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lunedì 1 dicembre 2014

AIDS, il servizio de Le Iene sul bugchasing

Oggi 1° dicembre 2014 si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro l'AIDS: lo scopo è quello di sensibilizzare sempre più le persone verso questa malattia che dal 1981 ha fatto registrare 25 milioni di vittime.
In occasione di questa Giornata di sensibilizzazione, anche il programma tv Le Iene ha realizzato un servizio sul virus HIV, presentando però un aspetto piuttosto inquietante e incredibile, il bugchasing.
Il bugchasing è un vero e proprio scambio del virus: da un lato c'è chi è positivo al virus e dall'altro c'è chi è negativo e desidera contrarre l'AIDS.
Perchè?
Solo per il piacere di fare del sesso libero, senza precauzioni, perchè sono stanchi di aver paura e di proteggersi.
La scelta di contrarre il virus è voluta sia da uomini che da donne, non solo omosessuali ma anche eterosessuali: queste persone sono disposte a contrarre una malattia che cambierà per sempre la loro vita e sicuramente non in meglio.
Chi è ammalato di AIDS sa a quali terapie va incontro, sa quanto soffre e quanto sia difficile vivere perchè basta anche un semplice raffreddore per morire; inoltre, oggi la società ha ancora paura di chi è malato di AIDS, forse a causa di uno spot andato in onda negli anni Ottanta e che spiegava in modo superficiale ed errato come avviene il contagio.


Purtroppo ancora oggi non è stato scoperto il vaccino per combattere questa malattia che si modifica continuamente.
E allora prima di desiderare una cosa così, pensateci bene perchè l'HIV non libera il sesso, ma lo condizionerà per sempre.

martedì 4 febbraio 2014

La storia di Playboy

Chissà quanti lo hanno sfogliato di nascosto o ne hanno conservato segretamente il poster centrale nell'enciclopedia in camera: Playboy, la rivista più svestita di sempre, è un caso da studiare per capire come e quando ci fu l'esigenza di parlare apertamente di sesso.
Forse pochi lo sanno, ma Hugh Hefner, il re e fondatore di Playboy, è stato un reduce di guerra con una laurea in psicologia.
Molti dicono che sia stato lui a inventare il sesso, ma, in realtà, questo esisteva, solo che non se ne parlava liberamente e apertamente.
Il primo numero di Playboy
Nel 1953 uscì il primo numero di Playboy, un numero senza data perchè nemmeno Hefner era sicuro del suo successo e del suo seguito.
Sulla copertina c'era una giovane Marilyn Monroe, casta, sorridente ed estremamente sensuale nella sua semplicità.
Marilyn non era ancora la Marilyn che conosciamo: si faceva chiamare Norma Jean, ma il poster pieghevole e centrale di quel numero mostrava per la prima volta una donna completamente nuda e scandalosamente bionda, distesa su un drappo rosso fuoco.
In quegli anni il sesso non era così "pubblico": gli attori sposati recitavano in letti separati e le pubblicità di intimo venivano fatti da manichini.
Ma Hefner capì che il sesso è una merce che si vende, vende e fa vendere: prendendo spunto dalla mania dei soldati americani di vedere figurine femminili osè o le pin up girls (le pin sono le puntine da disegno che servivano ad attaccare le immagini) diede vita a questa rivista.
Il primo numero vendette 54 mila copie e nel 1972 un solo numero di Playboy raggiunse la vetta di 7 milioni di copie vendute.
Il logo di Playboy
Il logo del coniglietto in cravattino fu creato l'anno dopo e divenne il simbolo di quella rivista che si diffuse in tutto il mondo.
Le pose delle conigliette o playmate sarebbero sempre rimaste pose da pittura barocca, opulenti ma mai sguaiate.
Il primo nudo femminile frontale arrivò nel 1968, 13 anni dopo la copertina con Marilyn: stavolta la protagonista era Melodye Prentiss. Da allora tante donne del cinema, della musica e dello spettacolo vollero posare per Playboy: tra le tante ci furono Kim Basinger, Ursula Andress, Drew Barrymore, Kate Moss.
Ma tra le pagine di donne senza veli, c'erano anche importanti interviste a scrittori e uomini di cultura, addirittura quella al futuro presidente Carter che rivelò di aver tradito la moglie più volte, ma solo con il pensiero.
E come tutti quelli che hanno successo, anche per Playboy ci fu un vero e proprio nemico, la rivista Ms, fondata da Gloria Steinem che portò fuori la realtà su quei club dove le donne venivano umiliate, prostituite e torturate con corsetti imbottiti di stracci per gonfiare il seno, quando ancora non esisteva il silicone.
Oggi Playboy vende poco più di un milione di copie ed è passato nelle mani di una delle figlie di Hefner, visto che il fondatore, ormai 82enne, ha dovuto abbandonare il suo sport preferito per vivere nel suo castello con l'ultima delle sue moglie, Crystal Harris, 60 anni più giovane.
Restano comunque nella mente di tutti le parole del presidente Nixon che nel 1970, in merito alla pornografia, disse: 
"Non è emersa alcuna prova che l'uso o la visione di materiali a contenuto sessuale svolgano un ruolo significativo nel provocare danni sociali  o individuali o nel generare azioni criminose, deviazioni sessuali oppure gravi disturbi della sfera emozionale. Stupratori e criminali sessuali erano spesso il prodotto di ambienti conservatori e repressivi."

lunedì 25 novembre 2013

La violenza sulle donne: un problema degli uomini

Il 25 Novembre si celebra la Giornata Mondiale contro il femminicidio per ricordare tutte le donne che sono rimaste vittima della violenza dei loro compagni, mariti, amanti o semplici conoscenti.
Nonostante tutti gli interventi da parte dei Governi di tutto il mondo, questa piaga sociale sembra non fermarsi.
Se guardiamo all'intero pianeta, 1 donna su 3 subisce violenza fisica o sessuale e la percentuale è così ripartita tra i diversi continenti:
  • nelle Americhe il 30%;
  • in Africa il 37%;
  • nel Mediterraneo orientale il 37%;
  • in Europa e Russia il 25%;
  • nel Sud-Est asiatico il 38%;
  • nel Pacifico occidentale il 25%.
E in Italia?
Nel nostro Paese, che è ancora indietro per quanto riguarda gli interventi a favore di queste donne, ci sono 6 milioni e 700 mila donne, tra i 16 e i 70 anni, che hanno subito abusi fisici o sessuali, il 76% di esse li ha subito fra le mura domestiche.
Il problema è maggiormente diffuso al Nord con 109 episodi, mentre al Centro si sono registrati in questo anno solo 46 episodi e nel Sud e nelle isole 88 episodi.
Se guardiamo ai dati dal 2005 ad oggi, il fenomeno è in netto aumento:
Numero di femminicidi dal 2005 al 2012
Da Gennaio ad oggi il numero di femminicidi nel 2013 è 128, già maggiore rispetto all'anno scorso.
Ma da cosa nasce tutta questa violenza?
La violenza degli uomini dipende in larga parte dalla madre e dall'educazione ricevuta, ma anche da come gestisce le emozioni, da come governa il conflitto e dall'incapacità di usare la parola, la ragione, il gesto opportuno.
Ed è per questo che in tanti Paesi del mondo si sta cercando di aiutare questi uomini, piuttosto che punirli: se guardiamo a quanto costa questa violenza, il danno economico è di 17 miliardi, ma servirebbero solo 6,3 milioni per la prevenzione.
In effetti, si dice spesso meglio prevenire che curare.
E allora preveniamo, evitando soprattutto che i media diffondano un'idea della donna che non è altro che sederi, seni, bocche e mani, corpi disponibili.

domenica 25 novembre 2012

25 Novembre: la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

"Donna come l'acqua di mare chi si bagna vuole anche il sole
chi la vuole per una notte c'è chi invece la prende a botte."
Il 25 Novembre è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne e per tutta la settimana saranno organizzate nelle piazze italiane incontri e spettacoli sul problema dei femminicidi.
La violenza sulle donne si manifesta in vari modi: con stupri, con schiaffi e pugni, con visi distrutti dall'acido, con la morte.
Nel mondo, ogni anno, sono 3500 le vittime per violenza tra partner, il 77% delle quali sono donne.
In Italia le donne uccise nei primi sei mesi del 2012 sono 102, in calo rispetto agli anni passati.
Donne uccise in Italia dal 2005 al 2011
Tutte hanno perso la vita per mano del marito, del compagno, del convivente, ovvero dell'uomo con cui hanno condiviso l'intimità, i giorni, il corpo e con cui hanno fatto l'amore, avuto dei figli e condiviso dei sogni.
In tanti si chiedono come sia possibile che l'amore diventi un amore criminale e le uniche risposte che vengono fornite ci dicono che, nella maggior parte dei casi, gli uomini si trasformano: finiscono col vedere nella donna fino ad allora amata, una sagoma, un cartone senza nome e valore su cui è possibile dare sfogo a tutta la propria rabbia.
Gli uomini violenti pensano di essere forti, ma la forza non si dimostra con la violenza, con le botte, con gli stupri.
E'importante che uomini e donne si capiscano, che comunichino e che inizino a mettere da parte le loro paure e le loro diffidenze per cercare di affrontare al meglio anche la fine di un amore e la conseguente infelicità.

sabato 27 ottobre 2012

Quale musica in camera da letto?

Musica in camera da letto: favorevoli o sfavorevoli?
Da un ricerca effettuata in Gran Bretagna, pare che la musica non debba mancare in camera da letto, soprattutto nei momenti d'intimità con il partner.
Infatti, il 40% degli intervistati afferma che la musica sia più eccitante di un contatto fisico o di un odore o di un suono.
E così è saltata fuori una lista delle canzoni più gettonate e ascoltate mentre si fa l'amore:
  • al primo posto c'è la colonna sonora del bellissimo film "Dirty dancing", con Patrick Swayze: vi ricordate il ballo finale "The time of my life"? Proprio quello. A mio parere, però, sempre dello stesso film ritengo molto più sensuale l'altra canzone, "She's like the wind".
E voi che ne pensate?
Qual è la vostra canzone in quei momenti, sempre che ne abbiate una?
Scrivetela nei commenti.

giovedì 10 marzo 2011

Pubblicità poco originali e non efficaci

Ogni giorno siamo assaliti da migliaia e migliaia di pubblicità, non solo in tv, ma anche sui cartelloni pubblicitari per strada, sui volantini, in radio. Dovunque!
Molto spesso ci capita di non farci caso, altre volte una pubblicità può attrarre fortemente la nostra attenzione. Nel primo caso si tratta di pubblicità inefficace e che non ha raggiunto quello che era il suo obiettivo; nel secondo caso si è fatto centro.
L'obiettivo di ogni pubblicità ( e di chi sta dietro alla sua creazione) è, nella fase di lancio del prodotto, quello di informare il consumatore dell'esistenza del prodotto stesso e per far ciò si ricorre a pubblicità che possano colpire l'attenzione di un telespettatore o di un passante.
Negli ultimi anni si ricorre a pubblicità che, sempre più spesso, fanno ricorso ad allusioni sessuali e nelle quali il ruolo della donna è sempre e solo quello di un oggetto.
Guardate un po' questi spot degli ultimi tempi:
  • Pubblicità di un negozio di ottica: "FIDATI... TE LA DO GRATIS (la montatura)"

  • Burger King, concorrente di Mc Donald's, che usa quest'immagine per far capire di quanto grandi siano i suoi panini!
  • Società di impianti fotovoltaici che ricorre alla volgarità più assoluta: non bastava la frase "MONTAMI A COSTO ZERO", era necessario aggiungerci l'immagine di una donna in una posizione che lascia senza parole;

  • questa la campagna pubblicitaria di Silvian Heach che ha destato lamentele a Milano per questa modella che mostra il suo "lato b" in tutta tranquillità;
  • pubblicità di una compagnia di navigazione che collega Napoli a Catania e che paragona il Vesuvio e l'Etna a due seni.
In tutti questi casi, mi viene da dire che chi ha ideato queste pubblicità ha avuto poca fantasia. E' troppo semplice e banale ricorrere a immagini e frasi a sfondo sessuale per aver successo. Non è da professionisti.
E' un po' come quei comici che non sanno far ridere e cadono in argomenti volgari o usano termini volgari per far ridere il pubblico.
Inoltre, come ho ricordato all'inizio, la pubblicità ha lo scopo di informare il consumatore, presentare il proprio prodotto e far capire di cosa si tratta e che uso se ne può fare. In questi casi, ciò che resta nella mente del consumatore è solo un bel seno o un bel fondoschiena. Ma secondo voi si ricorderà del prodotto o del marchio? Se non si ricorderà di questo ( come è probabile che sia), allora abbiamo investito dei soldi inutili in pubblicità, senza un ritorno nelle vendite. 

P.S: ho preso spunto per l'argomento da questo servizio de "Le Iene" 
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