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lunedì 23 febbraio 2015

Oscar 2015, i vincitori: trionfa Birdman

I vincitori degli oscar 2015
Si è conclusa questa notte l'87esima edizione degli Oscar, i premi più ambiti del cinema.
E' stata un'edizione senza troppe sorprese, dato che quelli che erano dati  per favoriti hanno realmente vinto la loro statuetta.
Ecco allora la lista di alcuni dei vincitori degli Oscar 2015:
  • Miglior film: Birdman
  • Migliore attrice: Julianne Moore per il film Still Alice in cui interpreta una malata di Alzheimer
  • Miglior attore: Eddie Redmayne che ha interpretato Stephen Hawking in La teoria del tutto
  • Miglior regista: Inarritu che ha diretto Birdman
  • Miglior film straniero: Ida, un film polacco
  • Miglior film d'animazone: Big Hero 6
  • Migliori effetti speciali: Interstellar (come poteva essere altrimenti?!)
  • Migliori costumi: all'italiana Milena Canonero che ha curato i costumi nel film Grand Budapest Hotel, vincitore di altri premi legati al trucco, alla scenografia e anche alla colonna sonora.
Tra i favoriti c'era anche Boyhood che però si è dovuto accontentare solo dell'Oscar alla migliore attrice non protagonista.
Ancora una volta c'è un po' d'Italia in questi Oscar: dopo la vittoria dell'anno scorso de La grande bellezza, adesso ci accontentiamo (si fa per dire) dell'Oscar ai migliori costumi.

lunedì 28 aprile 2014

Cinecittà, Google gli dona un doodle per i suoi 77 anni

Quando nel 1937 Mussolini li inaugurò, nessuno pensava che quegli studi cinematografici avrebbero avuto così tanto successo e avrebbero prodotto così tanti film, molti dei quali delle vere e proprie perle del cinema.
Stiamo parlando degli studi di Cinecittà che oggi 28 aprile festeggiano 77 anni di attività.
Oggi il complesso dispone di ben 21 teatri di posa, compreso il set di Roma Antica che sarà visitabile fino al prossimo 4 Maggio.
Il periodo di maggior splendore è stato quello degli anni Cinquanta quando molti registi americani lasciarono Hollywood per girare le scene dei loro film proprio a Roma: tra questi set finti sono stati girati film come Quo Vadis?, Ben Hur, La dolce vita, Bellissima e tanti altri.
In tutti questi anni sono stati girati più di 3 mila pellicole e di queste 90 sono state candidate all'Oscar e addirittura 47 lo hanno vinto.
Doodle per Cinecittà
E così oggi, in onore del 77esimo anniversario di Cinecittà, Google dedica agli studi italiani un doodle che presenta 6 differenti set cinematografici e alcuni attori che impersonano personaggi dell'antichità come Cleopatra o un soldato romano; non mancano il regista e il cameraman.
Un omaggio che ancora una volta ci fa riflettere sulla ricchezza culturale de nostro Paese, troppo spesso dimenticata e trascurata.

venerdì 25 ottobre 2013

Il successo dei Minion: nel 2014 un film sulle loro origini

L'ultimo episodio del film d'animazione "Cattivissimo me" sta registrando ancora in questi giorni tantissimi incassi e un notevole successo.
C'è chi dice che gran parte del merito di questo successo ricada sui Minion, aiutanti del cattivissimo (ormai buono) Gru durante i suoi incarichi top secret.
Ma chi sono questi Minion?
I Minion sono delle strane creature gialle e minuscole, create dal dottore Nefario, braccio destro di gru, con lo scopo di aiutarlo.
Parlano una lingua che non esiste, incomprensibile e che è un mix tra giapponese, spagnolo, francese e anche l'italiano (nella scena col gelato i Minion lo chiamano davvero "gelato" e non icecream).
La loro simpatia nasce dall'essere molto spesso buffi e, in questo secondo capitolo di Cattivissimo me, il regista si diverte a travestirli in tutti i modi: da babysitter a ballerina brasiliana e poi anche hawaiana, e ancora da golfista fino al suo alter ego cattivo, di colore viola e con i capelli alla Einstein.
Come sempre più spesso accade, sono le "spalle" dei personaggi principali a superarli e a divenire i veri protagonisti, proprio come accaduto per lo scoiattolo Scrat nell'Era Glaciale o per i pinguini di Madagascar.
Il loro successo è stato così esagerato che il regista ha deciso di dedicare loro un vero e proprio cartoon nel quale saranno spiegate le origini di questi simpatici personaggi: l'uscita nei cinema è prevista per il 2014.

mercoledì 23 ottobre 2013

Nel 2017 nascerà la Hollywood cinese

Hollywood è la perla americana che ha alimentato il sogno americano, regalando al pubblico mondiale migliaia di film.
Attualmente, una rivale molto agguerrita e con un numero di uscite cinematografiche maggiore rispetto a quelle di Hollywood è sicuramente Bollywood, in India.
Ma sta per nascere una terza concorrente: si chiamerà Oriental Movie Metropolis e sarà la Hollywood della Cina.
L'investimento è stato fatto dall'uomo più ricco della Cina, Wang Jianlin, che ha messo a disposizione ben 6 miliardi di euro per realizzare questo progetto.
Si tratta di un progetto maestoso e che avrà sede a Qingdao, città del nord est della Cina, soprannominata la "Svizzera cinese".
La Hollywood cinese avrà 20 studios, tra cui uno permanente sott'acqua, un complesso di grandi dimensioni per fiere e convegni, un parco giochi per turisti, sette alberghi, un centro commerciale, un ospedale e anche un porto con 300 ormeggi per chi vorrà raggiungerlo via amre.
L'inaugurazione è prevista per il 2017 e si presume che l'Oriental Movie sfornerà 100 film e serie tv cinesi e 30 produzioni straniere; inoltre ogni Settembre si terrà un festival internazionale a cui parteciperanno le migliori produzioni mondiali.
Con questo passo la Cina mira a divenire anche una potenza globale dal punto di vista culturale, continuando a dare filo da torcere a tutte le altre potenze mondiali, prima fra tutte gli Stati Uniti.

venerdì 18 gennaio 2013

Babies: 4 bambini di 4 diversi Paesi

C'è un documentario che sta facendo il giro del mondo e che negli Stati Uniti ha già registrato un notevole successo.
Babies, questo è il titolo del documentario della durata di 79 minuti, diretto dal regista francese Thomas Balmes.
Babies racconta il primo anno di vita di 4 bambini, in 4 diversi Paesi del mondo: c'è Ponijao dalla Namibia, Mari da Tokyo, Bayar dalla Mongolia e Hattle da San Francisco.
Può sembrare noioso, ma non lo è: si passa da zone arretrate come la Namibia e la Mongolia dove i bimbi giocano con sassi o bottiglie di plastica e hanno come compagni di gioco capre o cani a città sviluppate come Tokyo e San Francisco dove i bambini vengono a contatto già con la tecnologia e passeggiano in strade super affollate e caotiche.


La cosa bella da vedere è che ognuno di questi bambini ha sempre il sorriso stampato in faccia, nonostante la differenza di giochi, divertimenti e possibilità e questo non fa altro che confermare che ciò che conta nella crescita di un bambino è l'amore dei genitori.

venerdì 4 gennaio 2013

Gli equilibristi: il film

C'è un film che è stato sottovalutato e che in molti cinema non è proprio arrivato, ma che merita di esser visto: Gli equilibristi di Ivano De Matteo.
Un film italiano che narra la storia di Giulio, un uomo di 40 anni, sposato con 2 figli, dipendente del Comune.
Il film si apre su una scena di amore clandestino, consumato in un archivio deserto: proprio questo tradimento stravolgerà la vita del protagonista, interpretato dal bravissimo Valerio Mastandrea, e lo porterà nella povertà e in una vita di bugie, stenti, priva di dignità.
La stessa locandina del film mostra un uomo in equilibrio su una linea segnata sulla strada: in equilibrio perchè, con il divorzio, i 1200€ di stipendio non bastano più e occorrerebbe non un secondo lavoro (come quello all'ingrosso della frutta o come Babbo Natale), ma, come dice lo stesso protagonista, un terzo e un quarto per riconquistare quella dignità ormai perduta.
E la strada sarà, invece, la sua nuova casa perchè finirà per dormire in macchina, sotto i ponti, mangerà nella mensa dei poveri, dormirà in una pensione con il bagno in comune e vivrà tante situazioni inconcepibili fino a qualche mese prima.


Un film che ci fa capire che, oggi, il divorzio non porta solo alla distruzione della famiglia e degli affetti, ma anche ad un impoverimento materiale dell'uomo che non può permettersi di mantenere se stesso e la moglie con i figli.
Come nel caso di Giulio, il divorzio non è sempre necessario perchè spesso si ama ancora il proprio partner e si può continuare a vivere insieme: il tempo cancellerà quel tradimento o qualsiasi altro problema.
Il divorzio è solo roba per ricchi.
Da vedere!

martedì 20 novembre 2012

Amare due uomini diversi: perchè?

Si possono amare due persone nella vita?
E' una domanda a cui è difficile dare una risposta perchè tocca un argomento un po' complesso.
La nostra religione, quella cristiano-cattolica, non accetta assolutamente questa possibilità perchè l'uomo da amare, lo sposo, il marito, deve essere uno solo.
Ed è per questo che non è ammesso risposarsi per la seconda volta in chiesa, in caso di separazione o divorzio, perchè quel legame solo la morte può romperlo.
Eppure nella società di oggi si sente sempre più parlare di tradimenti, amanti e fughe d'amore: c'è chi trova l'amore della vita, chi pensa di averlo trovato, ma, col passare del tempo, scopre di aver sbagliato; c'è anche chi, stanco della monotonia della vita da sposati, fugge con un nuovo amore, fregandosene della famiglia e dei figli e pensando alla propria felicità e chi, invece, proprio per l'importanza che dà alla famiglia, resta, infelice per tutta la vita.
Ultimamente ho visto un film di tanti anni fa, I ponti di Madison County, con due giovanissimi Meryl Streep e Clint Eastwood: una storia romantica e drammatica allo stesso tempo.
La storia di una donna, sposata con 2 figli, che si ritrova da sola in casa per 4 giorni, ma che in quel breve lasso di tempo conoscerà un fotografo, Robert, venuto da lontano, bello e travolgente, che le farà conoscere un'altra parte di se stessa, creandole una notevole confusione in testa.
L'eterno dilemma tra restare con la vita di sempre o fuggire per una nuova avventura, tra l'amore quotidiano e la passione travolgente.
Una scelta difficile che richiede forza e coraggio, caratteristiche che non possiede chi, come la protagonista, non è in grado di cambiare e stravolgere i piani di una vita, anche se i vecchi sogni non si sono avverati.
Ma una scelta che non esisterebbe se non la si dovesse fare perchè la società accetta l'amare due uomini.
Qualcuno mi ha detto una volta che non esiste l'uomo perfetto, l'uomo che incarna il nostro principe, che va bene così com'è: ed è per questo che ognuno di noi desidera un altro uomo, spesso molto differente dal primo, quasi un completamento del primo, ma che senza quest'ultimo non avrebbe significato.
Ecco una frase del film che tanto mi ha colpita e che è piena di verità:
"Quello che io e Robert avevamo avuto non sarebbe potuto continuare se fossimo rimasti insieme e quello che io e Richard avevamo sarebbe svanito se ci fossimo separati."

lunedì 8 ottobre 2012

Skyfall di Adele: video e testo

Uno dei film più attesi di questo autunno 2012 è, senza dubbio, 007 Skyfall.
Ancora una volta sarà Daniel Craig a vestire i panni del famoso agente segreto che quest'anno festeggia i 50 anni.
007 Skyfall uscirà nelle sale cinematografiche il prossimo 31 Ottobre con una colonna sonora, scritta e interpretata dalla giovane e brava cantante inglese Adele.
Giunta al successo con brani come Someone like you e Rolling in the deep, il brano che farà da sfondo musicale ai titoli di testa porta il titolo del film, Skyfall.
Un brano nel quale ci sono molti dei suoni tipici delle colonne sonore degli altri 007 e in cui la voce di Adele si esprime al meglio.
Di seguito il video e il testo:


SKYFALL
This Is The End
Hold Your Breath And Count To Ten
Feel The Earth Move And Then
Hear my heart burst again
For this is the end
I've drowned and dreamt this moment
So overdue I owe them
Swept away, I'm stolen

Let the sky fall, When it crumbles
We will stand tall
Face it all together (x2)
At Skyfall
At Skyfall

Skyfall is where we start
A thousand miles and poles apart
Where Worlds Collide And Days Are Dark
You May Have My Number
You Can Take My Name
But You'll Never Have My Heart

Let the sky fall , When it crumbles 
We will stand tall 
Face it all together (x2)

At Skyfall
(Let The Skyfall)
(When it crumbles)
(We will stand tall)
(Let The Skyfall)
(When it crumbles)
(We will stand tall)
Where You Go I Go
What You See I See
I Know I'd Never Be Me
Without The Security Of Your Loving Arms
Keeping Me From Harm
Put Your Hand In My Hand
And We'll Stand

Let the sky fall, When it crumbles 
We will stand tall 
Face it all together (x2)

At Skyfall
Let the sky fall
We will stand tall
At Skyfall

sabato 29 settembre 2012

I bambini scomparsi: dove sono?

In questi ultimi giorni si è tornati a parlare della triste scomparsa di Angela Celentano, avvenuta il 10 Agosto del 1996, sul Monte Faito, e della possibilità che quella bambina ora viva in Messico.
Questa clamorosa scoperta è dovuta principalmente ad una ragazza messicana, Celeste, che giura di essere lei quella bambina, di ricordare alcuni di quei luoghi mostrati dai genitori della piccola Angela, ma preferisce continuare quella che ora è la sua nuova vita.
Il mistero si infittisce in quanto, grazie a delle ricerche, si è riusciti a scoprire l'indirizzo di provenienza di quelle e-mail, ma la polizia, al suo arrivo, ha trovato l'abitazione di una coppia di persone di spicco di Acapulco, genitori di due bambini.
Della ragazza nessuna traccia.
E allora dove sarà finita?
E com'è possibile che una bambina di soli 3 anni si trovi in Messico?
Domande che ancora non trovano una risposta, ma un film, nelle sale cinematografiche in questi giorni, ha fornito delle probabili risposte, molto difficili da accettare.


I bambini di Cold Rock si presenta come un thriller e forse sembra uno di quei tanti horror/thriller che provocano ansia e terrore.
Questo film è qualcosa di più, che va oltre la semplice e banale paura del buio e del bosco: è una paura che che ci fa pensare: e se fosse davvero così? e se fosse così anche per Angela Celentano e per tanti altri bambini scomparsi?
La realtà che ci presenta questo film è eticamente terrificante: uomini e donne che, per avere una società migliore e più attiva, sottraggono i figli a famiglie disastrate, povere, incapaci di regalare un futuro ai loro figli.
Questi uomini e donne lo fanno solo per dare a questi bambini un'altra possibilità, la possibilità di una vita migliore nella quale sfruttare al massimo le proprie capacità, in una nuova famiglia, in una nuova città.
E scelgono proprio i bambini al di sotto dei 3/4 anni perchè in loro la memoria non è ancora così potente: sono capaci di dimenticare e rimuovere ogni ricordo.
Ma davvero può essere così?
E, se ciò fosse vero, sapere che il proprio figlio sia vivo in un'altra città, con un'altra famiglia, con un'altra identità è più confortante di crederlo ormai morto?

venerdì 28 settembre 2012

Grace Kelly: la regina di ghiaccio

Lo scorso 14 Settembre c'è stato il 30esimo anniversario della morte di una delle donne più belle di Hollywood: Grace Kelly, un'icona di stile per le donne dei giorni nostri.
Quella di Grace Kelly viene spesso presentata come una favola, una moderna Cenerentola che dal set cinematografico diventa principessa.
Nata nel 1929, a Filadelfia, Grace rispettò l'educazione cattolica impartitale dal padre, un irlandese che in America aveva fatto fortuna, diventando un uomo ricco e rispettabile.
Ma il suo desiderio di entrare nel mondo del cinema era più forte di qualunque altra cosa: e così a 22 anni recitò nel suo primo film per diventare, solo 5 anni più tardi, una vera star di Hollywood, vincendo anche l'Oscar.
Tutta questa fama la portò a conoscere Hitchcock che da allora la considerò la sua musa ispiratrice.
La regina di ghiaccio o ghiaccio bollente: così era soprannominata Grace Kelly dal regista britannico a causa della sua fredda bellezza che nascondeva, però, una forte carica sensuale.
E di quella bellezza si innamorò anche il principe Ranieri di Monaco che la sposò nel 1956, con un matrimonio mediatico e che registrò 30 milioni di spettatori.
Da questo amore nacquero 3 figli: Alberto, Stephanie e Carolina.
La favola della principessa Grace, però, non ha avuto lo stesso finale delle classiche favole: il 14 Settembre 1982 Grace Kelly perse la vita a soli 52 anni in un incidente stradale, a bordo della sua Rover SD1, sulla quale viaggiava anche la figlia Stephanie, rimasta illesa.
Le ragioni di quell'incidente mortale sono state ricondotte ad un ictus che colpì la principessa, ma alcuni parlano anche della possibilità che fosse ubriaca o che stesse litigando con la figlia.
Sta di fatto che, nonostante la sua prematura scomparsa, la sua figura di femminilità, eleganza, di madre e moglie esemplare sopravviva ancora oggi, a distanza di 30 anni.
E nel 2014 uscirà nelle sale cinematografiche un film dedicato a lei, dal titolo "Grace of Monaco" interpretato da Nicole Kidman
Un vero mito!

martedì 18 settembre 2012

Merida, la principessa ribelle

I cartoni Disney sono da sempre i preferiti dai bambini.
Se oggi i soggetti dei cartoni animati sono gli animali (basti pensare a Madagascar, L'era glaciale, Kung fu Panda), negli anni passati (almeno 15 anni fa) erano le principesse a riscuotere successo.
Prima Biancaneve, poi Cenerentola, poi ancora la Sirenetta e Pocahontas: tutte giovani donne in cerca dell'amore e del principe azzurro da sposare per vivere felici e contenti per tutta la vita.
Ma si sa, i tempi cambiano e anche la Disney si adegua a questi cambiamenti: messe da parte la gentilezza, la femminilità e la dolcezza delle principesse del passato, adesso le protagoniste sono delle ragazze più coraggiose e forti.
In queste settimane la nuova principessa della Disney è Merida.
Chi è?

Beh, il nome non vi dirà niente, il film è Ribelle - The brave: Merida è la principessa coi capelli ricci e rossi, simbolo della sua unicità.
Merida, infatti, è una ragazza che non accetta le tradizioni imposte dalla famiglia (e soprattutto dalla madre): controcorrente, non vuol sposarsi, non vuole avere i modi gentili di tutte le principesse, nè imparare a cucire, ma preferisce esercitarsi con l'arco, la sua vera passione.
Anche quando sua madre le imporrà di scegliere tra i 3 candidati come suo sposo, lei si opporrà perchè vuole la sua libertà e non accetta che qualcuno decida il suo destino.
Quella di Merida è una figura che si avvicina molto alle donne di oggi: più responsabili, più determinate e più indipendenti.
Non si fanno schiacciare dalle decisioni degli uomini o di altre persone, ma decidono da sole quale sia la strada più giusta.
Un film che ci fa riflettere, senza dubbio, e che ci fa capire come la società si sta evolvendo, tanto che le principesse Disney del passato ci sembrano così lontane.

mercoledì 22 agosto 2012

The way back: fuga dal gulag siberiano

Ieri, dopo che i piani di una possibile uscita serale sono saltati, ho optato per la visione di un film.
Tra le possibilità, ho scelto "The way back".
L'ho scelto perchè la storia non era niente male e i commenti della rete erano tutti a suo favore.
"The way back" è tratto da un libro intitolato "Tra noi e la libertà" di Rawicz Slavomir in cui lo stesso autore racconta la sua fuga da un gulag in Siberia nel 1941.
Slavomir è un tenente della cavalleria polacca che viene accusato dai russi di essere una spia: così nel 1939 viene rinchiuso in un gulag siberiano, costretto ai lavori forzati e condannato a 25 anni di reclusione.
Ma il desiderio di libertà è più forte di quel freddo polare, di quelle nevi e della paura di morire.
Così nel 1941 organizza insieme ad altri 6 compagni la fuga, in direzione sud.
Una fuga lunga 6500 km che porterà i sopravvissuti fino all'India dove finalmente saranno liberi.
La vicenda (molto probabilmente inventata e non reale, come sostiene l'autore) ricorda tanto quella dei cannibali delle Ande, la squadra di rugby che sopravvisse per 2 mesi tra le montagne delle Ande, dopo lo schianto dell'aereo su cui viaggiavano.
Come quei ragazzi, anche Slavomir e i suoi compagni si nutrono di carne cruda animale e la fame risveglia in loro l'istinto bestiale di mangiare i propri simili.
Il film è un continuo susseguirsi di panorami insoliti: dalle nevi della Siberia fino al deserto del nord della Cina, dalla vetta dell'Himalaya alle verdi distese dell' India.
Un film che, in certi momenti, ti fa patire la sete, ma che riesce nell'intento di farci comprendere quanto sia importante per l'uomo la libertà e di quanto ci possiamo spingere oltre ogni limite per riottenerla.

domenica 22 luglio 2012

La strage alla premiere di Batman

Alcune notizie ci lasciano davvero senza parole: mi riferisco a quella di qualche giorno fa che ha visto protagonista un giovane 24enne del Colorado, James Eagan Holmes, autore di una strage in un cinema americano durante la premiere del terzo film della saga di Batman, diretto da Nolan.
L'aspetto sconvolgente di questo dramma è stato l'attacco in un luogo, come il cinema, in cui chiunque di noi va per isolarsi dal mondo esteriore e vivere un'avventura, completamente immerso nel buio della sala.
E proprio in quell'oscurità Holmes si è nascosto, travestito dal cattivo Bane, con una maschera antigas e  una marea di armi e proiettili: prima ha sprigionato del fumo in sala e poi ha fatto fuoco su circa 70 persone, provocando la morte di 12 di essi e il ferimento di altri 58.
Senza pietà, senza coraggio.
La gente pensava che tutto quel fumo e quegli spari fossero effetti speciali legati alla presentazione del film: c'erano tanti bambini con i loro genitori e tanti giovani.
Tra i morti, c'è anche una bimba di soli 6 anni.
E quell'uomo cattivo le ha rubato la vita, così, senza un perchè.
Nella sua casa aveva architettato una trappola di esplosivi per farla saltare e provocare la morte di agenti della polizia.
Ora è in carcere, in attesa del processo.
Rischia anche la pena di morte.
Un evento drammatico di questo tipo non può che farci ripensare a quella che viene chiamata "la maledizione di Batman".
Essa parte con la morte prematura dell'attore Heath Ledger, a soli 28 anni: aveva da poco terminato le riprese del film nel quale interpretava il Joker, nemico di Batman, ed è stato trovato morto per un'overdose.
Prima di lui, avevo perso la vita in un incidente di scena sulla Bat-mobile anche un tecnico degli effetti speciali.
Sempre nel 2008 Christian Bale, l'attore che interpreta Batman, fu arrestato per aver aggredito la madre e la sorella.
L'ultimo caso è stato quello che ha avuto Morgan Freeman come protagonista di un incidente stradale: l'auto si ribaltò e lui con la sua amante furono estratti vivi per miracolo.
Adesso la strage di Aurora si va ad aggiungere a tutta questa serie di eventi negativi legati alla pellicola di Batman: ma stavolta è diverso, stavolta il male ha colpito dei semplici spettatori, molti dei quali avevano fatto di tutto per avere quel biglietto ed essere  i primi a vedere quel film.
E invece il destino ha voluto che la loro vita terminasse lì.
Una tragedia, non c'è altro da aggiungere.

domenica 17 giugno 2012

Il futuro fatto di ologrammi

In queste ultime settimane si sente tanto parlare dell'ologramma e della possibilità di far rivivere i grandi nomi della musica e del cinema.
Il primo artista ad esser stato riportato in vita durante un concerto è stato il rapper Tupac che ha duettato con l'altro rapper vivente, Snoop Dogg.
L'effetto sul pubblico è stato sorprendente.
Come si vede nel video in basso, sembrava di avere a che fare con un personaggio reale e materiale: perfetto negli atteggiamenti, nelle espressioni, incredibile.
Per la prima volta è stato realizzato un ologramma di un artista che si è esibito di fronte ad un pubblico e non in uno studio cinematografico.
Chi lo ha realizzato dice che è impossibile prevedere il risultato dell'esibizione.


E così dopo la prova con Tupac, è scattata la corsa alla realizzazione di altre star della musica e non solo.
I primi nomi che sono stati fatti sono quelli della leggenda del rock & roll, Elvis Presley, e quelli della bionda star del cinema, Marilyn Monroe, di cui è uscito anche un film negli ultimi tempi.
L'obiettivo è quello di utilizzare gli ologrammi di questi divi non solo in concerti, ma anche in film, programmi televisivi e altre opere di intrattenimento.
Possiamo immaginare quale sarà l'effetto sul pubblico!
Se penso a questa notizia, non posso non ricordare uno dei film che trattava proprio questo tema: il titolo era S1m0ne (o Simone o Sim1), nonchè il nome di un'attrice virtuale, creata da un esperto informatico e usata da un regista in rovina per cercare di tornare all'apice del successo.
E' proprio vero che in molti film possiamo trovare il futuro.
E allora nel nostro futuro ci saranno le auto volanti del Quinto Elemento o i minuti della vita sostituiranno il denaro nei pagamenti come in In time o ci sarà la macchina del tempo di Deja Vù?

mercoledì 13 giugno 2012

Wall-E: il futuro dell'umanità

Ogni tanto ritornano in mente dei ricordi di cose fatte o viste che regalano una sensazione difficile da spiegare a parole.
Ieri mi è tornato in mente il film d'animazione del 2008, Wall-E, e in particolare una scena in cui vi era una panoramica sulla vita degli uomini del futuro.
Per chi non lo avesse visto, Wall-E è un robot-spazzino, l'unico rimasto sulla Terra allo scopo di ripulirla dai numerosi rifiuti presenti sulla sua superficie.
La Terra  è ormai un pianeta invivibile, devastato dall'inquinamento e dai rifiuti, e per queste ragioni una grossa compagnia americana ha trasferito l'intera popolazione mondiale su una gigantesca nave spaziale.
Ed è proprio lì che Wall-E si ritroverà per amore della robottina Eve ed è sempre lì che scoprirà le drammatiche condizioni di vita degli umani.
Come si vede nel video qui sopra, Wall-E si troverà di fronte ad una situazione assurda: tutti gli esseri umani si muovono su poltrone galleggianti e comunicano con gli altri tramite uno schermo olografico, ignari di ciò che accade intorno a loro, tant'è che quando Wall-E spegnerà lo schermo ad una donna, quest'ultima resterà estasiata e meravigliata dal panorama circostante.
Gli umani appaiono tutti obesi perchè ormai non compiono alcuno sforzo fisico, le loro ossa si sono indebolite e sono incapaci di muoversi.
Tutto ciò che serve loro (acqua, nuovi indumenti) viene attivato e servito attraverso la tecnologia.
Un mondo in cui anche l'educazione scolastica è affidata ai robot e le relazioni sociali sono ridotte al minimo.
In questa società alla deriva, ci sarà però il comandante della nave spaziale che, come nel famoso mito della caverna di Platone, riporterà tutti sul pianeta Terra.
Un film che ci fa riflettere e nel quale troviamo molti dei problemi che affliggono il nostro pianeta: l'inquinamento, il riscaldamento globale, lo smaltimento dei rifiuti.
Un film che può essere una finestra sul possibile futuro, una rappresentazione di ciò che potrebbe accadere se continuiamo a comportarci così come ci stiamo comportando.
E poi non diciamo che non ci avevano avvertiti!!!

mercoledì 16 maggio 2012

The Lady: la storia di San Suu Kyi

Per restare sempre sull'onda del mio pensiero che dice che "la storia è meglio conoscerla e apprenderla attraverso film e documentari", l'altra sera ho visto il film "The lady", diretto da Luc Besson.
Un film che mi ha aperto una finestra sull'Oriente, sulla Birmania in particolare, per raccontarmi la travagliata, ma straordinaria vita di Aung San Suu Kyi.
Per chi non la conoscesse, questa donna birmana è diventata il simbolo della lotta birmana per ottenere la libertà da una dittatura militare che vietava ogni cosa e che non esitava a uccidere chi si opponesse al regime.
La storia di Aung San Suu Kyi inizia con lei piccolissima che perde a soli 2 anni il padre, generale e uno degli esponenti politici più importanti, colui che riuscì a rendere la Birmania indipendente dal Regno Unito.
Col passare degli anni, San Suu Kyi otterrà la laurea ad Oxford e proprio lì conoscerà e sposerà Michael, suo marito e grande sostenitore della sua lotta.
Il ritorno di San Suu Kyi a Rangoon avviene nel 1988, a causa della morte imminente della madre, ma una volta lì un enorme pannello per strada con su scritto "Love the motherland" (ama la tua patria) scatena in lei la voglia di impegnarsi e dare il suo contributo alla lotta popolare e studentesca contro il regime militare.
Colpita dalle condizioni dei giovani studenti e dell'intera popolazione che ha perso ormai ogni libertà, Suu resta e, su volontà dell'intero mondo universitario birmano, decide di candidarsi come guida per il paese verso la democrazia.
Questa scelta le costerà molto cara: infatti, dal 1989 fino al 2007, la donna resterà agli arresti domiciliari, impossibilitata a ritornare in Inghilterra per stare con la sua famiglia, e lì tra la lettura di Gandhi, l'incontro con tutte le minoranze del paese, tra cui quella delle donne giraffa, e i continui discorsi per diffondere la pace, diventerà un esempio per tutto il mondo, tant'è che nel 1991 le verrà consegnato il Premio Nobel per la pace.
Solo nel 2010 Aung San Suu Kyi sarà liberata, portandosi dietro enormi sofferenze, come quella di non aver assistito il marito in punto di morte e aver visto molti dei suoi sostenitori morire su campi minati o fucilati per strada.
Il film si conclude con una frase bellissima: "Usate la vostra libertà per portarla a chi non ce l'ha!".


mercoledì 25 aprile 2012

The Iron Lady: la Thatcher di Meryl Streep

L'altra sera scelsi di dedicarmi alla visione dell'ultimo film con Meryl Streep, The Iron Lady, in cui la bravissima attrice americana (che proprio con questo film ha vinto il suo terzo premio Oscar) veste i panni dell'ex primo ministro britannico, Margaret Thatcher.
Premetto che i film politici o che raccontano la storia di qualche grande figura politica non sono i miei preferiti, ma, contro ogni previsione, questo mi è piaciuto.
E so spiegare anche il perchè.
The Iron Lady narra la vita e la carriera dell'unico primo ministro donna della politica inglese, colei che ha deciso il futuro della Gran Bretagna per 11 anni, dal 1979 al 1990.
Il film, però, alternando la vita politica a quella personale, scorre per tutti i suoi 105 minuti, presentandoci la Lady di ferro con tutta la sua determinazione, la sua grinta, la sua ambizione, ma che, proprio perchè troppo presa dalla carriera, trascura la sua famiglia, suo marito e i suoi due figli.
Meryl Streep interpreta una Margaret Thatcher ormai in pensione, sola nella sua casa, in eterna lotta con se stessa e con i ricordi del passato che riaffiorano sempre più violentemente: ricordi del marito ormai deceduto con tutta la sua allegria e comicità e di cui non riesce a togliere i vestiti dal guardaroba, ricordi della sua giovinezza e della felicità di esser madre di 2 gemelli, ricordi che la portano a far confusione tra passato e presente.
Sintomi di una malattia, quella dell'Alzheimer, che piano piano l'ha resa sempre più fragile e sempre meno Lady di ferro.
Tra le tante battute e scene che mi porterò dentro di questo film, c'è una frase che condivido totalmente:
"Lo scopo allora era realizzare qualcosa di importante, ora lo scopo è diventare importanti"
proprio a voler sottolineare la carenza di ideali e valori della generazione di oggi.

giovedì 5 aprile 2012

Titanic in 3D: un altro record?

"Jack, Jack" e la splendida colonna sonora in sottofondo, mentre lui sprofondava negli abissi dell'Atlantico e lei, con le uniche forze che aveva, chiedeva aiuto all'ultima scialuppa di salvataggio.
Chi di noi, in quell'ormai lontano 1997, non ha visto Titanic?
Io ricordo che quando andai al cinema, era praticamente strapieno di gente.
Ero solo una ragazzina, 11enne, innamorata pazza di Leonardo Di Caprio e quel film l'ho visto e rivisto non so quante volte: l'abbraccio e il bacio a prua, il ritratto nella cabina di Rose, la scialuppa che scende con lei, mentre lui resta a bordo e tante altre scene ancora.
Quella storia d'amore così travolgente, breve e maledetta è rimasta impressa nella mente di ognuno di noi, tant'è che ogni volta che la tv lo manda in onda, si registra il picco di ascolti.
Un film memorabile, vincitore di 11 Oscar, tra cui quello della migliore colonna sonora, My heart will go on, interpretato da Celine Dion.
Un film che ha ottenuto un così grande successo un po' per la trama, un po' per i giovani e belli attori, un po' per le musiche.

E quest'anno (il 6 Aprile 2012), per ricordare i 100 anni trascorsi da quella terribile tragedia che vide l'inabissarsi della nave considerata inaffondabile, Titanic ritornerà nei cinema di tutto il mondo, questa volta in 3D.
Riuscirà a registrare gli stessi incassi di 15 anni fa?

martedì 6 marzo 2012

Quasi amici: tra risate e commozione

Ne avevo sentito parlare, oltre ad aver visto il trailer durante la visione di un film al cinema, ma non mi aspettavo sicuramente un film così bello.
Quasi amici è un film francese che in Francia ha registrato incassi altissimi e che in Italia non è stato pubblicizzato a dovere.
I due protagonisti sono così diversi fra di loro: da un lato troviamo un paraplegico, Philippe, che ha perso la moglie e vive in una lussuosissima dimora, ma su di una sedia a rotelle, impossibilitato a fare qualsiasi movimento e che è alla ricerca di un badante; dall’altro lato, invece, troviamo Driss, un giovane di colore, alto e robusto, disoccupato e con una vita difficile e complicata.
Si incontrano e subito c’è sintonia tra di loro: anche se così distanti, Philippe apprezzerà Driss per la sua schiettezza, per la sua ironia, per il suo amore verso i Kool & The Gang e gli Earth, Wind & Fire.
Quel giovane così lontano dal suo mondo diverrà le sue braccia e le sue gambe,  lo restituirà alla vita e gli ridarà la gioia di amare ed essere amati.
Una storia commovente, ma anche tanto divertente.
Vi assicuro che il tempo scorrerà in fretta e alla fine rimpiangerete il fatto che il film sia finito.
Da vedere senza pensarci su nemmeno mezza volta!

martedì 28 febbraio 2012

In Time: e se il tempo fosse denaro?

In questi giorni ho avuto modo di vedere il film fantascientifico "In Time" con Justin Timberlake, conosciuto più nel mondo della musica che del cinema.
La trama non è poi così tanto originale: infatti, i protagonisti sono due fuggitivi, lei ricca e lui povero, che cercano di sfuggire alla polizia, o meglio ai custodi del tempo.
Il tempo: è proprio questo il motore di tutta la pellicola.
Il film è infatti ambientato in un futuro non tanto lontano, dove non si invecchia, ma si conserva per sempre (o meglio per quanto tempo ti resta) l'aspetto dei tuoi 25 anni.
Il tempo è il mezzo di pagamento per ogni cosa: un semplice caffè costa 4 minuti della tua vita, una notte in un motel un mese, un auto di lusso 60 anni.
E così, anche in questa società, c'è chi è povero ed ha letteralmente i minuti contati e c'è chi è ricco e può essere immortale.
In time, aldilà di tutto, ci offre spunti di riflessione: il semplice fatto di vedere diminuire i giorni della nostra vita solo per aver bevuto un alcolico al bar o aver acquistato un abito ci mette addosso un bel po' di ansia; ma, dall'altro lato, ci permette di dare un peso e un'importanza a ciò che facciamo nella vita.
Quell'orologio della vita color verde, fisso sull'avambraccio, è un modo per ricordarci che la vita è una sola e va vissuta nel modo migliore possibile, senza sprechi nè perdite di tempo.
Eppure, nel film, c'è chi è immortale, ma infelice e stanco di vivere tanto da scegliere di donare il proprio tempo ad un altro.
In un futuro potrà davvero essere così?
E se sì, si potrà realmente essere stanchi dell'immortalità, così tanto desiderata dagli uomini di oggi?


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