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venerdì 3 aprile 2015

Le Iene, salviamo gli ulivi del Salento

In questi anni si sta parlando sempre più degli ulivi del Salento e del batterio killer xylella che ha colpito parte di essi, trasformandoli in veri e propri scheletri.
Salviamo gli ulivi del Salento
Così ieri a Le Iene Nadia Toffa è andata sul posto per cercare di capirne di più su questa situazione: si è trovata di fronte ad agricoltori disperati. Alcuni hanno davvero perso tutto, soprattutto coloro che si ritrovano nella zona indicata come focolaio e che è quella in cui si registra un più alto numero di ulivi ammalati. Ma i più disperati sono quelli che si trovano nella zona di eradicazione, ovvero quella in cui nei prossimi giorni e mesi si procederà allo sradicamento degli ulivi, anche di quelli che non presentano la malattia.
Sì perchè su 13250 ulivi analizzati solo 234 presentano la malattia.
Ma un altro dubbio è che non è detto che sia il batterio xylella, colpevole di aver già distrutto gli agrumeti del Brasile e i vigneti della California, a causare la morte degli ulivi salentini: gli agricoltori parlano della presenza di funghi che potrebbero benissimo attaccare anche altre tipologie di colture.
Dato che per la cura di questi ulivi l'Europa non ha stanziato nemmeno un euro (per l'abbattimento sono stati stanziati 13 miliardi di euro), gli agricoltori hanno cercato e trovato soluzioni da soli, ricorrendo a vecchie tradizioni e abitudini degli avi: hanno spruzzato una miscela di calce e solfato di rame sugli ulivi malati. Il risultato è stato chiaro: nel giro di 3-4 mesi gli ulivi si sono ripresi.
Ma naturalmente per andare avanti nella ricerca servono investimenti e analisi: lo scopo del servizio è quello di diffondere quanto più il video per trovare qualcuno che sappia come curarli.
Se interessati potete contattare lecce@copagri.it.
Una precisazione da fare è che la qualità delle olive non viene intaccata e l'olio prodotto in Salento resta uno dei più buoni in circolazione.

venerdì 20 marzo 2015

Le Iene, le schiave dell'Isis

Il servizio de Le Iene sull'Isis
Ieri è andata in onda un'altra puntata de Le Iene e ancora una volta Nadia Toffa ha saputo regalarci un servizio (guarda il video) veramente ben fatto e utile.
La iena è volata in Iraq per parlare di Isis e in particolare delle vittime di questo esercito del terrore, ovvero le donne e i bambini.
Nadia ha intervistato moltissime donne prigioniere dei soldati dell'Isis e che sono riuscite a fuggire dai campi di prigionia, rischiando la propria vita.
Si tratta di donne yazidi, una minoranza non musulmana che viene perseguitata proprio per essere convertita. Chi si ribella, viene ucciso, altrimenti diventa prigioniero.
Tutte le donne intervistate erano tormentate dai ricordi e dal terrore che hanno vissuto lì dentro: violenze sessuali, fisiche, bastonate, scosse elettriche alla testa, senza cibo e acqua. Molte di loro non hanno retto questa situazione di difficoltà e si sono tolte la vita.
Donne incatenate per essere vendute
Quando parliamo di donne, però, facciamo riferimento solo al sesso femminile perchè tra di loro sono poche le donne mature: molte sono ragazzine di 14 anni o addirittura anche bambine di 7/8 anni. Anche queste ultime hanno subito violenza sessuale, spesso da più uomini, e sono rimaste incinte di questi uomini violenti.
Quelle rapite vengono ingabbiate, incatenate insieme e fatte sfilare nelle città come della merce: poi parte l'asta e vengono vendute al migliore offerente. 
Oggi sono più di 4000 le donne schiave dell'Isis e per la loro liberazione sono necessari 10 mila dollari.
Ma tanti sono anche i bambini che vengono chiusi in delle strutture fatiscenti e qui vengono addestrati: leggono il Corano e imparano a combattere, a difendersi e ad usare le armi. Spesso sono sotto l'effetto di droghe, soprattutto quando a loro vengono mostrati i video in cui i nemici vengono decapitati come animali.
Solo terrore che porta altro male e terrore: perchè, per fortuna, questi bambini e queste donne ancora dei sogni per il futuro, ma prima vogliono vendicarsi di quegli uomini che hanno distrutto la loro vita.

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venerdì 13 marzo 2015

Le Iene, consigli per acquistare frutta e verdura senza pesticidi

Ieri, nel corso della puntata de Le Iene, Nadia Toffa ha presentato un altro servizio sull'alimentazione. Dopo l'enorme successo della sua presentazione di una dieta per eliminare i metalli pesanti dal nostro corpo, ideata da due medici di Caserta, ieri si è parlato di frutta e verdura e di come scegliere bene quella che non presenta un'alta quantità di pesticidi.
La Toffa ha fatto analizzare 6 prodotti esteri presi in un mercato e i risultati sono stati chiari: livelli di pesticidi al di sopra di quelli ammessi e concessi.
Consigli per acquistare frutta e verdura senza pesticidi
Per queste ragioni al termine del servizio sono stati forniti tre consigli da seguire per acquistare bene e tutelare la nostra salute:
  1. Rispettare la stagionalità della frutta e della verdura: è importante questo aspetto perchè c'è una notevole differenza tra i prodotti di stagione e quelli fuori stagione. I primi crescono all'aria aperta e con la luce del Sole: per queste ragioni presentano più vitamine e antiossidanti, un toccasana per la nostra salute. I secondi, invece, crescono nelle serre, senza la luce solare, e per garantire la loro crescita si fa uso di pesticidi e ormoni, letali e tossici per il nostro organismo perchè favoriscono l'insorgenza di tumori, malattie della pelle e problemi respiratori. Ecco allora una tabella che presenta la stagionalità di frutta e verdura in modo che possiate acquistare questi prodotti con intelligenza.
    Tabella sulla stagionalità della frutta e della verdura
  2. Comprare solo prodotti italiani: questo perchè in Italia alcuni pesticidi tossici sono vietati. Il problema si presenta con i prodotti di provenienza estera perchè in Africa e in Sud America, per esempio, vengono utilizzati pesticidi come il DDT e questi prodotti nocivi ritornano poi sulle nostre bancarelle e sulle nostre tavole, danneggiando il nostro organismo.
  3. Comprare presso la grande distribuzione: questo è un consiglio legato soprattutto al semplice fatto che nei supermercati a marchio riconosciuto vengono effettuati maggiori controlli rispetto ad un ortomercato o un fruttivendolo del mercato. Il motivo è legato principalmente ad una tutela della propria immagine: infatti, se si dovesse scoprire che la frutta e verdura venduta in un supermercato presenti pesticidi, l'intero marchio perderebbe la fiducia dei suoi clienti su tutti i prodotti venduti.
Quindi, da oggi comprate bene e con intelligenza: l'informazione deve servire a renderci migliori e più attenti al mondo che ci circonda.

venerdì 6 marzo 2015

Le Iene, una dieta per disintossicarsi dai metalli pesanti

In questi anni tante volte si è parlato di inquinamento, non solo legato al traffico cittadino, ma anche alle fabbriche e alle industrie presenti nelle nostre città.
Solo in Italia si contano ben 56 siti che prevedono bonifiche in quanto risultano fortemente inquinati nella terra, nell'aria e nelle falde acquifere.
L'inquinamento comporta un accumulo di metalli pesanti per il nostro organismo, ma grazie ad una ricerca fatta da due medici de La terra dei fuochi, si è arrivati a capire che grazie a una dieta e all'assunzione di sostanze vegetali possiamo disintossicarci e quindi espellere queste sostanze tossiche dal nostro corpo, migliorando l'interscambio tra l'interno e l'esterno delle nostre cellule. 
Tutto parte proprio da una cellula che, a causa di ciò che mangiamo, non riesce a liberarsi del materiale di scarto (i radicali liberi) e le sue strade sono due: o muore o si replica causando il cancro.
Il servizio de Le Iene
Ecco allora che questi due medici hanno fatto un test: hanno prelevato il capello da alcuni abitanti de La terra de fuochi per valutare il livello di intossicazione del loro organismo.
In seguito ha fornito loro questa dieta:
La dieta per eliminare i metalli pesanti
Si tratta di una dieta base che deve essere personalizzata da un medico sulle esigenze di ogni singolo individuo e che prevede tanta verdura, 4 volte a settimana pesce, 1 volta carne rossa e 2 carne bianca.
Ci sono poi alcuni accorgimenti da tenere presente:
  • frutta e verdura: è importante rispettare la stagionalità di questi prodotti, scegliendo magari la frutta più brutta o con qualche difetto. Non deve essere luccicante, ma opaca ed è opportuno variare il luogo dove si fanno acquisti, seguendo anche la regola dei colori degli ortaggi che devono essere diversi in modo da offrire al nostro organismo proteine differenti;
  • è importante leggere le etichette, evitando prodotti che contengono zuccheri, grasso vegetale di palma e altro. Bisogna scegliere il prodotto con pochi ingredienti ma essenziali;
  • per la pasta, si consiglia di scegliere quella integrale;
  • per l'olio non deve esserci risparmio perchè è fondamentale per le nostre cellule.
I risultati sono stati straordinari: dopo 3 mesi l'80% delle persone sottoposte a questo esperimento ha ridotto i metalli pesanti come alluminio e mercurio; inoltre, modificando il proprio stile di vita quotidiano ha registrato una maggiore energia e concentrazione, oltre ad aver perso un bel po' di chili di troppo.
Aldilà di questi vantaggi, ciò che conta è il risultato delle analisi che parlano chiaro.
Se questo esperimento fosse fatto su un numero più grande di soggetti, la statistica ottenuta sarebbe più importante e forse valida.
Ciò che serve è l'investimento di circa 30 mila euro per la ricerca: cosa stiamo aspettando?

domenica 22 febbraio 2015

Come risparmiare il 50% sulla spesa con i coupon

Dato il periodo di difficoltà economica per la maggior parte delle famiglie italiane, siamo diventati sempre più attenti negli acquisti e soprattutto nel fare la spesa.
Ecco che, come è stato mostrato a Le Iene, c'è un modo davvero semplice per arrivare a risparmiare fino al 50% sulla spesa ed è stato presentato e applicato da una mamma casalinga come tante.
Come risparmiare il 50% sulla spesa con i coupon
La prima cosa da conoscere è il mondo dei coupon: quando si parla di coupon facciamo riferimento a dei semplici fogli di carta che presentano degli sconti su alcuni prodotti. Nell'era di Internet sono tantissimi i siti che offrono questi coupon: alcuni sono Scontomaggio che offre sia la possibilità di stampare dei coupon che diventare tester. La gamma dei prodotti acquistabili in questo modo è vasta: si va dai profumi ai beni di prima necessità, dai surgelati ai succhi di frutta fino alla cancelleria. Altri due siti affidabili sono Chebuoni e Omaggio Mania che offrono all'incirca gli stessi servizi.
La seconda accortezza da avere è quella di utilizzare il coupon in aggiunta all'offerta prevista dal punto vendita: se sfogliando i volantini notate che un determinato prodotto che vi interessa è in offerta e voi siete in possesso di un coupon, potrete usufruire di un doppio sconto (l'offerta + il coupon) arrivando così a risparmiare anche il 70%.
Un altro aspetto importante è quello di visionare i volantini dei punti vendita più vicini a voi in modo da capire dove e su quali prodotti utilizzare i coupon.
Se non trovate una coincidenza, non disperate perchè il popolo dei consumatori si è organizzato creando un'apposita pagina Facebook, Scambio di Coupon&Risparmio, in cui avviene un vero e proprio scambio di coupon per far sì che tutti possano usufruire di queste agevolazioni.

lunedì 1 dicembre 2014

AIDS, il servizio de Le Iene sul bugchasing

Oggi 1° dicembre 2014 si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro l'AIDS: lo scopo è quello di sensibilizzare sempre più le persone verso questa malattia che dal 1981 ha fatto registrare 25 milioni di vittime.
In occasione di questa Giornata di sensibilizzazione, anche il programma tv Le Iene ha realizzato un servizio sul virus HIV, presentando però un aspetto piuttosto inquietante e incredibile, il bugchasing.
Il bugchasing è un vero e proprio scambio del virus: da un lato c'è chi è positivo al virus e dall'altro c'è chi è negativo e desidera contrarre l'AIDS.
Perchè?
Solo per il piacere di fare del sesso libero, senza precauzioni, perchè sono stanchi di aver paura e di proteggersi.
La scelta di contrarre il virus è voluta sia da uomini che da donne, non solo omosessuali ma anche eterosessuali: queste persone sono disposte a contrarre una malattia che cambierà per sempre la loro vita e sicuramente non in meglio.
Chi è ammalato di AIDS sa a quali terapie va incontro, sa quanto soffre e quanto sia difficile vivere perchè basta anche un semplice raffreddore per morire; inoltre, oggi la società ha ancora paura di chi è malato di AIDS, forse a causa di uno spot andato in onda negli anni Ottanta e che spiegava in modo superficiale ed errato come avviene il contagio.


Purtroppo ancora oggi non è stato scoperto il vaccino per combattere questa malattia che si modifica continuamente.
E allora prima di desiderare una cosa così, pensateci bene perchè l'HIV non libera il sesso, ma lo condizionerà per sempre.

giovedì 13 novembre 2014

Le Iene, il servizio sul Brasile e il crack

Il programma tv Le Iene è famoso per i suoi servizi insoliti e difficili da trovare nella tv di oggi.
Nell'ultima puntata del programma è andato in onda un servizio dal titolo Crackolandia: con questo termine si è voluto indicare un Paese in cui il crack, una delle droghe più pericolose al mondo, ha subito un aumento notevole delle vendite, pari all'80%.
Una vittima brasiliana del crack
Proprio a Rio de Janeiro ci sono 20 mila uomini e donne (e anche molti giovani) dipendenti dal crack.
Il crack si ottiene con alcuni processi chimici dalla cocaina e lo si fuma attraverso delle pipe. In realtà, esso si presenta come una pietra, la pietra della morte, che col calore si trasforma in fumo.
Sebbene i suoi effetti da sballo (o La onda come la chiamano i brasiliani) durino solo 5 minuti, sono gli effetti sulla salute ad essere più devastanti: i denti cadono, la pelle diviene secca, gli occhi diventano gialli e si vive in uno stato catatonico di assoluta dipendenza da questa droga.
Il crack è molto diffuso anche perchè lo si vende a circa un euro a pietra: a farne le spese sono anche molte donne in gravidanza e molti bambini.
Proprio le donne usano il loro corpo per procurarsi i soldi utili ad acquistare il crack: hanno rapporti non protetti, finiscono per contrarre la sifilide e l'Aids e danno alla luce bambini che nascono già tossicodipendenti o morti.
Per combattere questa piaga c'è la UPP, l'unita di Polizia Pacificatrice, e anche la Polizia Militare che giorno e notte si muove nelle favelas per sequestrare chili e chili di droga di ogni tipo.
Un servizio che ci ha fatto capire qual è il vero Brasile: non solo quello delle spiagge, del Carnevale, del sole e della samba, ma anche quello della povertà, della droga e della disperazione.

giovedì 23 ottobre 2014

Le Iene, Gasparri bullo con una fan di Fedez

Dopo la triste vicenda di Napoli in cui un ragazzo di 24 anni ha lacerato l'intestino di un ragazzino di 14 anni con l'aria compressa, arriva un'altra notizia di bullismo: il fatto strano è che il bullo è Gasparri, attuale vice presidente del Senato.
Il tutto si è verificato su Twitter: Gasparri aveva soprannominato il cantante Fedez con l'hashtag #cosodipinto e a difesa del cantante si era schierata una ragazzina di 13 anni che aveva scritto


Da qui la risposta estremamente offensiva di Gasparri


Proprio lui che fino a qualche giorno fa si era schierato contro il bullismo e a favore della tutela dei minori.
E così ieri Nadia Toffa ha incontrato la ragazzina che ha rivelato di esser stata, proprio negli anni passati, vittima di bullismo a scuola e insultata con soprannomi come balena e Peppa Pig.
Nel corso del servizio è stato intervistato anche Giuliano Ferrara che ha rivelato di esser stato deriso anche lui in passato, ma ha consigliato a tutti gli adolescenti che subiscono questa violenza verbale di fregarsene e di continuare a credere in ciò che si è  e si sa fare: i bulli sono forti con chi si lascia sopraffare dai loro insulti, ma perdono la loro potenza di fronte ad uno che si lascia scivolare addosso le loro parole e continua dritto per la sua strada.

giovedì 25 settembre 2014

Le Iene, intervista a Sasà, il guru di Mykonos

Il programma di Italia Uno, Le Iene, è sempre in grado di stupirci presentandoci servizi su situazioni a noi sconosciute, come quella presentata ieri da Enrico Lucci che è volato in Grecia, precisamente a Mykonos, per farci conoscere Sasà.
Enrico Lucci e Sasà a Mykonos
In quest'isola greca, ricca di bellezze naturali e anche storiche, molti giovani italiani vanno in vacanza perchè c'è un posto, il Tropicana Club, dove regna la più totale libertà: si va lì per bere, magari anche drogarsi, ma soprattutto per far l'amore in spiaggia con la prima/il primo che ci è passato davanti e passeggiare nudi.
E' impressionante con quanta facilità e leggerezza questi ragazzi si lasciano andare davanti agli occhi di tutti; così come inconcepibile è l'idea che questi giovani hanno di Sasà, soprannominato l'artista con l'elefante.
Questo soprannome deriva dal fatto che Sasà, il guru di Mykonos, si muove sull'isola indossando semplicemente uno slip con una lunga proboscide davanti adibita a contenitore.
Alle telecamere de Le Iene Sasà ha rivelato di essere un ex poliziotto, cacciato dall'arma per aver picchiato un omosessuale, e di essere anche un credente che spesso va a fare pellegrinaggio a Medjugorje e a Lourdes.
In realtà, Sasà (o Salvatore, come lo si vuol chiamare) fa la parte del guru e del latin lover semplicemente per lavoro perchè quest'attività gli frutta 200 mila euro al giorno.

Se vuoi vedere il video, clicca qui

mercoledì 27 novembre 2013

Le droghe della crisi greca

Nella puntata de Le Iene di ieri è andato in onda un servizio di Pablo Trincia sulla crisi greca e sulla diffusione delle droghe sintetiche tra le vie della capitale greca, Atene.
La Grecia è lo stato europeo colpito maggiormente dalla crisi in cui la disoccupazione, la povertà e l'arrivo di nuove droghe sintetiche sta distruggendo tutto e tutti.
Sono state tagliate le pensioni, gli stipendi pubblici e servizi come la scuola e la sanità.
Passeggiando tra le strade di Atene, si vedono dovunque persone in mezzo alla strada, serrande abbassate dove prima c'erano attività e la fame è un problema reale: tanta gente è in fila ogni giorno alla mensa dei poveri e interi quartieri sono senza acqua e corrente.
Tutta questa crisi ha trasformato l'intero scenario della capitale greca: in ogni angolo della città, infatti, c'è gente buttata per terra che si fa di droga ad ogni ora del giorno e della notte.
In particolare, sono due le droghe che stanno facendo strage di uomini e donne, grazie soprattutto al loro costo irrisorio (bastano infatti solo 2/3 euro per acquistare una dose): la Thai e la Sisa.
La Thai
E' l'eroina thailandese, ma in Grecia è chimica al 100%.
Si tratta di un mix a base di eroina che ha al suo interno detersivi, shampoo, calcestruzzo.
Secondo quanto riferito dagli stessi tossicodipendenti, la Thai ti toglie le emozioni, trasformandoti in uno zombie.

La Sisa
E' la peggiore tra le due perchè è in grado di trasformare chiunque in una persona violenta, capace anche di uccidere.
Si tratta di un mix di metanfetamine e schifezze di ogni tipo, come per esempio la polvere contenuta nelle lampadine a neon, ma l'ingrediente principale e letale è l'acido delle batterie che viene prodotta artificialmente.
La Sisa, una volta iniettata nelle vene, arriva direttamente al sistema nervoso, distruggendo tutto quello che trova davanti: non solo l'anima, ma anche il corpo, lasciando spesso piaghe incurabili.

La droga è un male che sta distruggendo un'intera generazione di greci e purtroppo per averne anche un po' si è disposti a tutto: come ha riferito il responsabile di un'associazione che recupera i tossici, molte ragazze si prostituiscono per 20 euro senza utilizzare precauzioni. In questo modo, contraggono molto spesso l'Hiv, anche attraverso lo scambio di siringhe infette (basti pensare che in soli due anni il contagio da Hiv è aumentato del 1500%).
E' una generazione allo sbaraglio che non ha soldi e non ha più sogni e che si rifugia in qualcosa che dà loro l'idea di un mondo migliore, ma solo per qualche minuto o ora.

mercoledì 13 novembre 2013

Come vincere facile alle slot machines

Più e più volte si è parlato delle slot machines e dell'aumento vertiginoso dei suoi giocatori in Italia.
Oggi il gioco è diventato la terza impresa italiana e l'Italia è al terzo posto per volume di gioco, dopo il Giappone e il Regno Unito, ma risulta prima per spesa pro capite (1450€ a testa l'anno).
Basti pensare che lo Stato incassa 8 miliardi l'anno con una tassazione dell'8%.
In questo gioco che distrugge il cervello e che ci toglie i soldi e i risparmi dalle mani nel giro di pochi minuti, ci guadagnano tutti, tranne i giocatori stessi.


Nel servizio di ieri di Nadia Toffa, nel corso del programma de Le Iene, è stato rivelato come sia possibile vincere facile alle slot machines, un modo sconosciuto ai giocatori, ma ben noto e molto usato dai gestori.
Ogni gestore è in possesso di una chiave per aprire le slot machines a monete; una volta aperta basterà premere un piccolo bottoncino rosso ed ecco che sarà possibile verificare la contabilità della macchina, grazie ai dati forniti dal monopolio di Stato.
Poniamo che ogni ciclo di una slot valga 28000 euro, ovvero raggiunto un incasso di tale cifra riparte da zero.
La percentuale di vincita durante ogni ciclo è del 75%.
Questo vuol dire che ogni 28000 euro raccolti, la macchina deve restituire il 75% in vincita, pari a 21000 euro.
Cosa fanno i gestori?
Grazie ad un rapido calcolo, essi possono capire quanto ancora la macchina debba restituire in vincita: se la cifra si aggira intorno ai 600/700 euro, vuol dire che la slot è pronta per pagare.
Ma naturalmente a vincere questi soldi facili facili non sono mica le persone che ci buttano gli stipendi, le pensioni, i risparmi: a vincere sono solo ed esclusivamente i gestori delle slot che all'occasione spegneranno la macchina pronta per pagare e lasceranno accese quelle che non pagheranno mai.

lunedì 3 giugno 2013

Il servizio de Le Iene: le banche applicano tassi d'usura sui mutui

Nella puntata di ieri de Le Iene è andato in onda un servizio di Pelazza dal titolo "Quando le banche sbagliano".
Il tema centrale del servizio era quello sui tassi d'interesse applicati dalle banche sui prestiti, interessi così alti da poter essere tranquillamente considerati interessi d'usura (qui maggiori dettagli).
Cos'è il tasso d'usura?
Ogni 3 mesi la Banca d'Italia stabilisce il tasso massimo d'interesse, detto tasso soglia, che le banche possono applicare quando i clienti chiedono un mutuo o un fido.
Se si supera il tasso soglia, si parla di usura e i clienti, per via legale, posso chiedere indietro i soldi.
Come capire se sul vostro conto sono stati applicati interessi usurari?
Per prima cosa dovete richiedere alla vostra banca l'estratto conto (per legge è obbligata a darvi i documenti degli ultimi 10 anni); poi vi servirà il contratto di apertura di credito in conto corrente che avete firmato all'inizio del rapporto con la banca e il contratto di fido o del finanziamento che avete stipulato.
Si possono controllare tutti i conto correnti, anche quelli già chiusi, purchè il rapporto con la banca non sia terminato da oltre 10 anni, altrimenti c'è la prescrizione.
Tutti questi documenti la banca è obbligata a fornirli.
Gli interessi usurari sono soprattutto presenti sui mutui ipotecari per l'acquisto della casa.
In questa tipologia di contratto, c'è un'anomalia nel tasso di mora, ovvero nel tasso che la banca si fa pagare in aggiunta nel caso in cui il cliente non riesca a pagare qualche rata.
Tutto questo non è illegale, ma lo diviene nel momento in cui sommando il tasso di mora al tasso nominale annuo del mutuo si supera il famoso tasso soglia, finendo così nell'usura.
Per esempio: supponiamo che il tasso soglia sia dell'8,04%. Sul nostro contratto abbiamo un tasso nominale del 5,6% e un tasso di mora del 3%.
Bene, se prendessimo in considerazione solo quello nominale, tutto sarebbe corretto, ma se sommiamo a quest'ultimo il tasso di mora, raggiungiamo un tasso dell'8,3% che  è maggiore del tasso soglia di 8,04%.
In questo caso, il contratto è nullo perchè usurario sin dall'origine.
L'art. 1815 comma 2 del codice civile dice:
"Se sono convenuti interessi usurari , la clausola nulla e gli interessi sono dovuti solo nella misura legale".
Quindi, anche se la banca non ha mai applicato o fatto pagare il tasso di mora, questi contratti sono illegittimi e in questo caso la banca deve restituirvi gli interessi pagati sino a questo momento e non dovrete pagare più interessi per il futuro.
Per vedere il tasso soglia di ogni anno e quindi sapere se il vostro contratto è usurario o no, ecco il link della Banca d'Italia.

martedì 21 maggio 2013

Come riconoscere il pesce fresco

Nell'ultima puntata de Le Iene Giulio Golia ha realizzato un servizio davvero interessante e utile a tutti.
In esso è stato spiegato, grazie all'aiuto e alla competenza di una titolare di una pescheria, come riconoscere il pesce fresco ed evitare così le fregature.
Prima di notare le differenze nel colore e nell'aspetto dei vari pesci, è importante sapere che più i pesci vengono da lontano, meno costano: in effetti, per quanto riguarda il pesce, non è il trasporto ad incidere sul prezzo, ma la freschezza.
Partendo dal tonno, nel corso del servizio sono stati presentati diversi tipi di tonno:
  • il tonno rosso del Mediterraneo (39 € al Kg): da quando viene pescato fino alla sua vendita passano al massimo 24 ore;
  • il tonno pinna gialla (29 € al Kg): viene pescato nell' Oceano Indiano, lavorato, messo sotto vuoto e congelato. Quando arriva la richiesta, viene decongelato e spedito. Potrebbe arrivare dopo 48 ore da che è stato pescato fino a 6 mesi.
Un'altra differenza sta nel fatto che il tonno congelato non ha la pelle, mentre quello fresco sì.
La differenza degli occhi di un'orata fresca e una congelata
Passando all'orata, la prima cosa da sapere è che ci sono orate pescate in mare (più grandi) e orate d'allevamento (più piccole).
Mettendo a confronto un'orata allevata in Italia (più fresca) e una allevata in Grecia, la prima cosa da vedere è l'occhio: quella fresca ha l'occhio lucido e la pupilla nera evidente, mentre l'altra ha una pupilla leggermente velata di bianco.
Anche dalle branchie si può capire la freschezza: più sono rosse, più il pesce è fresco.
E infine l'ultimo test è quello di scuotere il pesce: se si muove eccessivamente è meno fresco di uno che resta rigido.
Passando ai crostacei, molto si capisce dal colore:se i crostacei sono rosati vuol dire che sono freschi, invece quando ci appaiono molto rossi è perchè hanno al loro interno dei conservanti, detti solfiti, che danno loro un colore rosso.
Anche per i calamari c'è un modo per riconoscere quali siano freschi e quali no: basta prestare attenzione alla sua pelle; infatti, i calamari senza pelle sono + freschi di quelli impellati che sono congelati.
Prestate molta attenzione alle alici: mai mangiare le alici crude perchè al loro interno c'è un parassita, l'Anisakis, in grado di provocare la distruzione di molti organi e che sottopone la vittima ad un intervento d'urgenza.
Piccole accortezze che possono tornarci utili la prossima volta che andremo in pescheria a comprare il pesce.

lunedì 20 maggio 2013

La Femen Amina, intervistata a Le Iene

Qualche tempo fa avevano fatto scalpore nel mondo islamico le foto pubblicata da una ragazza tunisina su Facebook: Amina Tyler, questo il suo nome, aveva mostrato in una il suo seno con un messaggio scritto sul corpo "Il mio corpo mi appartiene e non è di nessuno" e in un'altra foto aveva scritto "Al diavolo la vostra morale", seguendo la protesta delle donne ucraine del movimento Femen.
Questo suo comportamento ha causato l'indignazione dell'Imam che l'ha condannata alla lapidazione.
Dopo pochi giorni la 19enne tunisina è scomparsa per poi riapparire pochi giorni fa con una nuova foto a seno scoperto e un altro messaggio scritto sul corpo: "No more moral lessons" (Basta con le lezioni morali).
Amina Tyler intervistata a Le Iene
Nella puntata di ieri de Le Iene, Pablo Trincia è riuscito a trovare Amina e ad intervistarla.
La giovane tunisina ha rivelato di esser stata rapita dalla sua famiglia, picchiata, portata da un analista che le ha dato farmaci fortissimi, le hanno fare il test di verginità e l'hanno portata da un esorcista.
Ogni giorno la obbligavano a leggere il Corano e a portare il velo, le porte e le finestre erano chiuse; poi un giorno, mentre era sola a casa, è riuscita a fuggire e a trovare l'aiuto di un amico fotografo che ha subito chiamato Inna delle Femen.
Alla domanda: perchè proprio il seno nudo?, Amina risponde che nella storia dell'Islam i musulmani temevano che le donne potessero leggere i libri e sono terrificati nel vedere una donna nuda che scrive qualcosa sul  seno.
Il suo obiettivo?
Se le donne sono forti, consapevoli dei loro diritti, possono alzarsi per dire "non abbiamo bisogno degli uomini per essere complete".
Riguardo alle condizioni di vita della donna in Tunisia, Amina dice che sin da piccole viene detto loro che devono restare vergini, non parlare con troppi ragazzi, vestirsi in un certo modo, niente fumo nè alcol, devono essere delle bambole che aspettano di essere decorate dai loro uomini.
E ai musulmani che l'hanno condannata dice: "Dovete leggere il Corano come un libro normale, non come scritto da Dio, così potete capire cosa c'è di giusto o sbagliato."
Infine, lancia un messaggio a tutte le donne
"Ogni donna ha una forza incredibile, ad esempio nessun uomo sopporterebbe il dolore del parto. Dovete essere la fonte della vostra felicità, del vostro orgoglio.

lunedì 29 aprile 2013

La piaga delle slot machines

In qualsiasi città italiana quasi ad ogni angolo sono nati dei piccoli casinò dove ognuno di noi può tentare la fortuna.
Questi posti si presentano, all'esterno, con vetrine piene di facce sorridenti, ragazze che esultano e signorine che ti offrono da bere.
Dove prima c'erano cartolerie e mercerie ora ci sono queste sale giochi, piene zeppe di slot machines.
Dall'esterno è veramente difficile poter dare un'occhiata all'interno perchè la visuale è totalmente oscurata, eppure sembra quasi impossibile non divertirsi e fare soldi.
Una volta entrati il posto si presenta in questo modo: illuminazione bassa, quasi in penombra e tendenzialmente bluastra, nessuna finestra che possa far filtrare il sole e non si ha assolutamente la percezione dello scorrere del tempo.
Le slot presenti accettano non solo monete da 1 o 2 euro, ma anche banconote da 5, 10, 20, 100 e 500 euro.
Per farti rimanere incollato alla macchina le studiano tutte: ci sono sale fumatori dove è possibile giocare fumando in tranquillità e spesso il superalcolico te lo offrono i proprietari della sala, pur di farti restare incollato alla slot machines.
Oltre a questi comfort, ci sono anche delle furbizie per stordirti, come i piccoli altoparlanti sul soffitto che amplificano il suono delle macchinette in tutta la sala, creando così un mix ipnotico di fumo, alcol, suoni e luci.
Quanto spende mediamente la gente che frequenta questi posti?
Tra i 700 e gli 800 euro quelli più accaniti, gli altri intorno alle 200/300euro.
Queste cifre sembrano assurde, ma se si guarda quanto velocemente si possano perdere 50 euro, allora non ci si meraviglia più.
E così la gente che frequenta quei posti arriva anche a perdere cifre esorbitanti come 15mila o 20mila euro.
Ma dove li trovano questi soldi?
Chi è malato di gioco chiede in giro, inventando scuse come "mi si è rotta la macchina" oppure si giocano i soldi dell'affitto o della pensione o dello stipendio arrivando al punto di rovinarsi perchè la voglia di giocare è come una droga.
Come è possibile che lo Stato permetta che ce ne siano così tante in giro?
Vien subito da pensare che ci guadagna da questo business, ma in realtà non è proprio così.
Nel 2009 le slot machines sono state legalizzate e oggi il gioco d'azzardo è diventato la terza impresa italiana con un giro d'affari di 100 miliardi di euro l'anno ed in continuo aumento.
Dopo Giappone (in cui la mania è quella dei pachinko) e Regno Unito, l'Italia è il 3° paese al mondo per volume di gioco e il 1° per spesa pro capite, circa 1450€ a testa l'anno.
Sempre più persone a causa del gioco si rivolgono al SERT, il centro per le tossicodipendenze.
In Italia ci sono 15 milioni di giocatori, 3 milioni a rischio patologia, 800 mila malati
Questa malattia, che in America viene considerata tale da 30 anni, si chiama ludopatia.
Lo Stato spende dai 5 ai 6 miliardi l'anno per il recupero dei giocatori patologici, ma quanto ci guadagna allora?
Da questo business ci guadagna chi produce le macchinette, chi le installa,chi le gestisce e poi lo Stato che con le tasse dovrebbe essere quello che ci guadagna di più, ma non è così.
Mentre il fatturato del gioco d'azzardo cresce a vista d'occhio, gli introiti dello Stato no perchè la tassazione sulle slot è bassissima: nel 2005 era del 29%, oggi è dell'8%.
Le slot in internet hanno una tassazione ancora più bassa, dello 0,6%.
Facendo dei calcoli, lo Stato incassa 8 miliardi e ne spende 5/6 per il recupero dei giocatori, quindi guadagna da questo business all'incirca 2/3 miliardi.
E allora chi ci sta dietro tutto questo?
Naturalmente la criminalità organizzata.
In un servizio de Le Iene, un boss della 'ndrangheta ha rivelato che quello delle slot machines è un ottimo girod'affari perchè porta introiti maggiori con rischi minori.
I criminali aprono direttamente le sale giochi oppure piazzano le loro macchinette.
Ma la cosa peggiore è che gli stessi giocatori, ormai persi e disperati, diventano degli affiliati della criminalità organizzata: ricevono un azzeramento del conto o qualche aiutino, ma in cambio nasocndono la droga o learmi nelle loro case o si offrono di trasportare con dei viaggi armi o droga
Insomma, la criminalità si circonda di una marea di gente insospettabile e disperata che, a causa della loro dipendenza dal gioco, si ritrova immischiata in affari sporchi.
E' proprio il caso di dire che queste maledette slot machines non fanno bene a nessuno e creano solo sofferenza, solitudine e dipendenza.

mercoledì 17 aprile 2013

Dentro la guerra civile siriana

A distanza di più di 2 anni dall'inizio della Primavera Araba che ha portato a forti scontri in molti Paesi Arabi, la situazione resta ancora critica in molte nazioni.
Tra queste,c'è la Siria.
Proprio nei giorni scorsi 4 nostri connazionali sono stati rapiti e dopo 9 giorni circa sono stati finalmente rilasciati e sono ritornati in Italia.
Ma in Siria la guerra civile sembra non trovare una tregua.
Ad oggi questa guerra civile ha già fatto 1 milione di profughi e 70 mila morti.
Nel Paese del vicino Oriente per le strade si combatte con armi di ogni tipo: da un lato c'è l'esercito di Bashar al-Assad, il dittatore che sta sparando sulla folla, e dall'altro c'è il gruppo libero siriano, composto dai militari disertori e dai volontari civili che hanno preso il controllo del Nord della Siria, la parte del Paese al confine con la Turchia.
In tutta la Siria, c'è una città che è ormai stata rasa al suolo: Aleppo.
Le telecamere de Le Iene, con l'inviato Pablo Trincia, sono giunte lì: la città fa davvero impressione, gli autobus sono usati come barricate, dovunque ci sono rottami, confusione e quartieri bruciati.
Oltre a questo, ci sono dovunque uomini che impugnano armi, non solo quelle leggere, ma anche mitragliatori e cannoni.
Ma il pericolo maggiore viene dal cielo, dagli aerei che bombardano continuamente la città.
Un altro aspetto che lascia senza parole sono i bambini: già a 12 anni parlano di morte e paura con una normalità e tranquillità impressionante, tutti come se fossero già pieni di odio nei confronti del governo e con un'unica ispirazione:quella di diventare un combattente.
Gli uomini che combattono contro l'esercito governativo non sono soldati, ma uomini semplici, uomini che prima erano fruttivendoli, commessi, tecnici di caldaie.
Sono uomini che combattono perchè vogliono far cadere il regime, vogliono liberare il loro Paese e vivere in pace.
Sono uomini che vogliono solo la libertà e la dignità e che, una volta ottenute, sono pronti a rinunciare alle loro armi.
Per ora, però, questa guerra porta già una grave conseguenza: il dolore e la disperazione delle persone che devono affrontare la morte improvvisa di un loro caro sotto le bombe  o per mano di un cecchino.
Per non parlare di tutti quei bambini innocenti che hanno visto finire la loro vita troppo presto.

martedì 12 marzo 2013

Gli abusi nascosti dalla Chiesa

Oggi avrà inizio il Conclave e tra qualche giorno potremo sapere chi sarà il successore di Papa Benedetto XVI.
Ma tra i 115 cardinali elettori che da oggi saranno rinchiusi nella Cappella Sistina, ce n'è uno che forse non sarebbe dovuto essere lì: il cardinale Calcagno.
Il programma TV de Le Iene l'altra sera ha mandato in onda un servizio in cui si parlava degli abusi nascosti dalla Chiesa.
Il prete pedofilo in questione era Nello Giraudo, un prete che per anni ha operato nella Diocesi di Savona e nei paesi vicini.
Più e più volte è stato spostato da una parrocchia ad un'altra proprio perchè tante volte era stata segnalata la sua tendenza di abusare dei bambini o degli adolescenti, ma purtroppo mai niente è stato fatto e anzichè tenerlo lontano dai ragazzini, don Nello ha continuato a fare quello che faceva.
Nel servizio hanno parlato alcune delle vittime: Francesco vittima di abusi a 11 anni nel 1981, Mirko a 12 anni nel 1994, Luca a 15 anni nel 2000 e anche Massimiliano a 12 anni.
Per quest'ultimo don Nello era l'insegnante di religione e mentre mostrava ai ragazzi le diapositive sulla natura e gli animali, spegneva la luce e iniziava a palpare i bambini, toccandoli o facendosi toccare nelle parti intime.
Monsignor Calcagno, proprio colui che da oggi parteciperà al Conclave, era a conoscenza di questo e avvisò in una lettera anche Ratzinger, ma le cose non sono cambiate e, peggio, la Chiesa non è intervenuta per tutelare questi ragazzi e bambini.
Questa notizia ha fatto il giro del mondo e così in questi giorni sono giunti in Vaticano i fondatori della SNAP, acronimo di Survivors Network of those Abused by Priests: si tratta di un'associazione di vittime di preti pedofili, diretti da David Clohessy.
Lo stesso David, sempre nel servizio de Le Iene, ha affermato che solo negli USA sono 100mila le vittime di abusi da parte di preti e che l'8-9% di essi è un pedofilo.
David è lui stesso una vittima, abusato dal prete della sua parrocchia tra i 12 e i 16 anni, prete che ha abusato anche degli altri suoi 3 fratelli, lasciando una ferita dentro che non si rimarginerà mai più.
Il Vaticano non li ha mai accolti, ricevuti, nè ha mai fornito loro una risposta.
Il servizio si conclude con un messaggio che lo stesso David rivolge a chi come lui è o è stato vittima di abusi:
"Parlane con qualcuno che ami e di cui ti fidi, meglio non sia un uomo della Chiesa. 
Non portarti questo peso da solo perchè puoi guarire e stare meglio, ma non se resti in silenzio, altrimenti ti consumerà dentro in modi che non ti puoi immaginare.
Quindi trova il coraggio di raccontare quello che ti è successo.
Ricordati che non è stata colpa tua, che non sei solo e che puoi stare meglio.
Il dolore non rimarrà per sempre e tu puoi riprenderti."

martedì 12 febbraio 2013

Il microcredito di Yunus

In un'epoca in cui le banche non sono ben viste dalla popolazione, a causa del loro crescente potere e dei tanti scandali che saltano fuori, ce n'è una che merita, invece, di essere menzionata e presa come esempio.
Non è proprio una banca, ma un sistema: il microcredito.
Il microcredito è nato grazie all'idea di un economista bengalese, Muhammad Yunus, che, per il suo operato, ha vinto il premio Nobel per la pace nel 2006.

Perchè nasce?
Nasce perchè molte famiglie dell'India si rivolgono agli strozzini per avere un prestito con un tasso di interesse altissimo, pari al 10% al mese, e finiscono per peggiorare la loro situazione.

Che cos'è?
Il microcredito è un sistema di piccoli prestiti a tasso agevolato (pari al 2,5% al mese) per chi vuole avviare un'attività commerciale.

A chi viene dato?
I destinatari di questi piccoli prestiti sono le povere famiglie (basti pensare che solo in India ci sono 900 milioni di poveri), ma, in particolare, sono le donne a ricevere queste somme di denaro comprese tra i 150 e i 300€ perchè ritenute più responsabili e affidabili e anche per aiutarle a inserirsi nel ciclo produttivo della famiglia.
Come funziona?
In ogni quartiere si creano gruppi di 5 donne, vicine di casa.
A ogni donna viene fatto un prestito di una somma compresa tra i 150€ e i 300€.
Poichè le donne sono povere e nessuna di loro possiede qualcosa come garanzia, se una di loro non ce la fa a pagare, le altre coprono la somma per lei.
A fine mese, un addetto della banca giunge in bici con il registro contabile e riscuote il pagamento. 
Successivamente invia un SMS di avvenuto pagamento, in modo che l'intero sistema sia sempre aggiornato.
Il passo successivo vede l'intervento degli addetti al call center che chiamano i destinatari del prestito per accertarsi che tutto sia andato a buon fine.

Come si può notare, l'intero sistema è basato sulla fiducia reciproca tra le vicine di casa, sulla dignità e su un senso di comunità che magari al giorno d'oggi è difficile da trovare.
Il sistema funziona davvero tant'è che chi non paga costituisce solo l'1%, mentre solitamente nelle banche nostrane la percentuale si aggira intorno al 6-7%.
Naturalmente, c'è un profitto per chi lavora nel microcredito, ma non si tratta di un profitto esagerato, bensì di un guadagno equilibrato, sociale ed economico, forse più sociale che economico.

lunedì 4 febbraio 2013

Le conseguenze dell'uso del cellulare

Ormai, ovunque si vada, è inevitabile vedere qualcuno, uomo o donna, giovane o meno giovane, alle prese con un telefono cellulare.
Con l'avvento degli smartphone, ovvero i super telefoni in grado di fare da torcia o di dirti che canzone stai ascoltando o di farti diventare matto con il gioco del momento, Ruzzle, tutti siamo diventati "schiavi" di questo oggetto, diventato così importante tanto da essere un prolungamento della nostra persona.
Sin dalla sua uscita, il cellulare ha sempre, però, sollevato una domanda: tutte quelle onde elettromagnetiche sono nocive per l'uomo?
E così anche il programma Le Iene si è posto la stessa domanda, cercando di fornire una spiegazione.
Matteo Viviani ha intervistato dottori specializzati nel cancro e in altri tipi di tumori, oltre ad incontrare un ex-manager che è stato colpito da un tumore al Ganglio di Gasser da cui partono i nervi della sensibilità.
Attraverso una termocamera, Viviani è riuscito a notare che, dopo 20 minuti di telefonata, la parte del viso a contatto con il telefono inizia a riscaldarsi, ma l'uso del cellulare non causa solo una variazione termica: è stato dimostrato da uno studio fatto da un ricercatore americano che le onde elettromagnetiche di un telefono cellulare o cordless producono anche un'alterazione nel nostro organismo e si propagano più velocemente nei giovani piuttosto che negli anziani.
Inoltre, sono state misurate le onde elettromagnetiche di una telefonata e si è notato che esse diminuiscono ad una maggiore distanza dall'orecchio, mentre aumentano in caso di basso segnale, in auto perchè la struttura metallica della vettura riflette le radiazioni e ancora peggio se siamo in movimento.
Negli ultimi anni è stata fatta una ricerca, la Ricerca Interphone, a cui hanno partecipato 13 Paesi, 13mila persone e che è costata 19 milioni di euro, ma che non ha fornito alcun risultato preciso, si suppone perchè essa è stata finanziata dalle maggiori compagnie telefoniche che hanno tutti le ragioni per nascondere la verità.
In realtà, però, alcuni Paesi, come la Francia e l'Inghilterra, hanno vietato l'uso del cellulare ai giovani al di sotto dei 12 anni, mentre in Italia ancora non se ne parla.
Ciò che si fa è studiare l'effetto sui topi che, avendo una vita breve, sono in grado di fornirci risultati immediati che, invece, sull'uomo si manifesterebbero fra molti più anni.
La soluzione allora qual è?
Usare l'auricolare e la modalità in vivavoce in modo da tenere lontane quanto più le onde elettromagnetiche dal nostro corpo.

martedì 22 gennaio 2013

Morire d'anoressia: la storia di Sara Zanin

La scorsa puntata de Le Iene ha mostrato, come sempre, vari servizi che hanno denunciato problemi che vanno dall'assenteismo all'Inps alle persone che sempre più ricorrono alla chirurgia estetica fino a Sara Tommasi e alla sua vita fatta di sregolatezza.
Ma più che parlare della Tommasi e di come si sia ridotta (o sia stata ridotta), facendo continuamente uso di droghe che le hanno consumato il cervello, vorrei affrontare il tema dell'anoressia.
Nadia Toffa ha realizzato un servizio dal titolo "Morire d'anoressia": protagonista era una giovane ragazza padovana, 24enne, Sara Zanin, da 10 anni malata di anoressia, ormai priva di denti, consumati dai continui attacchi di vomito, e ricoperta di peluria, tipica conseguenza della malattia.
La Iena l'aveva incontrata pochi mesi prima del 31 Luglio 2012, prima che Sara decidesse di togliersi la vita.
In quell'incontro Nadia era riuscita a conoscere Sara, a capire che quella malattia era nata da piccola, dal confronto con i coetanei a scuola, da un amore negato.
Tutto questo le aveva fatto perdere in un mese 20 chili e col tempo Sara aveva sempre mangiato meno, girando per il mercato a chiedere dei soldi per un biglietto dell'autobus e a bere in continuazione cappuccino dalle macchinette, la sua ossessione.
In molti avevano detto che i genitori della ragazza la spingessero a chiedere soldi per strada, ma, in realtà, la verità era un'altra: proprio i suoi genitori più e più volte l'avevano portata a curarsi per trovare una soluzione a questa malattia e vedere la loro bambina tornare felice e in carne come una volta.
Ma Sara era testarda e non riusciva ad accettare le cure o a stare in ospedale: e così dopo la seconda fuga dall'ospedale di Monselice, dove era stata ricoverata per un TSO (trattamento sanitario obbligatorio), torna a casa, ma, alla vista dei Carabinieri, si chiude in bagno, ingerisce della soda caustica e muore.
Oggi i genitori hanno accusato l'ospedale di non esser stati in grado di tenere sotto controllo e sotto chiave la ragazza e di averla così portata alla morte.
Una storia che ci porta a riflettere su quanto pericolosa sia questa malattia e quanto troppo spesso sia sottovalutata.
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