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giovedì 21 novembre 2019

Greta Thunberg è una viaggiatrice del tempo?

E' la notizia del giorno: dagli archivi di immagini dell'Università di Washington è saltata fuori un'immagine risalente al lontano 1898 e che ha portato a credere che Greta Thunberg, la ragazzina svedese impegnata nella lotta per salvare l'ambiente, possa essere una viaggiatrice del tempo.
Greta Thunberg e una foto del 1898
La foto in questione è stata pubblicata su diversi siti Internet e giornali di tutto il mondo: si tratta di una foto in bianco e nero che ritrae tre bambini intenti ad estrarre dell'acqua da un pozzo sito in Canada. A colpire è la somiglianza della ragazzina sulla sinistra con Greta Thunberg: stessa treccia lunga portata sulle spalle, stessa espressione degli occhi e delle labbra. Sono davvero troppe le somiglianze con la ragazzina svedese che in questi mesi si è fatta conoscere per il suo impegno nella lotta per salvaguardare l'ambiente in cui viviamo.
La somiglianza è davvero tanta e questo ha portato alla creazione di due schieramenti: c'è chi dice che si tratti dell'ennesimo fake del web e che quel volto risalente al 1898 sia stato accuratamente photoshoppato per renderlo quanto più simile al volto di Greta. Ma, dall'altro lato, c'è anche chi, invece, sostiene che la piccola Greta potrebbe essere una viaggiatrice del tempo, un po' come i ragazzini della serie tv tedesca Dark: secondo i sostenitori di questa tesi, Greta potrebbe venire dal futuro e, proprio perchè ha visto quello che accadrà negli anni a venire, sta cercando in tutti i modi di avvisarci nel presente odierno al fine di mettere in pratica tutti quei piccoli accorgimenti necessari alla sopravvivenza del pianeta.
Greta, sui social nessun commento
Sebbene in tutto il mondo si sia alzato questo polverone, da parte di Greta Thunberg non ci sono commenti sui vari social network: il suo ultimo post su Instagram fa menzione al Global Strike for Future, in programma il prossimo 29 novembre.
Greta è impegnata attivamente a difendere il nostro pianeta dall'inquinamento: in questi mesi l'abbiamo vista durante il suo intervento alle Nazioni Unite di fronte a leader politici mondiali ed esponenti delle più importanti organizzazioni in Canada e negli Stati Uniti. Memorabile è il suo intervento quasi tra le lacrime alle Nazioni unite dove ha scelto di andare tramite una traversata via mare dall'Europa agli Stati Uniti al fine di ridurre l'inquinamento tramite la scelta di non prendere un aereo per il viaggio. E anche adesso è di ritorno in Europa via mare dopo aver avuto le chiavi della città di Montreal, viaggiando fra le varie città a bordo di un'auto elettrica donatale dall'attore ed ormai ex governatore della California Arnold Schwarzenegger.

martedì 5 maggio 2015

Report, l'inchiesta sull'olio di palma e sugli effetti negativi

Da quando ha aperto i battenti, non si fa altro che parlare di Expo 2015 e in merito a questa crescita di interesse della popolazione mondiale nei confronti del cibo, ecco che ieri a Report si è parlato dell' olio di palma.

L'olio di palma è uno degli oli naturali più diffuso al mondo, soprattutto perchè risulta essere meno costoso degli altri in circolazione. Esso si ricava dai frutti delle palme e si presenta di un colore rossastro. Molte aziende lo utilizzano nei loro prodotti, ma ne siamo venuti a conoscenza solo dall'inizio del 2015 in quanto è stato introdotto l'obbligo per le aziende di indicarne la presenza sull'etichetta. I principali Paesi produttori di olio di palma sono l'Indonesia e la Malesia: qui i commercianti del legno hanno distrutto le foreste pluviali (in 30 anni sono scomparsi foreste pari al territorio di Italia, Svizzera e Austria messe insieme) per lasciare spazio alle palme. Ogni lavoratore riceve 8 centesimi di euro per piantare una palma per uno stipendio giornaliero medio che si aggira intorno ai 5 euro.

Conseguenze dell'olio di palma

La produzione di olio di palma non ha portato solo alla deforestazione, ma anche al rischio estinzione per 80 specie circa di animali, tra cui gli oranghi che sono molto presenti soprattutto nel Borneo indonesiano e che adesso vengono trasferiti in aree protette.
L'olio di palma ha anche effetti negativi sulla nostra salute perchè, essendo ricco di grassi saturi, non fa altro che causare il colesterolo. Inoltre, molte di queste foreste abbandonate, quando bruciano, emettono una quantità elevata di anidride carbonica: basti pensare che l'Indonesia è al terzo posto per le emissioni di gas serra, subito dopo la Cina e gli Stati Uniti d'America che sono paesi industrializzati.


Cosa fanno le aziende?

Dopo questo obbligo di indicazione sulle etichette, molte aziende, come la Buitoni e la Ferrero, hanno dichiarato che stanno sostituendo l'olio di palma con l'olio di oliva al fine di salvare l'ambiente e anche la loro immagine. Ma il problema non è comunque risolto perchè i maggiori clienti dell'olio di palma sono l'India e la Cina, paesi emergenti che sono sicuramente più attenti al prezzo che alla sostenibilità.

mercoledì 26 novembre 2014

Bosco Verticale, l'era dei grattacieli fioriti

Bosco Verticale a Milano
In questi giorni a Milano sono stati inaugurati due grattacieli importanti e innovativi, facenti parti del complesso nominato Bosco verticale.
I due grattacieli sono stati riconosciuti sin da subito i migliori grattacieli del mondo, scelti tra ben 800 grattacieli sparsi nei diversi Paesi.
Il motivo?
Si tratta di grattacieli che ospitano nei loro balconi e sulle loro terrazze alberi e piante di ogni tipo: il primo grattacielo è alto 111 metri con 24 piani, mentre il secondo è alto 78 metri e ospita 17 piani.
I due grattacieli, ideati dall'architetto Stefano Boeri, ospitano 20 mila piante e 700 alberi, la maggior parte dei quali è posta sulle terrazze.
Lo scopo è quello di ridurre l'inquinamento attraverso proprio la presenza di queste piante che catturano le polveri sottili, rilasciando ossigeno nell'ambiente circostante.
Un vero e proprio paradiso che, come ci si può immaginare, ha un costo elevato: ben 7000 euro circa al metro quadrato per appartamenti che arrivano a costare anche 1 milione di euro.
Eppure, secondo recenti dati, il 60% degli appartamenti è stato venduto.
Bosco Verticale - gli interni
Naturalmente c'è anche chi si oppone a questa continua cementificazione di Milano che si prepara ad ospitare nei prossimi mesi l'Expo 2015 che porterà nella città lombarda milioni di turisti da tutto il mondo.
Voi che ne pensate?

martedì 22 aprile 2014

La Giornata della Terra, un doodle pieno di animali

Oggi 22 aprile si celebra la Giornata della Terra, in inglese Earth Day, un'intera giornata per celebrare l'ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra.
Questa Giornata è celebrata ogni anno dal lontano 1970 e ha come obiettivo quello di sensibilizzare sempre più gli uomini a proteggere il nostro habitat naturale affinchè il nostro pianeta abbia un futuro.
E alla celebrazione dell'Earth Day si aggiunge anche Google: come ogni anno, il motore di ricerca di Mountain View dedica alla giornata un doodle speciale.
Quello di quest'anno prevede il logo Google in 6 modalità differenti: in ognuna di esse c'è un animale del nostro ecosistema.
Si tratta di 6 animali differenti, appartenenti a diversi gruppi: c'è il colibrì, il pesce palla, la medusa, lo scarabeo, il macaco giapponese e il camaleonte.
Il colibrì nel doodle
Il macaco giapponese nel doodle
La medusa nel doodle
Il pesce palla nel doodle
Lo scarabeo nel doodle
Il camaleonte nel doodle
Non è chiaro perchè proprio quegli animali, sta di fatto che è opportuno proteggere non solo queste specie, ma tutte quelle esistenti e soprattutto quelle in via d'estinzione.

Se ti è piaciuto l'articolo leggi anche:
- il doodle 2013 per l'Earth Day

martedì 5 novembre 2013

Vivere in un bio kibbutz in Israele

In Israele ci sono delle comunità formate da volontari che lavorano e in cambio non ricevono denaro, ma beni della terra.
Oggi, nel 2013, i classici kibbutz, fondati nel 1909, sono stati sostituiti dai bio kibbutz.
I bio kibbutz sono delle comunità ecologiche alternative che hanno in comune la volontà di una fuga dalla società dei consumi, l'avvicinamento alla natura, l'uso dell'energia rinnovabile e forme di economia autarchica sostenibili.
All'interno di queste comunità ci sono gruppi più o meno numerosi di famiglie e singles che hanno deciso di vivere a contatto con la natura, dedicandosi ad attività alternative, rispettose dell'animo umano e dell'ambiente e consumando al minimo le risorse naturali non rinnovabili.
E così abbiamo agricoltura organica, medicina alternativa, educazione alternativa, produzione e consumo di energia solare, utilizzo e riciclo di acqua e rifiuti, edilizia ecologica.
Molte di queste comunità si basano su tre principi educativi: ecologia ambientale, ecologia culturale ed ecologia sociale.
In effetti, al loro interno si trovano abitazioni di paglia e fango essiccato, ci sono orti in cui sono coltivati ortaggi e frutta, ci si occupa di riciclaggio creativo, trasformando in concime tutti i rifiuti organici.
E per chi volesse far parte di queste comunità ci sono anche dei corsi e laboratori per adulti e bambini in cui vengono diffusi proprio i principi delle singole comunità e anche delle nozioni basilari su come vivere nei bio kibbutz.
Non c'è da meravigliarsi che i membri delle singole comunità siano vegetariani, anche se solo il pranzo si consuma insieme, per la cena ognuno è libero di mangiare ciò che vuole.
Un ritorno alle origini, lontano da un mondo sempre più veloce e sempre più stressato.

sabato 28 settembre 2013

La casa micro di Renzo Piano: solo 6 metri quadrati

In tempi di crisi si rinuncia a tante cose e se si può risparmiare denaro, è molto meglio.
C'è chi come Renzo Piano che, forse spinto dalla crisi o quasi sicuramente spinto dalla sua genialità, ha deciso di risparmiare sullo spazio ed ha realizzato una casa micro.

Diogene: interno
Diogene, questo è il nome della casa mignon, ecologica e trasportabile, compatta e funzionale, che al suo interno ha davvero tutto ciò che serve a vivere: la cucina, il bagno con doccia, il soggiorno con divano letto, il tavolo da pranzo pieghevole e persino uno sgabuzzino.
Tutta in legno, la casa misura solo 6 metri quadri ed è stata realizzata in modo da ridurre al minimo gli sprechi di energia e l'impatto ambientale: infatti, ha un sistema di raccolta dell'acqua piovana e un pannello solare per produrre l'energia necessaria a chi ci abita. 

Diogene, esterno
La casetta dell'architetto Renzo Piano è priva di fondamenta e può dunque essere installata dovunque, a tal punto da esser vista come un'ottima alternativa ai container utilizzati in caso di disastri naturali.
Anche il costo è decisamente accettabile: con soli 20 mila euro avrete una (micro) casa tutta per voi.
Che ve ne pare?

giovedì 12 settembre 2013

Le città del futuro: sul mare, in cielo o sottoterra

Solo nell'Ottobre 2011 la popolazione mondiale ha raggiunto quota 7 miliardi, ma le stime delle ultime settimane dicono che nel 2040 saremo già 9 miliardi.
E allora viene spontaneo chiedersi: ma dove vivremo?
Oggi esistono già 23 megalopoli con più di 10 milioni di abitanti e il numero è destinato a crescere.
E così tantissimi architetti visionari immaginano delle vie di fuga e non si limitano al cemento e alla terra, ma vanno ben oltre per cercare nuovi spazi, immaginando di addomesticare il mare e il cielo.
SeaOrbiter, città sul mare
C'è il progetto della città sul mare: SeaOrbiter, un mini-condominio semisommerso, alto 50 metri per consentire la vita sia sopra che sotto il mare; oppure Lilypad, una città galleggiante di 500mila metri quadrati, capace di ospitare fino a 50mila persone e ideale per il governo del Kiribati che medita di trasferirvi l'intera popolazione in quanto le isole rischiano di essere sommerse dall'oceano.
C'è anche chi immagina le città fra le nuvole, lontano da stress, caos cittadino e rumori: si parla del progetto City in the Sky, una sorta di fiori di loto giganti che saranno dei veri e propri superattici.
City in the Sky
Poi c'è anche l'idea della giungla metropolitana, una città piena di alberi, piante, fiori, boschi e abitazioni fatte di membrane biotessili, cemento di sabbia e gusci di conchiglie.
E infine, c'è la possibilità forse più cupa, quella della città sotterranea: già in Siberia si è pensato ad un progetto che mira a realizzare un centro urbano a basso impatto ambientale e ad alta tecnologia in una vecchia miniera di diamanti.
Di posti ce ne sono, c'è solo l'imbarazzo della scelta.

venerdì 12 luglio 2013

Barefoot College: da analfabeti a ingegneri solari

L'India rientra tra i Paesi che sta conoscendo un forte sviluppo economico negli ultimi anni e il suo successo è dovuto soprattutto a grandi uomini e menti che si stanno impegnando per lo sviluppo del loro Paese.
Tra questi, ce n'è uno, Bunker Roy, che nel 2010 fu incluso dal Times tra i 100 uomini più influenti del pianeta.
Il merito sta nella sua missione educativa che diffonde nel mondo da ben 40 anni, un progetto che porta il nome di Barefoot College (Università dei piedi scalzi).
Un posto unico al mondo, in India, che raccoglie donne analfabete delle zone più povere del pianeta e le istruisce, insegnando loro a costruire, installare, mantenere impianti fotovoltaici come se fossero delle vere e proprie ingegneri solari.
Le donne hanno un'età compresa tra i 35 e i 50 anni e nei loro villaggi sono già nonne, donne mature e affidabili che, una volta imparato il mestiere, lo diffondono nelle campagne.
Le spese di viaggio e di soggiorno sono totalmente a carico del governo indiano e anche gli impianti fotovoltaici vengono forniti da donatori privati, come l'Enel.
Dopo i 6 mesi di apprendistato, le donne fanno ritorno nei loro villaggi, dando luce a una notte che dura da millenni (quasi un miliardo di persone ancora oggi vive senza elettricità).
Grazie all'energia solare, Bunker Roy è riuscito a creare delle scuole serali per 2500 bambini a Tilonia, ad aprile laboratori di artigianato dove lavorano 440 donne e a insegnare come si confezionano gli assorbenti igienici perchè in molti Paesi poveri si usano degli stracci sporchi in quei giorni.
Lo stesso Bunker Roy ha rivelato che la sua filosofia di vita è "Affrettati lentamente" e sin da quando frequentava l'università ha sempre pensato ad aiutare i più poveri e proprio da loro ha scoperto saperi e saggezze che nessuna università è in grado di offrirti.
L'intero progetto ha preso ispirazione dalle teorie del Mahatma Gandhi: rispettare chi si trova agli ultimi gradini della scala sociale perchè anche lui avrà qualcosa da insegnarti; ma soprattutto "vivere semplicemente, così tutti possono semplicemente vivere".

lunedì 6 maggio 2013

Fareraccolta: guadagnare con la raccolta differenziata

Sicuramente negli altri Paesi europei e del mondo l'iniziativa è già attiva da anni, ma in Italia si tratta di una novità che si chiama fareraccolta.it.
FARE è un progetto ideato da un gruppo di professionisti che hanno messo in piedi un'iniziativa in grado di migliorare, semplificare e rendere sostenibile la vita quotidiana.
FARE è l'acronimo dei settori di intervento: Futuro, Ambiente, Responsabilità ed Etica.
Si tratta di un progetto che connette le imprese e i consumatori, ponendo al centro di tutto la qualità dei prodotti, l'etica del consumo e lo sviluppo del territorio.
Il progetto fareraccolta consiste nel trasformare il rifiuto in risorsa
"Così se diamo un vantaggio economico a chi oggi differenzia in maniera corretta, garantiamo un risparmio, grazie all'uso della tecnologia per il recupero del materiale, e concediamo un “valore” concreto a tutti per iniziare a essere civili" (fonte: www.fareraccolta.it)
Ma come funziona nel dettaglio?
Il cittadino raccoglie e differenzia i rifiuti domestici, si reca presso il punto fareraccolta più vicino e inserisce i rifiuti nella macchina, premendo l'unico pulsante presente.
In cambio riceve un buono sconto: ogni pezzo inserito vale 0,10 centesimi.
Il buono ricevuto può essere utilizzato in uno dei punti vendita aderenti all'iniziativa.
Oltre al vantaggio immediato che l'utente riceve, c'è un vantaggio anche per le attività economiche le quali, per aderire al progetto, non pagano una pubblicità, ma promuovono direttamente i propri prodotti e servizi.
Quale migliore forma di collaborazione e connessione?
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