 15 metri.
In un primo momento, gli spettatori pensavano si trattasse di una parte dello spettacolo, ma poi hanno capito che avevano assistito ad una tragedia.
La donna è stata trasportata poco prima della mezzanotte al Centro Ospedaliero di Las Vegas, ma è morta poco dopo.
L'esibizione faceva parte dello spettacolo intitolato , presentato sul sito proprio come uno show senza precedenti e che sfida le leggi della gravità, ricco di acrobazie in aria.


Questo è il primo incidente che si verifica presso il Cirque du Soleil, il circo che dal 1984 incanta il pubblico di tutto il mondo, incidente che apre così la questione sicurezza nell'ambito circense.

mercoledì 22 maggio 2013

La first lady cinese, Peng Liyuan, in versione cartoon

La first lady cinese Peng Liyuan
Vi immaginereste la moglie di Giorgio Napolitano in stile cartoon?
Beh, forse no, ma in Cina la first lady, Peng Liyuan, in versione cartone animato ha conquistato tutti.
In pochi giorni le vignette a lei dedicate sono state cliccate da oltre 10 milioni di utenti e questo ha un solo significato: non solo viene apprezzata l'eleganza della moglie del presidente, ma in questo modi si avvicina il mondo della politica alla gente comune.
Le immagini che hanno fatto il giro del mondo sono state realizzate da una fan della first lady, sin da quando quest'ultima si esibiva in performance canore.
La creatrice dei disegni è una donna 35enne, Peng Zhang Zheng, non una pittrice professionista, ma che ha alle spalle degli studi di pittura.
Peng Liyuan in versione cartone animato
I disegni in questione ritraggono la first lady, un'esile silhouette dalle gambe affusolate che unisce lo stile della pittura tradizionale cinese a inchiostro al modello occidentale della Barbie.
La curiosità di questi ritratti sta nel fatto che la pittrice ha dipinto la first lady negli abiti realmente indossati in diverse occasioni, come per esempio quello in cui è dipinta con una gonna bianca, giacca nera e foulard rosso durante la visita in Tanzania o quello che la vede avvolta in un'impeccabile cappotto nero durante la visita a Mosca.
Insomma, un esempio non solo di eleganza, ma anche di apertura e di un nuovo ruolo per le donne del potere le quali finalmente smettono di essere invisibili, oscurate dai loro mariti.
Inoltre, bisogna aggiungere che tutti gli abiti indossati da Peng Liyuan sono marche nazionali , ovvero made in China, neanche troppo costosi: un modo per scoraggiare l'acquisto di prodotti di lusso stranieri.

giovedì 9 maggio 2013

Il Teatro Bolshoj e le sue morti misteriose

Teatro Bolshoj di Mosca
Spesso quando si parla di danza, soprattutto di quella classica che richiede una maggiore perfezione, la si associa ai sacrifici.
Ma se spostiamo la nostra attenzione sul Teatro Bolshoj di Mosca ai sacrifici si aggiungono terribili crimini e misteri che parlano di suicidi, strane morti, veleni e acidi.
L'ultima notizia che proviene dal teatro russo è quella riguardante l'attuale direttore, Sergei Filin, che a Gennaio scorso è stato aggredito con l'acido, perdendo completamente la vista.
Il maggior indiziato è il primo ballerino Nikolaj Tsiskaridze, 39 anni, che ambiva nel 2011 al posto di direttore, incarico assunto proprio dallo stesso Filin.
Ma questo è l'ultimo episodio di una storia nera che ha come scenario il Teatro Bolshoj e inizia un secolo fa.
La prima vittima del teatro russo fu Sergej Legat che nel 1905, terrorizzato dalle sommosse rivoluzionarie, si tagliò la gola con il rasoio.
Lidia Ivanova
Nel 1924 un triste destino toccò a Lidia Ivanova, una splendida ballerina del Bolshoj che morì annegata nelle gelide acque della Neva quando una nave più grande investì quella su cui si trovava la Ivanova insieme a 4 amici militari, tutti sopravvissuti.
La morte della Ivanova arrivò proprio due giorni prima della partenza per una tourneè in Occidente di questi giovani artisti sovietici.
Uno dei più grandi fan della Ivanova fu Georgij Balanchivadze, soprannominato Balanchine, coreografo che nelle sue opere inserì sempre la ballerina annegata.
Nel 1982, ormai vittima del morbo della "mucca pazza", ricevette la visita di un giovane membro della sua compagnia, Joseph Duell, e gli disse "Non avere fretta, hai tempo e non ti manca nulla". 
Nel 1986 Duell si gettò dalla finestra del suo appartamento nella 77esima strada di Manhattan, forse incapace di sopportare le forte pressioni del mondo della danza.
Oltre a questi, anche altri restarono vittime dell'alcol, della droga e delle invidie professionali, come, per esempio, il ballerino Jurij Soloviev che nel 1977 fu trovato morto nella sua casa di campagna in circostanze misteriose; altri come Vaslav Nijinsky e Olga Spessivtseva morirono vittime della pazzia e l'etoile maschile Maris Liepa morì nel 1989, logorato dall'alcol e dalla tristezza.
A questi bisogna aggiungere anche le invidie professionali che, nel caso di Alicia Alonso, erano nascoste dietro un semplice fermaglio per capelli, ricevuto in regalo da un'altra ballerina, e che si impigliava nelle maniche del ballerino o dietro un gelido camerino con lo specchio rotto e un vaso con rose gialle, colore di cattivo augurio per i ballerini.
Anna Pavlova
E infine c'era Anna Pavlova, una delle ballerine più preziose del Bolshoj che la considerava quasi una proprietà privata: infatti, il suo amante, Boris, fu trovato morto nella Neva.
Proprio come ci ha mostrato il film "Il cigno nero", il mondo della danza è un mondo malato in cui i ballerini sono vittime di invidie, forti pressioni per il fisico e la perfezione, ritmi e allenamenti duri; a questo poi ci aggiungi i mali odierni, cioè l'Aids, l'anoressia e le droghe, e allora capisci che quel mondo della danza classica che, nelle sue rappresentazioni, sembra così incantato, puro e perfetto, nasconde dietro le quinte terribili segreti.

mercoledì 8 maggio 2013

Titoli di testa come doodle per Saul Bass

Dopo alcuni giorni dal doodle speciale del 1° Maggio, Google torna a fare un omaggio a uno dei personaggi che ha dato un forte contributo al mondo dei titoli di testa: stiamo parlando di Saul Bass.
Bass è stato un designer e un pubblicitario statunitense, nato l'8 Maggio del 1920.
I suoi titoli di testa sono state considerate delle vere opere d'arte: tra i più importanti ci sono quelli di alcuni film di Hitchcock, come Psycho e La donna che visse due volte; altre collaborazioni importanti sono stati per film come Shining, Alien e Anatomia di un omicidio.
Bass morì il 25 Aprile del 1996.
Google oggi ricorda il suo 93esimo anniversario della sua nascita con dei titoli di coda davvero interessanti che mostrano il logo di Google sotto varie luci e in vari modi.
Ecco alcuni dei più interessanti.
Bellissime le singole immagini, ma sicuramente il video che si attiva premendo play sulla homepage risulta essere ancora più interessante.

lunedì 15 aprile 2013

Notte stellata di Van Gogh: il dipinto più visto su Google Art Project

In occasione della Giornata Mondiale dell'Arte, Google pubblica la classifica delle opere d'arte più cliccate e viste dal popolo di Internet.
Tra i tanti dipinti disponibili su Google art project, il portale che ha messo a disposizione di tutti l'arte di tutto il mondo, al primo posto troviamo Notte stellata di Van Gogh.
Gli internauti hanno potuto così non solo osservare l'opera del maestro olandese, conservata al Moma di New York, ma anche guardarne i particolari e studiarne le pennellate.
In effetti, è stato notato che i visitatori del portale dedicano in media circa un minuto alla visione dei singoli dipinti, mentre dal vivo non si va oltre i 20 secondi.
Nella top ten, troviamo al 2° posto la Nascita di Venere del Botticelli e Autoritratto alla finestra di Rembrandt. 
A seguire troviamo anche altre opere di Van Gogh come Camera da letto al 4° posto e I girasoli al 7°.
Notte stellata
Ma in occasione di questo primato soffermiamoci sull'opera più cliccata, Notte stellata di Van Gogh.
C'è ben poco da dire su quest'opera perchè Van Gogh stesso ne parla solo in due lettere.
Probabilmente fu dipinta mentre il pittore olandese si trovava rinchiuso nel manicomio di Saint-Remy a causa dei suoi sempre più frequenti attacchi.
E' quindi una di quelle opere dipinte a memoria e non all'aria aperta, come era solito fare il pittore.
Molti leggono in quelle scie sinuose nel cielo la sua agitazione e la sua mente straziata.
Ciò che Van Gogh si limita a dipingere è un paesaggio notturno, con la luna decrescente nel cielo e 11 stelle, un paesaggio che sostituisce la religione nel periodo in cui Van Gogh si connette all'universo.
Il paesaggio rappresenta i suoi ricordi, il suo passato, il suo paese natio olandese,mentre il cipresso scuro lo distacca da quei ricordi per avvicinarlo al cielo stellato, luminoso e brillante.

sabato 9 febbraio 2013

La pittura medianica di Florencio Anton

E se dopo la morte la vita continuasse?
E' uno dei dubbi a cui non si riesce ancora a dare una risposta.
Tra le tante prove dell'esistenza di un aldilà c'è un pittore medianico, Florencio Anton, che realizza delle opere davvero speciali.
Quest'uomo entra in trance e comunica con i pittori del passato che si impossessano del suo corpo, permettendogli così di realizzare dei dipinti bellissimi e nei quali anche numerosi critici d'arte hanno riconosciuto lo stile dei pittori del passato.
E così Florencio riesce a spaziare da Renoir a Picasso, da Gauguin a Matisse, da Mirò a Modigliani, creando delle vere opere d'arte impressioniste o cubiste: in un'ora e mezza Florencio riesce a realizzare 7 opere, con il solo uso delle mani e di questa ispirazione ultraterrena.


Naturalmente, le opere di Florencio sono vendute per fini sociali perchè se questo pittore medianico guadagnasse da questa speciale abilità i pittori stessi non entrerebbero più in comunicazione con lui.
Cosa dobbiamo credere?
Forse davvero l'anima è immortale e solo in questo modo i pittori del passato dall'aldilà comunicano con i vivi.

venerdì 25 gennaio 2013

L'urlo di Munch

In questi giorni l'intera Norvegia ha aperto i festeggiamenti per i 150 anni dalla nascita di Edward Munch (il pittore è nato il 12 Dicembre 1863).
In rete c'è un video che mostra alcuni norvegesi mentre urlano per le bellezze del paese scandinavo, dai Fiordi ai meravigliosi panorami e paesaggi incantati.
Ma l'opera più famosa di Munch, per l'appunto L'urlo, non fu certo ispirata da un evento positivo.
Il pittore è un precursore dell'arte espressionista e i temi principali delle sue opere sono la morte, l'angoscia, la paura.
Riguardo proprio a L'urlo, Munch scrive che fu ispirato, nel realizzare quel dipinto, da una scena che gli apparve dinanzi agli occhi mentre passeggiava insieme ad altri due amici (ritratti in fondo al ponte, nella parte sinistra del quadro).
Scrive:
« Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad una palizzata. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura... e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura. »
Il tramonto tinge di rosso-fuoco il cielo, reso infuocato da queste pennellate accese e ondulate, come lingue di fuoco, in netto contrasto con i toni bruni della parte inferiore.
Questo contrasto di colori crea un sentimento di angoscia: lo stesso protagonista del quadro non appare più come un uomo.
Il suo volto sembra un teschio, con gli occhi e la bocca spalancati, le narici dilatate, mentre si stringe il capo tra le mani.
Anche il suo corpo sembra privo di colonna vertebrale, sembra un serpente avvolto in un abito scuro.
Il messaggio che questo dipinto vuole dare è l'angoscia, l'ansia e la solitudine che lo stesso pittore avverte, un senso di impotenza dell'uomo di fronte alla natura e di estraneità al mondo circostante.
Il dipinto oggi è esposto alla Galleria Nazionale di Oslo ed ha subito due furti: il primo nel 1994 e l'ultimo nel 2004.
Solo nel 2006 il dipinto fu ritrovato per essere esposto nuovamente nel 2008.

mercoledì 2 gennaio 2013

L'Uomo Vitruviano di Leonardo

Leonardo Da Vinci è il genio italiano più famoso al mondo per le sue opere non solo nella pittura (la Gioconda), ma anche nelle scienze e nell'ingegneria.
Tra le sue opere più importanti c'è sicuramente l'Uomo Vitruviano.
L'opera è un disegno a matita e inchiostro su carta (34x24cm), realizzato nel 1490 e conservato nelle Gallerie dell'Accademia a Venezia.


Il disegno è la perfetta rappresentazione delle proporzioni ideali dell'uomo, inscritto nel cerchio e nel quadrato.
Leonardo prese spunto da uno scritto dello scrittore latino Vitruvio: in effetti, sopra e sotto il disegno ci sono degli scritti in cui Leonardo elenca le effettive proporzioni all'interno del corpo umano.
Il centro del cerchio sta nell'ombelico dell'uomo che viene rappresentato, per la prima volta in uno stesso disegno, con gli arti aperti e chiusi.
In realtà, il centro del disegno sta nel pube: Leonardo scrive, infatti, che la distanza dai piedi al pube coincide con la distanza tra la sommità del capo e il pube stesso. 
Inoltre, l'altezza dell'uomo stesso è uguale alla distanza, a braccia aperte, che c'è tra il dito medio di entrambe le mani; così come tra il pube e le estremità dei piedi aperti si viene a formare un triangolo equilatero.
La genialità di questo disegno sta nell'aver sintetizzato in una sola immagine le due figure descritte da Vitruvio, l'homo ad quadratum e l'homo ad circulum.
Il disegno è diventato il simbolo dell'Umanesimo: l'uomo al centro di tutto all'interno della natura e dell'armonia dell'universo; inoltre, fornì anche informazioni importanti per gli artisti del tempo, utili alla rappresentazione esatta della figura umana.
Oggi l'uomo vitruviano è rappresentato sul retro della moneta da 1 euro: l'uomo come misura di tutte le cose.

venerdì 14 dicembre 2012

Creazioni in fimo di Mery Salvatore

Si dice spesso che in tempi di crisi vengano fuori le migliori idee perchè la creatività è stimolata dalla necessità di tirarsi fuori dalle difficoltà.
E così ho trovato una ragazza, tarantina come me, poco più che ventenne, diplomata al Liceo Scientifico Sperimentale, che si è dedicata all'artigianato, trasformando un hobby in una fonte di guadagno.
Lei è Mery Salvatore ed ha creato su Facebook un pagina, Un Mondo di Fimo Tutto Mio. Mery, in cui mostra le sue creazioni e le vende ai possibili acquirenti.
Le ho fatto una breve intervista per conoscere meglio lei e il suo mondo:

- Ciao Mery, quando e come è iniziata questa passione?
E' una passione che ho sin da bambina. 
Ho iniziato con la pasta di sale facendo lavoretti di tutti i tipi.
Sono sempre stata attratta da tutto ciò che le mie mani potevano creare e, crescendo, ho imparato nuove tecniche, accrescendo sempre di più la mia manualità.
Mentre creo ho la sensazione di dare vita ai miei oggetti che sono puro frutto della mia fantasia.
Presepe in fimo di Mery Salvatore
- Come si evince dal titolo della tua pagina, realizzi i tuoi lavori con il fimo. Perdona la mia ignoranza, ma di che si tratta?
Il fimo è una pasta modellabile termoindurente.
Esistono infinite varietà di colori per poter ottenere migliaia di sfumature.
Modello la pasta a mio piacere, dopodichè viene infornata e cotta.
Una volta indurita, diventa molto resistente così da poter creare bijoux, oggetti e tanto altro.

Ecco, le tue creazioni: quali sono?
Le mie creazioni vanno da una vasta gamma di bijoux come orecchini, bracciali, collane, portachiavi sino a oggetti vari come bomboniere, apri festa, cornici, portafoto e creo anche qualsiasi cosa su richiesta del cliente.
Espongo le mie creazioni al Mercatino dell'Artigianato che si tiene a Taranto ogni terza domenica del mese e vendo tanto anche grazie alla mia pagina Facebook, effettuando spedizioni per chi non è del mio stesso paese.
Orecchini in fimo di Mery Salvatore
- Quanto tempo impieghi per realizzarle?
Il tempo che impiego varia in base a ciò' che mi richiedono: ad esempio quando creo bracciali, orecchini e altre bigiotteria ci metto 2 o 3 ore per completare il lavoro; quando invece mi chiedono cose più impegnative come personaggi in 3d o bomboniere varie impiego dalle 4 alle 5 ore.
In questo tipo di lavoro ci vuole molta passione, ma soprattutto molta molta pazienza perchè un minimo errore potrebbe rovinare l'intero lavoro.

- E i prezzi?
Ovviamente quelli variano in base alla grandezza del lavoro e in base a quanto materiale viene impiegato.
Gli orecchini vanno da un minimo di € 2,00 ad un massimo di € 5,00.
Per gli oggetti vale lo stesso criterio.
Non c'e un prezzo fisso: tutto varia in base alla richiesta, al tempo impiegato, al materiale.
Ovviamente non ci sono prezzi eccessivi.
Tutto è proporzionato alla lavorazione.
Cucciola in fimo di Mery Salvatore
- Dove è possibile acquistare le tue creazioni?
Per acquistare i miei oggetti è semplicissimo: tramite la mia pagina Facebook chiunque può contattarmi e ordinarmi qualsiasi cosa.
Per chi è del mio stesso paese posso consegnarli anche di persona.
Per chi non lo è, sempre tramite la mia pagina facebook mi metto d'accordo e, una volta che il cliente mi fa l'ordine, ci accordiamo sul prezzo e fa il versamento sulla mia postepay, spedisco tutto tramite pacco postale.

Per chi fosse interessato, questo è il link della pagina di Mery Salvatore: https://www.facebook.com/pages/Un-Mondo-di-Fimo-Tutto-Mio-Mery/207551945934679
dove potrete vedere le sue creazioni e acquistarle.
In bocca al lupo Mery!

mercoledì 14 novembre 2012

L'incubo di Fussli

Chi non ha mai avuto un incubo e si è poi risvegliato spaventato e col dubbio che fosse tutto vero e realmente accaduto?
Sì, perchè gli incubi sono l'esatto opposto dei sogni in quanto, a differenza di questi ultimi, lasciano ricordi e sensazioni spiacevoli.
La parola deriva dal latino incubare: con esso si intende l'atto di stare sdraiato per dormire.
In poche parole, l'incubo è la dimensione che affiora quando si dorme e cioè quando la coscienza e la ragione si affievoliscono.
Pensando all'incubo, mi è tornato in mente un dipinto che analizzai a scuola: il titolo era proprio L'incubo e il pittore era Johann Heinrich Fussli, un pittore svizzero del periodo romantico.
Egli si definì il pittore ufficiale del diavolo, capace di rappresentare la parte più misteriosa della mente dell'uomo, proprio quella parte tormentata dall'incubo.


Come si può ben vedere dall'immagine sopra, protagonista del dipinto è un giovane donna che giace su un letto, in una posa alquanto strana e sensuale.
La sua forte sensualità è data dalla veste aderente e dalla posizione: essa, infatti, risulta totalmente abbandonata, in un sonno profondo e mostruoso.
Sopra di lei, si erge un ometto, un demone-incubo, simile per certi tratti ad una scimmia, che è seduto sul suo stomaco, quasi a toglierle il respiro.
Nel dipinto, c'è un'altra figura mostruosa: sulla sinistra, da dietro le tende scure, compare la testa di una cavalla: è spaventosa con i suoi occhi bianchi e spettrali.
In realtà, dalla sua figura deriva il titolo del dipinto: incubo, in inglese, si traduce col termine nightmare (night = notte e mare = cavallina).
E pare che Fussli si sia ispirato ad una famosa leggenda inglese secondo cui di notte un mostro cavalcava una cavalla per disturbare il sonno delle giovani donne.
Con questo dipinto Fussli non ha voluto fare altro che materializzare i sogni ed esplorare le zone del mistero e dei sogni, finora del tutto inesplorate, cercando, allo stesso tempo, di colpire, affascinare e stupire l'osservatore.
Il dipinto è conservato oggi nel Detroit Institute of Arts, nella stessa città di Detroit.

lunedì 12 novembre 2012

"Il pensatore" di Rodin nel doodle

Dopo il doodle dedicato all'autore di Dracula, Bram Stoker, oggi Google ricorda sempre un altro artista, ma questa volta appartenente al mondo della scultura.
Si tratta di Auguste Rodin, celebre scultore e pittore francese, nato a Parigi esattamente 172 anni fa.
E, in effetti, il doodle di oggi è dedicato proprio al 172esimo anniversario della nascita dello scultore.
Google lo ricorda con un doodle statico, ma significativo.
Nell'immagine troviamo la solita scritta Google: ciò che cambia è il colore, un blu misto al nero, che riprende il colore della base della scultura rappresentata.
Quella scultura lì è esattamente l'opera più importante di Rodin: inizialmente lo scultore le aveva dato il nome de "il poeta", ma successivamente pensò di cambiarlo in "il pensatore", nome col quale la conosciamo oggi.
La scultura rappresenta un uomo, nudo, seduto su una roccia, che guarda verso il basso, nella classica posizione di chi riflette e pensa.
Infatti, in quella scultura Rodin ha voluto rappresentare il massimo poeta, Dante Alighieri, nel momento in cui si trovava dinanzi alle porte dell'Inferno e osservava il terribile mondo dei dannati.
L'autore l'aveva pensata per una porta monumentale dedicata all'Inferno dantesco, ma purtroppo il progetto non vide mai la luce.
La scultura oggi viene spesso utilizzata per rappresentare la filosofia e l'uomo moderno, intento a meditare sul suo destino e a prendere consapevolezza dei dolori e delle sofferenze che lo attendono.
L'originare della scultura è conservato oggi al Musee Rodin di Parigi, in rue de Varenne 77.

mercoledì 31 ottobre 2012

Jack o' Lantern: la zucca di Halloween

Come chiudere il mese di Ottobre se non con un post dedicato ad Halloween?
In Italia, i festeggiamenti sono molto meno sentiti rispetto agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna, ma col passare degli anni sta prendendo piede anche da noi.
Io son venuta a conoscenza di questa festa grazie alle scuole: ricordo che alle elementari (vi parlo degli anni tra il 1994/1995) la mia maestra di Inglese ci parlava di questa notte in cui i morti tornano vivi e si riversano per le strade della città.
E ricordo una storia in particolare, la storia di Jack o' Lantern e di un disegno che feci per riassumere il tutto: disegnai un uomo barbuto, seduto sotto ad un albero, con una birra in mano e una zucca illuminata, sotto un cielo stellato.
Ma chi era Jack o' Lantern?
Si tratta di una leggenda irlandese che parla di un uomo, Jack per l'appunto: un uomo avaro e ubriacone che una sera incontrò ad un bar il diavolo.
Stava per vendere la sua anima al diavolo, ma riuscì  a trasformarlo in una moneta che portò sempre con sè, per tutta la sua vita, fatta di peccati ed errori, tant'è che, una volta morto, la sua destinazione fu l'Inferno.
Lì incontrò il diavolo che lo condannò ad errare come un'anima tormentata e gli lanciò addosso un tizzone che Jack raccolse e mise in una rapa.
Con quella specie di lanterna, iniziò a vagare per le strade terrene, alla ricerca di un rifugio.
Halloween è, perciò, la notte in cui Jack vaga per le strade delle città alla ricerca del suo rifugio ed è per questo che è nata l'usanza di creare una lanterna, ponendo una candela in una zucca vuota, e di appenderla fuori casa per far sapere a Jack che la vostra abitazione non è il rifugio che lui sta cercando. 
Buon Halloween a tutti!

lunedì 29 ottobre 2012

La Cappella Sistina compie 500 anni

Il 31 Ottobre una delle opere più invidiate dal mondo intero compirà 500 anni.
Sto parlando della Cappella Sistina, svelata al papa Giulio II proprio il 31 Ottobre del lontano 1512.
La Cappella Sistina viene considerata un capolavoro, uno dei tesori del Vaticano, frutto dello strabiliante genio di Michelangelo.
Quest'opera, che più di ogni altra rimarrà legata al suo nome, è imponente: la cappella è rettangolare, lunga circa 40 metri e larga circa 13 metri e la volta si trova a 20 metri d'altezza.
Centinaia di metri quadri che Michelangelo affrescò, affrontando così una grande sfida che gli procurò anche tanta fatica.
Inizialmente, il papa voleva che rappresentasse solo i 12 Apostoli, ma Michelangelo pensò ad un progetto più ambizioso.
L'intera cappella ha diverse rappresentazioni: la storia della creazione dell'universo, dell'uomo, della sua caduta col peccato originale e il castigo; e ancora il diluvio universale, Noè, Davide e Golia, Giuditta e Oloferne, Mosè con i serpenti, il tutto circondato da profeti e sibille.
Per realizzare quest'opera maestosa, Michelangelo impiegò 4 anni della sua vita: rinchiuso da solo nella cappella, vietò a tutti, persino al Papa, di vedere come procedeva il lavoro.
Si costruì un ponteggio di sua invenzione, macinava i colori e costruì anche una sedia speciale per dipingere da sdraiato, anche se la maggior parte della volta è stata dipinta in piedi.
A noi è giunto anche uno scritto di Michelangelo nel quale egli rappresentò il modo in cui dipingeva, accompagnato da un sonetto che diceva:
"sono teso come un arco
mi è già venuto il gozzo
il ventre me lo sento in gola
i lombi mi sono entrati nella pancia
non vedo dove metto i piedi
e il pennello mi gocciola sul viso"
In effetti, la realizzazione di quest'opera gli procurò molti malanni, il più grave dei quali fu un difetto alla vista che lo rese quasi completamente cieco.
La tecnica utilizzata da Michelangelo fu quella dell'affresco.
Anche se per lui fu una tecnica del tutto nuova, Michelangelo imparò presto e bene: l'affresco prevede che la pittura venga fatta "a fresco", ovvero quando l'intonaco  è ancora umido.
In questo modo, i colori si fermano al primo strato sottile d'intonaco, restando così incorporati e impressi da resistere nel tempo.
I metodi erano due: dopo aver bagnato il supporto, steso la malta costituita da sabbia e calce si procedeva con
  • lo spolvero: si tracciavano dei piccoli buchi sul contorno del disegno e si faceva passare attraverso un polvere di carbone che restava impressa nell'intonaco sottostante;
  • il cartone: il disegno preparatorio veniva pressato con una punta metallica: in questo modo l'intonaco veniva impresso da una linea indicativa.
La Cappella Sistina è visitata ogni anno da circa 5 milioni di visitatori, provenienti da tutto il mondo: tutti affascinati dal cielo azzurro di lapislazzuli del giudizio universale, dalla grandezza delle figure, dai personaggi nudi (alcune nudità furono coperte successivamente con delle braghe).
La rappresentazione più conosciuta della Cappella Sistina è, senza dubbio, la Creazione di Adamo: in essa, sono rappresentate la figura di Adamo, un giovane bello e atletico, e quella di Dio, sorretto da degli angeli.
L'affresco rappresenta il momento in cui gli indici di Adamo e di Dio stanno per toccarsi, come simbolo della vita che passa da Dio all'uomo.
Un'opera immensa e unica nella sua maestosità.

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