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martedì 26 febbraio 2013

I testi di Sanremo 2013: Malika Ayane

Malika Ayane è una delle favorite del Festival e ormai ci ha fatto l'abitudine, tant'è che fa gli scongiuri, visto che non è mai riuscita a vincere.
Ma nonostante questo è una delle cantanti italiane più apprezzate del momento con i suoi brani alternativi e spesso lontani dalla solita musica.
I due brani sanremesi sono scritti entrambi da Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro: sono due canzoni molto intime che parlano della perdita e dell'assenza.
Ecco i testi e i video:

E SE POI
E se poi 
capissi che 
tutto è uguale a prima 
e come prima 
mi sentissi inutile 

Io non ho mai 
pensato se 
anche l'abitudine 
è un bel posto 
per ritrovare me 

Ma senza di noi 
ho ancora 
quella strana voglia di 
sentirmi sola 
senza di noi 
ma non da ora 
se non altro per vederti 
andar via ancora 

E se mai 
cercassi te 
sarebbe per paura 
e la paura è sempre quella 
a vincere 

E tu non puoi 
far finta che 
niente sia cambiato 
dopo il cuore che ho strappato 
via da te 

Ma senza di noi 
ho ancora 
quella strana voglia di 
sentirmi sola 
senza di noi 
ma non da ora 
se non altro per vederti 
andar via ancora 

Senza di noi 
ho ancora 
quella smania di fuggire via da sola 
ma senza di noi 
chi vola? 
sono solo ali e piume 
e nient'altro ancora 

Certo 
che non ha prezzo il tempo 
passato insieme a spasso 
tra questo mondo e un altro 
per trovare l'universo 
adatto al nostro spazio 
ogni giorno più stretto 
per contenere i sogni 
tutti dentro ad un cassetto 
ed ecco perché scappo 
ora ricordo e scappo 
ho solo tanta voglia 
di sentirmi viva adesso 

Ma senza di noi 
ho ancora 
quella strana voglia di 
sentirmi sola 
senza di noi 
non ora 
se non altro per vedermi 
andar via ancora 

Certo 
che non ha prezzo il tempo 
passato insieme a spasso 
tra questo mondo e un altro 
per trovare l'universo 
adatto al nostro spazio 
ogni giorno più stretto 
per contenere i sogni 
tutti dentro ad un cassetto 
ed ecco perché scappo 
ora ricordo e scappo 
certo 
che non ha prezzo il tempo 
tu restami un pò addosso




NIENTE
Cos’ho? 
Ho dei tagli sul viso 
Si, ma io cos’ho? 
che se sanguino rido 
e mi sciolgo un po’ 
tanto non sento niente 

Io cos'ho
sembra aver già deciso
ma proprio non so
mescolarmi al sorriso di chi più non ho
tanto non sento niente

Parlo con te sempre 
anche se tu sei assente 
e quelli non dicono niente 
solo un silenzio assordante 
muoio con te sempre 
vivo di te tra la gente
quelli che parlano, parlano, parlano 
ancora 

E non resta più niente 
proprio niente 
del cielo che abbiamo perso 
rubandoci i pezzi più neri 
più neri del nero 
e ora più niente 
c’è una stella cadente 
ma era l’ultima già 
e schiantandosi precipita 
sulla mia pelle 
lasciando un pozzo infinito 
dove tutto è finito 
per sempre finito 
nel fondo più fondo 
della libertà 

Che farò
se questi tagli sul viso
ancora io ce l'ho
e di rosso vestita negli occhi sarò
e ancora tu niente
Io non ho, non ho, non ho… 
l’obbedienza di chi è sparito 
già da un po’ 
se dipingi un paradiso 
io lo distruggerò 
così tanto per niente 

Parto da te sempre 
per tornare ad essere niente 
finisco a te sempre 
analizzando la gente 
non ha più senso quel niente 
quel che rimane ancor niente
quelli che parlano, parlano e ancora 
poi parlano 

E non resta più niente 
proprio niente 
del senso che abbiamo perso 
nei gesti di un altro 
che non fa più testo 
e intanto ci uccide 
e non lascia resto 

e non resta più niente 
nient’altro che niente 
e il tetto l’abbiamo perso 
e ormai piove a dirotto 
su mobili e teste 
allagando speranze 
che affogano lente 

nuotando nel niente 
nuotando nel niente 
io nuoto nel niente 
tu nuoti nel niente 
della libertà

domenica 17 febbraio 2013

Sanremo 2013: vince Marco Mengoni

Anche la 63esima edizione ha chiuso i battenti, un'edizione piena di novità, musica e leggerezza.
Un'edizione da record, che ha registrato milioni di spettatori e che ha presentato moltissimi brani interessanti, molti dei quali eliminati già dalla prima serata.
Il vincitore assoluto di questo Sanremo è Marco Mengoni, il giovane vincitore di X-Factor che con il suo brano "L'essenziale" ha superato tutti.
A questo premio si aggiunge anche la partecipazione all'Eurovision Song Contest, la manifestazione musicale a cui partecipano vari cantanti, uno per ogni Paese dell'Unione Europea.
Quest'anno si terrà in Svezia e bisogna ricordare che l'anno scorso la rappresentante per l'Italia fu Nina Zilli.
Al 2° posto si piazzano Elio e le Storie Tese, interpreti de La canzone mononota che ha regalato loro anche il Premio della Critica e il Premio dell'Orchestra come Miglior Arrangiamento.
Al 3° posto arrivano i Modà, favoriti e molto amati dal pubblico, con il brano "Se si potesse non morire".
La serata ha visto l'alternarsi di ospiti importanti: Claudio Bisio, Bianca Balti che ha rischiato di cadere durante una sfilata, Andrea Bocelli che ha duettato con il figlio, la giovane Birdy.
Ma, tirando due somme, si può dire che la vera protagonista di questo Festival sia stata Luciana Littizzetto che con la sua spontaneità e la sua schiettezza ha conquistato tutti: prima con il duetto con Carla Bruni, poi anche con i travestimenti per il Sanremo Story e ieri vestita da farfalla.
Insomma, una donna che ha saputo farsi amare dal pubblico non per la sua bellezza e sensualità, ma soprattutto per la sua intelligenza e naturalezza.

sabato 16 febbraio 2013

Sanremo 2013: la quarta serata

Anche la quarta serata del Festival di Sanremo si è conclusa, una serata intitolata "Sanremo Story" e dedicata a tutte le canzoni sanremesi del passato.
I 14 Big si sono alternati sul palco dell'Ariston, facendo sognare il pubblico e portandolo a rivivere le emozioni del passato.
Tra le canzoni interpretate dai Big, le più belle sono state quelle di Marco Mengoni che ha interpretato il brano di Luigi Tenco "Ciao amore ciao" e quella dei Marta sui Tubi che insieme ad Antonella Ruggiero hanno interpretato "Nessuno" di Wilma De Angelis.
La serata si è aperta con una Littizzetto in stile story: inizialmente ha indossato l'abito di Nilla Pizzi e dopo è apparsa sul palco con abiti e caschetto di Caterina Caselli.
Una serata che ha visto anche tanti ospiti, come Stefano Bollani, Caetano Veloso e Pippo Baudo che ha ri-baciato la Littizzetto.
Successivamente è stato il turno dei Giovani, gli ultimi 4 in gara: il Premio della Critica è andato a Renzo Rubino, cantante tarantino che ha presentato un brano su un amore gay.
Ma il vincitore assoluto dei Giovani è stato un altro pugliese, stavolta della provincia di Lecce: Antonio Maggio con il brano "Mi piacerebbe sapere" che al verdetto è scoppiato in lacrime e ha ringraziato soprattutto i suoi genitori.
Adesso resta la serata finale di questa sera che prevede la presenza di Andrea Bocelli, la presenza femminile di Bianca Balti, Claudio Bisio e ospiti internazionali come il ballerino Lutz Forster e il maestro Harding.
Una serata che finalmente eleggerà il vincitore di questa 63esima edizione del Festival di Sanremo, molto seguita dal pubblico e piacevole.
I favoriti restano i Modà e Marco Mengoni, ma il voto della giuria di qualità potrà stravolgere la classifica provvisoria del televoto.
Staremo a vedere... e ad ascoltare tanta buona musica!

venerdì 15 febbraio 2013

Sanremo 2013: la terza serata

La terza serata del Festival di Sanremo ha visto alternarsi sul palco dell'Ariston i 14 Big con la loro canzone scelta dal pubblico e anche gli altri 4 Giovani.
Partiamo col dire che è stata una serata ricca di momenti importanti: l'apertura è stata affidata alla coppia di conduttori che ha cantato sulle note di Vattene Amore, proprio per omaggiare il giorno dedicato agli innamorati.
Gli altri momenti importanti sono stati quelli del monologo sull'amore della Littizzetto e del flashmob contro la violenza sulle donne, l'intervento di Roberto Baggio, icona della passione e del sacrificio, l'esibizione delicata di Antony; e poi ancora Leonora Armellini, una giovanissima e straordinaria pianista italiana che ha suonato Chopin e infine Albano che ha duettato con Laura Chiatti.
Per quanto riguarda i Giovani, a superare il turno e ad accedere alla finale di questa sera sono Antonio Maggio e Ilaria Porceddu, entrambi reduci da X-Factor.
La serata poi si è conclusa con una classifica provvisoria dei Big, che tiene conto per il 25% del televoto.
Una classifica che stravolge ogni aspettativa e che ha destato l'incredulità del pubblico presente all'Ariston (e credo anche di quello a casa).
Ecco la classifica provvisoria:
  1. Marco Mengoni
  2. Mod
  3. Annalisa
  4. Chiara
  5. Raphael Gualazzi
  6. Simona Molinari con Peter Cincotti
  7. Maria Nazionale
  8. Elio e le Storie Tese
  9. Daniele Silvestri
  10. Max Gazzè
  11. Simone Cristicchi
  12. Malika Ayane
  13. Marta sui Tubi
  14. Almamegretta
L'appuntamento è per stasera con la quarta serata dedicata alla storia di Sanremo, in cui i Big si esibiranno in duetti per interpretare delle canzoni storiche del Festival.
In più, ci sarà l'elezione del vincitore dei Giovani.
Ospite principale: Pippo Baudo.

La lettera ai giovani di Roberto Baggio

Un ospite importante della terza serata è stato il vincitore del Pallone d'Oro, Roberto Baggio.
Si è concesso ad un'intervista fattagli da Fabio Fazio in cui ha parlato un po' di tutta la sua carriera e dell'esperienza in Laos e in Perù e del suo incontro con San Suu Kyi.
Ma è stata la seconda parte quella più importante, la parte in cui il campione italiano ha letto una lettera ai giovani:


Una lettera piena di consigli in cui Baggio invita i giovani a riflettere su determinate parole come la passione, la gioia, il coraggio, il successo, il sacrificio.
Aggiunge, dicendo che la giovinezza è il tempo della costruzione e questi anni sono importanti.
Non bisogna credere a ciò che arriva senza sacrificio, sono solo illusioni; lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni e la realtà.

Il monologo sull'amore e il flashmob della Littizzetto

Nella terza serata di ieri del Festival, che è caduta proprio nel giorno di San Valentino, la festa degli innamorati, Luciana Littizzetto ha parlato, in un suo monologo, dell'amore.
Con le scarpe rosse, lo smalto rosso e un laccio rosso al polso ha esordito dicendo:


"Gli uomini fanno fatica a dire Ti amo, lo dicono solo in casi di estrema necessità, tipo quando non possono farne a meno, dicono dei surrogati, tipo Sei molto importante per me o Mi fai stare bene o sprecano parole come Tesoro, Amore, Splendore, ma dite Ti amo e fatela finita.
Dire Ti amo non crea nè impotenza nè assuefazione; poi voi maschi non capite niente anche quando siamo noi a dire parole d'amore.
Però noi donne vi amiamo lo stesso: vi amiamo anche quando vi vantate di aver scritto il vostro nome facendo pipì sulla neve, amiamo i vostri piedi anche se sono armi di distruzione di massa, vi amiamo anche se di notte russate che ci sembra di dormire ai piedi dello Stromboli, vi amiamo anche quando per fare il caffè ne spargete 1/4 sul tappetino e 2/4 sul gas e poi dite "E' un po' leggero", non chiudete i barattoli, ci appoggiate solo il coperchio sopra, vi amiamo quando per farvi la doccia allagate il bagno, vi amiamo quando noi diciamo "Amore voglio un figlio da te" e voi rispondete "Non è meglio un cane?!?".
Insomma noi vi amiamo anche quando date il peggio, vi amiamo perchè l'amore è un apostrofo rosa tra le parole "E' irrecuperabile", ma quasi quasi me lo tengo.
Perchè San Valentino è la festa dell'amore, declinato in tutte le sue forme, l'amore delle persone che si amano.
Non vogliamo che gli uomini ci dicano "sei una donna con le palle": ci bastano le tette.
Vogliamo solo rispetto."

E da qui poi parte la seconda parte, dedicata alla violenza sulle donne:

"In Italia ogni 2/3 giorni un uomo uccide una donna. La uccide perchè la considera una sua proprietà e noi che siamo ingenue scambiamo tutto con l'amore, ma l'amore con la violenza e le botte non c'entrano un tubo.
Un uomo che ci mena non ci ama, salviamolo nell'hard disk.
Ci ama male, un uomo che ci picchia è uno Stronzo.
L'amore riempie il cuore, non lascia i lividi, non rompe le costole.
Pensiamo mica di avere 7 vite come i gatti? No, ne abbiamo una sola.
Non buttiamola via."

E così la Littizzetto si butta nel flash mob organizzato nella giornata di ieri contro la violenza sulle donne: certo non ha doti straordinarie da ballerina, ma un talento così, una donna che sa far ridere ed essere profonda e pungente allo stesso tempo non è da tutti i giorni.

giovedì 14 febbraio 2013

I testi di Sanremo 2013: Almamegretta

Gli Almamegretta nascono nel 1988 e da allora hanno subito continui cambi di formazione.
Attualmente sono in tre e la voce è Raiz, protagonista di una news degli ultimi giorni in quanto venerdì, per rispetto della religione ebraica, non salirà sul palco dell'Ariston.
Il loro nome vuol dire "Anima migrante".
A Sanremo arrivano con due brani: Mamma non lo sa e Onda che vai, quest'ultima scritta da Federico Zampaglione.
Ecco i testi e i video:

MAMMA NON LO SA
Sono nato dove il sole brucia un po' 
di più 
e il cielo lassù è un po' più di blu 
papà lavorava i campi un bel giorno 
poi 
ci siete venuti voi 

Dalla zappa alla catena non è come 
andar 
una mattina al mar oppure passeggiar 
se ti fanno mettere una bella tuta 
blu 
quello che eri non sei più 

Ho imparato a leggere e pure a parla' 
mangio scatolette non cucino più 
festa del paese non ci vengo e tu? 
c'è il pallone alla tv 

Mamma non lo sa 
qui ci costruiranno la città 
porteranno tanta civiltà 
e progresso in grande quantità 
no no 

Mamma non lo sa 
qui ci costruiranno la città 
porteranno tanta civiltà 
siamo avanti e indietro non si va 

E poi un giorno 
mi avete detto 
le cose vanno male 
devi venirci incontro 
devi fare la tua parte 
e tante altre cose che non ho capito 
ancora bene 
e se anche volessi tornare indietro 
troverei il mio paese che ha alzato 
bandiera bianca 
e i miei campi come deserto 
e il silenzio di quelli che amo 

Ho imparato a leggere e pure a parla' 
mangio scatolette non cucino più 
festa del paese non ci vengo e tu? 
c'è il pallone alla tv 

Mamma non lo sa 
che non è come tanti anni fa 
si fatica come sempre ma 
troppo bella questa vita qua 

Mamma non lo sa 
che non è come tanti anni fa 
si fatica come sempre ma 
siamo avanti e indietro non si va 

ma ma ma non lo sa 
ma ma ma non lo sa 
ma ma ma non lo sa 
ma ma ma non lo sa 

Si mamma si lo sa 
tutto è vanità di vanità 
tienimi la mano 
se po' fa 
riprendiamoci l'umanità

ONDA CHE VAI
Onda che vai sopsinta dal vento 
Verso una terra sconosciuta e passi 
Come un brivido lungo la schiena 
All’estremo orizzonte tocchi il cielo 
Là dove trova l’ultimo confine 
L’anima spoglia che invano ti insegue 
Cercando il senso del tuo movimento 
Della tua corsa che non ha mai fine 
Le luci dell’Avana all’orizzonte 
Come una galassia lontana 
Che nel cielo si confonde 
E la barca navigava come un grande trofeo 
Sulla rotta non segnata dove soffia l’Aliseo 
E con il sole negli occhi alzavo la vela 
Puntando alla riva, che neanche si vedeva 
E la vita come luce sospesa sul mare 
Si rompeva in mille schegge da non potersi più afferrare 
Scende la notte sull’oceano e dimmi… 
Se il suo mistero ci avvolge e ci ricopre 
Mentre si staglia contro l’infinito 
Questo cielo di stelle e libertà 
Sognavamo leoni al tramonto 
Nello spazio senza fine di una spiaggia africana 
E il riflesso della luna riusciva a guidarci 
Sulla rotta non segnata dove soffia l’Aliseo 
E con il sole negli occhi alzavo la vela 
Puntando alla riva, che neanche si vedeva 
E la vita come luce sospesa sul mare 
Si rompeva in mille schegge da non potersi più afferrare

I testi di Sanremo 2013: Max Gazzè

Max Gazzè è al suo 4° festival, anche se non è mai stato amato e apprezzato dal pubblico di Sanremo.
Le sue canzoni sono sempre molto ricercate e anche le due che porterà questa volta sono particolari: Sotto casa è una canzone divertente e anni 70, nata dall'incontro del cantante con dei testimoni di Geova, mentre I tuoi maledettissimi impegni parla di un uomo innamorato che per stare accanto alla donna che ama è disposto a tutto.
Ecco i testi e i video:


SOTTO CASA
Apra la sua porta, 
Faccia presto… 
Non importa 
Cosa crede lei 
Di questo 
Movimento 
Ma l’avverto 
Che al suo posto 
Non ci penserei 
Due volte, 
Dato l’imminente 
Arrivo di Gesù, 
Perché poi non torna più! 
Mi son reso conto 
Che serpeggia 
Tra i credenti 
Il malcontento 
Per la pioggia 
Di mancati 
Appuntamenti 
Nei millenni, 
Ma si metta 
Nei suoi panni… 
Quell’incetta 
Di pianeti 
Da salvare… 
Di pianeti da salvare! 
Possa la bontà 
Del vostro cuore 
Riscoprire 
Che la verità 
Si cela 
Spesso 
Dentro una persona 
Sola 
E non è tanto 
Il sesso 
A consolare 
L’uomo 
Dal suo pianto, 
Ma l’amore 
Buono 
Ed il perdono 
Santo 
Del Signore. 
Lasci 
Che le spieghi 
In due parole 
Com’è facile 
Sentire 
Gli echi 
Bassi ed immorali 
Di comportamenti 
Frivoli e meschini 
Quali 
Certi 
Omini 
In abito da donna, 
La vergogna 
Che neanche gli animali! 
Apri un istante 
E ti farò vedere io 
Che nasce sempre 
Il sole 
Dove 
Cerco Dio, 
In tutti 
I poveretti 
Che hanno perso 
Il senso immenso 
Della vita! 
Non chiedo mica 
Un regno 
Intero, 
Dico io… 
Sono un indegno 
Messaggero 
E cerco Dio 
In chi vendette 
Onore 
Per denaro 
E ora nel cuore 
Mette 
Un muro! 
Lei non si dimostra 
Illuminato 
Dalla grazia della vostra 
Santa Vergine Maria, 
Lo chiami pure, se ritiene, 
Il capo 
Della polizia, 
Ma a chi conviene 
Tutta quella baraonda 
Se l’ozono 
S’è ridotto 
A un colabrodo 
E basta 
Un solo 
Farabutto 
A fare in modo 
Che dell’uomo 
Non rimanga 
Neanche l’ombra… 
E poi ficcatevelo in testa: 
Non si viene 
Al mondo tanto 
Per godere, 
Ma soltante 
Perché un bene 
Superiore 
Ci ha creati! 
Apri un istante 
E ti farò vedere io 
Che nasce sempre 
Il sole 
Dove 
Cerco Dio, 
In tutti 
I poveretti 
Che hanno perso 
Il senso immenso 
Della vita! 
Non chiedo mica 
Un regno 
Intero, 
Dico io… 
Sono un indegno 
Messaggero 
E cerco Dio 
In chi vendette 
Onore 
Per denaro 
E ora nel cuore 
Mette 
Un muro! 
So che sei lì 
Dentro… 
Non ti muovi, 
Ma ti sento! 
Oggi te la cavi, 
Sì… 
Ma non finisce qui! 
In tutti 
I poveretti 
Che hanno perso 
Il senso immenso 
Della vita! 
Non chiedo mica 
Un regno 
Intero, 
Dico io… 
Sono un indegno 
Messaggero 
E cerco Dio 
In chi vendette 
Onore 
Per denaro 
E ora nel cuore 
Mette 
Un muro!

I TUOI MALEDETTISSIMI IMPEGNI
Se tu lavori 
Tutto il giorno 
A che mi serve 
Vivere? 
Aspetto fuori 
Il tuo ritorno 
Pensando sempre 
E solo a te. 
Ma tu 
Coi tuoi discorsi strani: 
Cantare le canzoni 
Oggi non basta più! 
E non c’è una soluzione se non quella 
Di rimpicciolirmi a dismisura 
Fino al punto di traslocare nella 
Borsa tua con gran disinvoltura… 
Oppure supplicare e supplicare la tua ombra 
Di cedermi la possibilità 
Di rimanere là 
A disposizione 
Cambiando se tu cambi posizione… 
O essere l’involucro 
Di ogni 
Funambolico 
Pensiero che ti viene 
Quando le giornate sono piene 
Dei tuoi maledettissimi impegni! 
Sei tu 
Che mando 
Giù 
Nel petto 
Quando 
Mi getto 
Vino 
In gola… 
E più ti respiro 
E più t’ingoio 
Più voglio 
Rivederti ancora! 
Forse c’è una soluzione buona in più: 
Potrei farti da fermaglio 
Per capelli 
Se per sbaglio 
Ti venisse voglia di tenerli 
Su… 
Oppure travestirmi da molecola di vento 
E accarezzarti impunemente 
Il viso mentre 
Non hai tempo… 
Non hai tempo! 
E non c’è una soluzione 
Se non essere l’involucro 
Di ogni 
Funambolico 
Pensiero che ti viene 
Quando le giornate sono piene 
Dei tuoi maledettissimi impegni!

I testi di Sanremo 2013: Simone Cristicchi

Simone Cristicchi ritorna a Sanremo per la quarta volta dopo aver vinto l'edizione del 2007.
Torna con due brani scritti proprio da lui stesso, due brani molto intimi e commoventi.
Una delle due canzoni, precisamente "La prima volta (che sono morto)" Cristicchi ricorda suo nonno che nel 1941 partecipò alla disastrosa campagna di Russia.
Ecco i testi e i video

LA PRIMA VOLTA (CHE SONO MORTO)
La prima volta che sono morto non me ne sono nemmeno accorto 
mi ero distratto solo un secondo, l’attimo dopo ero già sepolto. 
La prima volta che sono morto, ho immaginato fosse uno scherzo, 
mi sentivo abbastanza tranquillo, ma dopo tre giorni non sono risorto. 

È successo così all’improvviso, lo scorso sabato mattina 
il mio cuore ha cessato di battere mentre giocavo la schedina 
sono atterrato sul pavimento, come da un platano cadon le foglie 
non ho nemmeno avuto il tempo di dare un ultimo bacio a mia moglie. 
L’ambulanza è arrivata in ritardo, quando non c’era più niente da fare 
solo chiamare le pompe funebri e organizzare il mio funerale, poi 
prenotare la chiesa, avvisare i parenti, scrivere il necrologio, 
qualcuno mi ha tolto il pigiama e infilato il completo, quello del matrimonio. 

La prima volta che sono morto non me ne sono nemmeno accorto 
mi ero distratto solo un secondo, l’attimo dopo ero già sepolto. 
La prima volta che sono morto, ho immaginato fosse uno scherzo, 
mi sentivo piuttosto tranquillo, ma dopo tre giorni non sono risorto. 

È così che sono finito in quello che chiamano “sonno eterno”, 
non è vero che c’è il paradiso, il purgatorio, e nemmeno l’inferno. 
Sembra più una scuola serale, tipo un corso di aggiornamento 
dove si impara ad amare al vita in ogni singolo momento. 
Il pomeriggio passeggio con Chaplin, poi gioco a briscola con Pertini, 
e stasera si va tutti al cinema, c’è il nuovo film di Pasolini! 
Ieri per caso ho incontrato mio nonno, che un tempo ha fatto il partigiano, 
mi ha chiesto: “L’avete cambiato il mondo?” 
Nonno… lascia stare, dai …ti offro un gelato! 

La prima volta che sono morto non me ne sono nemmeno accorto 
ma ho realizzato dopo un secondo, che si sta meglio nell’altro mondo. 
Ma se dovessi rinascere ancora, cosa mi importa del destino? 
Cambierei sulla tomba la foto con quella faccia da cretino. 

Certo, mi ero visto un po’ pallido… pensavo fosse il neon dello specchio. 
Il dottore me l’aveva detto: “Fumi meno! Pochi alcolici!” 
E chi fumava? Ero pure astemio. 
Certo un po’ di sport in più, meno televisione… 
Quante cose avrei voluto fare che non ho fatto, 
parlare di più con mio figlio, girare il mondo con mia moglie 
lasciare quel posto alla Regione e vivere finalmente su un’isola… 
E vabbè sarà per la prossima volta!


MI MANCHI
Mi manchi 
come manca il mare a un'isola 
come ad un bottone l'asola 
come un mese a un calendario 
e a un teatro il suo sipario 
a una suora il suo rosario 
come le ali a un aereoplano 
l'altalena ad un bambino 
la sua patria a un emigrato 

Mi manchi 
come l'ago ad un pagliaio 
allo Yeti il suo ghiacciaio 
come il vento agli aquiloni 
come il cacio ai maccheroni 
e la penna ad un notaio 
come manca un pesce all'amo 
come a volte manca il fiato 
e a me dirti che ti amo 

Lo nasconderò 
questo nostro amore 
perchè tu non lo veda 
perchè tu non ci creda 
quando ti dirò che ti amo ancora 
e che mi manchi... 

Mi manchi 
come le radici a un albero 
come il campo ad un trattore 
come al lampo manca il tuono 
e al peccato il suo perdono 
al mercato il suo frastuono 
al ciclista la discesa 
a un altare la sua chiesa 
ed a Dio la mia preghiera 

Lo nasconderò 
questo grande amore 
perchè il mondo non veda 
perchè tu non ci creda 
quando ti dirò che ti amo ancora 
...che ti amo ancora... 
e che mi manchi... 
...quando ti dirò che ti amo ancora 
e che mi manchi... 

Mi manchi 
come tela ad un pittore 
come adesso le parole 
come a me manca il tuo amore

Sanremo 2013: la seconda serata

La seconda serata del Festival di Sanremo si è conclusa con 12 milioni e mezzo di spettatori, un po' meno della prima serata.
La serata è passata in fretta ed è risultata molto piacevole: si sono esibiti sul palco dell'Ariston gli altri 7 Big con le loro due canzoni a testa.
Ecco quali sono state le canzoni scelte:
Tra gli ospiti, oltre alla modella Bar Rafaeli, la prima ad uscire è stata Carla Bruni che, dopo essersi esibita con il suo nuovo singolo, si è tuffata in un duetto inedito con la presentatrice Luciana Littizzetto: tutto molto divertente.
Il secondo ospite è stato Asaf Avidan, il cantante israeliano che ha interpretato la sua hit One day e ha ottenuto una standing ovation.
Si sarebbero dovuti esibire i Ricchi e Poveri, ma la morte del figlio di Franco Gatti ha eliminato l'esibizione.
Infine è stato il turno dei Giovani: a passare il turno è stato il tarantino Renzo Rubino e il gruppo dei Blastema.
Il tutto si è concluso con Beppe Fiorello che, come all'apertura della serata, ha vestito i panni di Domenico Modugno.
Stasera i 14 Big si esibiranno nuovamente con la canzone scelta e ci saranno gli altri 4 Giovani in gara con altre 2 eliminati.
Ospiti Albano e Roberto Baggio.

La Littizzetto duetta con Carla Bruni

Nella seconda serata del Festival di Sanremo, che è scivolata via in men che non si dica, un momento unico e davvero divertente è stato quello che ha visto Luciana Littizzetto cantare insieme a Carla Bruni, ospite della serata.
Entrambe torinesi, ma come ha ribadito Luciana "separate alla nascita", le due si sono divertite, regalando un momento di leggerezza e spensieratezza all'intero Festival.
Luciana ha cantato sulle note della famosissima canzone della Bruni, Quelqu'un m'a dit', naturalmente modificando il testo e aggiungendoci parole in italiano, ma pronunciate con un accento alla francese.


La canzone intitolata "La Chanson de Carla Brun" è un elenco delle differenze tra la comica torinese e la ex premiere dame, moglie di Sarkozy: lei ha una coscia lunga alta quanto me, lei ha le macaron,  la Tour Eiffel, fa l'amor con Nicolas, mentre Luciana si accontenta del Lungo Po dove porta il cane a far la popò, ma ha pur sempre il bidet (e la Bruni dove si lava i piedi?!?).
Un momento allegro e divertente che per la sua breve durata non ci ha fatto pensare al cachet offerto alla Bruni.

I testi di Sanremo 2013: Annalisa Scarrone

Annalisa Scarrone viene da Amici, dove nel 2011 si classificò seconda e vinse il Premio della Critica.
E' la più giovane dei Big e a Sanremo arriva con due brani, entrambi che parlano d'amore: Non so ballare parla della confessione di un amore a prima vista, mentre Scintille parla dei primissimi momenti di una storia d'amore.
Ecco i testi e i video:

SCINTILLE
Volano volano i satelliti sulle formiche 
piano sbiadiscono 
Le favole quelle più antiche 
Ma un arcobaleno dietro al finestrino 
Riporta qui l'estate da bambino 
Tornano tornano 
Le rondini dall'uragano 
E dietro un semaforo tu che adesso appari piano 
Come una farfalla sopra la mia mano 
Inaspettata quando attesa 
Come poterti dire 
Questa mia canzone 
Gia ti appartiene e mi lascia di te 
Come in un regalo di natale 
La curiosità di non sapere cos'è 
Dritta allo stomaco 
Tu come un colpo di scena 
Scivola scivola 
Un brivido sulla mia schiena 
Per te che forse un giorno sarai solo mia 
O forse solo un sogno già finito 
Tornano tornano 
Le fantasie quelle più ardite 
Noi ci guardiamo ma 
Senza capire cosa è stato 
Sembiramo una scintilla non ancora accesa 
Inaspettta quanto attesa 
Questa mia canzone 
già ti appartiene e mi parla di te e tu con me 
Come poterti dire 
Questa mia canzone 
Già ti appartiene e mi lascia di te 
come in uno scherzo a carnevale 
La curiosità di non capire 
Prendimi comprami 
Con quegli occhi da diamante 
Che ora scintillano e il resto ormai non conta 
Riportami l'eternità in un attimo 
E sarò il tuo infinito in un istante 
Come poterti dire che 
Questa mia canzone 
Già ti appartiene e mi lascia di te 
La curiosità di non sapere 
Cos'è 
Cos'è 
Cos'è


NON SO BALLARE
Nascondo un'emozione 
Nel silenzio 
Vorrei farti vedere 
Ma insistere non so 
Qualunque sia il tuo nome 
Non lo dimenticherò 
E' bastato un'istante 
Per cambiare la mia pelle 
Io non so ballare 
Ma riesco a sentire 
Farfalla danzare in me 
Rimarrò distane 
Mi muoverò così 
Con fantasia e discrezione 
Fingendo di averti 
Ma che cos'è avere 
Sei un'idea impossibile 
Ma vivi nella mia mente 
Non voglio più di così per me 
Io non so ballare 
Ma riesco a senire farfalle 
danzare in me... in me 
Che non so parlare 
Con le parole 
Ma con solo note 
Io nn so ballare 
Ma riesco a sentire 
Farfalle danzare in me

I testi di Sanremo 2013: Elio e le Storie Tese

Elio e le Storie Tese ritornano sul palco dopo 17 anni, dopo la famosa esibizione di La terra dei cachi che li fece arrivare secondi.
Ritornano con due brani piuttosto insoliti: soprattutto "La canzone mononota" che verrà eseguita su una sola nota, il Do, e che sicuramente desterà parecchia curiosità.
Ecco i testi e i video:

LA CANZONE MONONOTA
Condurre un’esistenza di sforzi 
Tallonando la chimera di una melodia composita 
Gremita di arzigogoli rarissimi 
Che poi alla fine scopri 
Che ti mancava quella nota sola 
Bellissima 
Che sciocco non aver pensato prima 
Alla canzone mononota 
Una canzone poco nota 
Che si fa con una nota 
E quella nota è questa 
E’ la canzone mononota 
Pupi cambiare il ritmo 
Puoi cambiare la velocità 
Puoi cambiare l’atmosfera 
Puoi cambiare gli accordi 
La puoi fare maggiore, minore, eccedente, diminuita 
Puoi cambiare il cantante 
Puoi cambiare l’argomento 
Puoi cantarla da solo 
Puoi cantarla tutti insieme con il coro 
Puoi farla fare all’orchestra 
Mentre ti prendi una pausetta 
Puoi cambiare la lingua 
For example you can sing it in english 
Auf Deutsch, en francais, en espanol, 
In cinese: “Unci, dunci, trinci…” 
Quante cose che puoi fare 
Senza cambiare la nota! 
Puoi cambiare l’ottava 
Pupi cantare all’ottava bassa 
Puoi far finta che sia finita 
Ma se non sei in grado neanche 
Di cantare la canzone mononota 
Ti consigliamo di abbandonare il tuo sogno di cantante 
Se sei un cantante virtuoso 
Stai attento 
Che qui basta che fai: “Aaah” 
E sei fuori 
La canzone mononota 
Che non scende a compromessi 
E se lo fa il compromesso è piccolo 
Tipo questo 
La canzone mononota 
Ha avuto i suoi antesignani 
Uno su tutti: Rossini, Bob Dylan, Tintarella di Luna 
E’ anche facile da fischiettare 
Democratica, osteggiata dalle dittature 
Fateci caso: l’inno cubano è pieno di note 
C’è poi il samba di una nota sola 
Ma, se ascolti attentamente, dopo un po’ cambia: 
Jobim non ha avuto le palle di perseguire un obiettivo 
Non ci ha creduto fino in fondo 
Invece Noi 




DANNATI FOREVER
Ieri, andando a fare due passi in un percorso di fede, mi chiedevo: 
Posso smaltire i peccati con il jogging? 
Ma sono troppi i peccati mortali che ho collezionato 
Per esempio: 
Fatto adulterio, mentito, rubato, 
Continuamente pisello toccato 
Fin dall’età di sei anni ero già condannato 
Pupupu Purtroppo vado all’inferno, nel fuoco eterno 
Cococo cogli onanisti, i comunisti e Gengis Khan 
Chi l’avrebbe detto che sarei finito dannato 
All’inferno! 
Ma come ti muovi ti imbatti in un peccato: 
Credi in un gruppetto di dei e poi li nomini invano; 
Pergiove, perdiana, perbacco, perdinci! 
Pippi e ti dimentichi di santificare; 
All’inferno! 
Non onori il papà, non onori la mamma; 
Accidentalmente assassini la gente; 
Dopo una cena elegante all’improvviso fornichi 
Tu tu tu tutti insieme all’inferno 
All’inferno all’inferno all’inferno all’inferno all’infè! 
Co co co come la Reggio Calabria – Salerno in agosto 
All’inferno all’inferno all’inferno all’inferno allnfrnllnfrnllnfrnllfrno! 
Crema protezione totale contro il fuoco infernale 
Non c’è, non c’è 
Tutti nudisti ustionati dannati forever and ever 
O iè 
Pu pu pu pure tu all’inferno? 
Pure tu pure tu pure tu pure tu pure tu pure! 
Pa pa pa pazzesco! 
All’inferno 
Com’è successo? 
Pazzesco! 
Vi vi vi vivere una vita d’inferno 
Vivere, morire! 
Per poi finire 
All’inferno all’inferno all’inferno all’inferno allnfrnllnfrnllnfrnllfrno! 
Tu tu tu tutti insieme all’inferno 
Anche il governo 
Co co co co coi sodomiti, i moderati, i giornalisti e gli esodati 
Anche tu all’inferno 
Insieme a noi, voi, lui, lei, essi 
All’inferno

I testi di Sanremo 2013: Modà

I Modà sono al terzo festival e per loro è sempre stato un successo.
Basti pensare che la canzone vincitrice dell'anno scorso, interpretata da Emma Marrone, era stata scritta proprio da Kekko, voce del gruppo.
I brani di quest'anno sono diversi tra di loro: Se si potesse non morire è un mix tra pop e rock, mentre Come l'acqua dentro il mare è una ninna nanna, che Kekko ha scritto per la sua prima figlia, Gioia.
Ecco i testi e i video:

SE SI POTESSE NON MORIRE
Avessi il tempo per pensare 
Un pò di più alla bellezza delle cose 
Mi accorgerei di quando è giallo e caldo il sole 
Di quanto è semplice se piove e ti regali una finestra 
Solamente per guardare 
E per rendere migliore 
Tutto mentre fai l'amore 
Se avessi solo un pò più tempo per viaggiare 
Frantumerei il mio cuore in polvere di sale 
Per coprire ogni centimetro di mare 
Se potessi mantenere più promesse 
E in cambio avere la certezza 
Che le rose fioriranno senza spine 
Cambierebbero le cose 
T'immagini se con un salto si potesse 
Si potesse anche volare 
Se in un abbraccio si potesse scomparire 
E se anche i baci si potessero mangiare 
Ci sarebbe un pò più amore e meno fame 
E non avremmo neanche il tempo di soffrire 
E poi t'immagini se invece 
Si potesse non morire 
E se le stelle si vedessero col sole 
Se si potesse nascere ogni mese 
Per risentire la dolcezza di una madre e un padre 
Dormire al buio senza più paure 
Mentre di fuori inizia il temporale 
Se si potesse regalare 
Un pò di fede a chi non crede più nel bene 
E gli animali ci potessero parlare 
Cominceremmo a domandarci un pò più spesso 
Se nel mondo sono loro le persone 
Se potessi camminare verso il cielo ad occhi chiusi 
Consapevole che non si smette mai di respirare 
Cambierebbero le cose 
T'immagini se con un salto si potesse 
Si potesse anche volare 
Se in un abbraccio si potesse scomparire 
E se anche i baci si potessero mangiare 
Ci sarebbe un pò più amore e meno fame 
E non avremmo neanche il tempo di soffrire 
E poi t'immagini se invece si potesse non morire 
E se le stelle si vedessero col sole 
Se si potesse nascere ogni mese 
Per risentire la dolcezza di una madre e un padre 
Dormire al buio senza più paure 
E poi t'immagini se invece si potesse non morire 
E se le stelle si vedessero col sole 
Se si potesse nascere ogni mese 
Per risentire la dolcezza di una madre e un padre 
Dormire al buoi senza più paure 
Mentre di fuori inizia il temporale 
Mentre di fuori inizia il temporale

COME L'ACQUA DENTRO IL MARE
Meglio cominciare da quello che mi viene 
Più semplice da poterti raccontare 
La vita ci consegnare le chiavi di una porta 
E prati versi sopra i quali camminare 
Puoi correre o fermarti 
Puoi scegliere tra i frutti 
Quali cogliere o lasciare maturare 
Vietato abbandonare il sogno di volare 
Ma per quello c’è bisogno dell’amore 
Io posso solo dirti 
Non temere di sbagliare 
Perché aiuta le persone ad imparare 
E sappi che tra il bene e il male 
Alla fine vince il bene 
Amore fai tesoro di ogni tuo respiro 
E difendi la bellezza de perdono 
Ricorda che un sorriso è il gesto più prezioso 
Per piacere e farsi ricordare 
Ricorda che l’amore a volte può far male 
Ma del mio tu non ti devi preoccupare 
Perché non può finire 
Come l’acqua dentro il mare 
Amore ascolta bene, non smetter di sognare 
Perchè i sogni sono le ali per volare 
Se vuoi porta qualcuno in viaggio 
Ma a nessuno dai modo di potertele spezzare 
Accetta le sconfitte, l’invidia e l’impotenza 
Di chi osserva e perde il tempo a giudicare 
E abbi sempre a coscienza, la pazienza, la prudenza 
E ricordati che è sempre meglio dare 
Ma non dimenticare, anche se l’ho già detto 
Se avrai un dubbio, che tra il bene e il male 
Vince sempre il bene 
Te lo posso giurare 
Amore fai tesoro di ogni tuo respiro 
E difendi la bellezza del perdono 
Ricorda che un sorriso è il gesto più prezioso 
Per piacere e farsi ricordare 
Ricorda che l’amore a volte può far male 
Ma del mio tu non ti devi preoccupare 
Perché non può finire come l’acqua dentro il mare 
Amore fai tesoro di ogni tuo respiro 
E difendi la bellezza del perdono 
Ricorda che un sorriso è il gesto più prezioso 
Per piacere e farsi ricordare 
Ricorda che l’amore a volte può far male 
Ma del mio tu non ti devi preoccupare 
Perché non può finire 
Come l’acqua dentro il mare

mercoledì 13 febbraio 2013

Sanremo 2013: la prima serata

La prima serata del Festival di Sanremo ha registrato circa 14 milioni di spettatori.
Un buon risultato che conferma le aspettative.
La prima serata ha visto esibirsi 7 Big con le loro due canzoni e solo una è stata scelta per proseguire nella gara.
Ecco le canzoni scelte:
Le canzoni sono risultate tutte molto belle e sui social network in molti chiedevano che entrambe le canzoni di Gualazzi restassero in gara.
In effetti, entrambe sono piaciute molto.
I momenti clou della serata sono stati la letterina di Luciana diretta a San Remo, l'intervento di Crozza, assalito dai fischi e dagli insulti dalla platea, l'omaggio di Cutugno con il coro dell'Armata Rossa e l'amore gay tra due ragazzi che si sposeranno a New York domani.
Come al solito, le critiche non sono mancate, ma fanno parte dello spettacolo.
Stasera, per la seconda serata, sono previsti come ospiti Carla Bruni, Asaf Avidan e Bar Rafaeli e inoltre canteranno gli altri 7 Big più 4 degli 8 giovani.
Era previsto l'intervento dei Ricchi e Poveri, ma la morte del figlio di Franco Gatti ha cancellato la loro esibizione.
Il ragazzo aveva 23 anni ed è stato trovato morto nel suo appartamento, forse deceduto per overdose di stupefacenti.
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