giovedì 4 aprile 2013

Samoa Air: paghi in base al tuo peso

Una notizia clamorosa arriva per tutti i viaggiatori, i turisti e per chiunque ama scoprire il mondo.
La Samoa Air, una piccola compagnia attiva dal 2012 per i collegamenti nell'arcipelago del Pacifico in Polinesia, ha introdotto una nuova regola per calcolare il prezzo del biglietto aereo: ogni viaggiatore pagherà una somma in base al suo peso corporeo, oltre che in base al bagaglio e alla lunghezza della tratta da percorrere.
L'iniziativa è entrata in corso già lo scorso novembre solo per le tratte nazionali, ma adesso ha avuto questa diffusione rapida tra i media perchè la compagnia aerea ha iniziato ad adottare questa regola anche per i voli internazionali.
Come funziona?
Quando si fa la prenotazione online, bisogna indicare, oltre ai propri dati anagrafici, anche il peso e così il sistema di prenotazione realizza la tariffa, tenendo conto del peso, del bagaglio e della lunghezza della tratta.
Per evitare che i furbi la passino liscia, al momento del controllo bagagli, oltre al peso della valigia, viene controllato anche il vostro peso.
Come si calcola il costo del biglietto?
In pratica, per i voli nazionali il costo è pari a 0,44 € per Kg, per i voli internazionali la tariffa si alza a poco più di 1 dollaro circa.
Vantaggioso o no?
La compagnia si difende affermando che questa iniziativa porterà a un risparmio per i viaggiatori: infatti, secondo alcuni calcoli, quest'iniziativa porterà a un costo del biglietto inferiore a quello attuale.
Il risparmio cresce soprattutto per i bambini, agevolando e incrementando così le partenze delle famiglie.
Finora, il feedback è positivo.
Chissà se altre compagnie aeree adotteranno la stessa tecnica, rivoluzionando così l'intero sistema del trasporto aereo.

mercoledì 3 aprile 2013

La maledizione di Osama Bin Laden

Osama Bin Laden: era uno degli obiettivi principali delle forze armate statunitensi, dopo che quel famoso 11 Settembre 2001 il mondo cambiò e rimase vittima del terrorismo.
L'attacco alle Torri Gemelle a New York ha segnato la storia dell'umanità, anche se oggi tanti sono i dubbi relativi a quella tragedia.
Però, il 2 Maggio 2011, quell'incubo ha trovato una giustizia: in quel giorno, infatti, stando alle notizie messe in circolo dagli stessi Americani, Osama Bin Laden, fondatore e leader di al-Qa ida, è stato ucciso.
La morte di Osama è stata, però, sin dall'inizio circondata dal mistero perchè non ci sono state foto del suo cadavere (come è avvenuto invece per Saddam Hussein) e gli stessi Americani hanno detto al mondo che il suo corpo sia stato gettato in mare.
Quanto di vero c'è in tutto questo?
Non lo possiamo sapere, almeno per ora.
Ma ciò che di strano c'è intorno a questa storia è la maledizione di Osama.
Così è stata chiamata la misteriosa morte di gran parte dei soldati che hanno ucciso il terrorista saudita.
Durante quell'operazione il "team 6", la squadra d'elite delle forze americane, ha scoperto il covo in cui si nascondeva Osama e lo ha ucciso.
In tutto erano 25 membri.
Oggi ne sono rimasti solo 2: 22 ne morirono 2 anni fa quando l'elicottero che li trasportava in Afghanistan è stato abbattuto, il 23esimo è morto proprio l'altro giorno durante un'esercitazione.
Pare che il suo paracadute non si sia aperto e così abbia trovato la morte schiantandosi al suolo.
Gli ultimi 2 rimasti non se la passano bene: uno, Matt Bissonnette, ha pubblicato un libro con lo pseudonimo di Mark Owen, in cui ha rivelato informazioni segrete.
Per queste ragioni, oltre ad essere stato minacciato di morte, è stato congedato con disonore.
L'ultimo ha rivelato di esser rimasto senza pensione dopo essersi congedato; in effetti, per l'emozione e lo stress, si è congedato dopo soli 16 anni contro i 20 previsti.
Più che una maledizione, l'intera vicenda sembra un vero e proprio tentativo di nascondere al mondo quei 25 uomini che, oltre ai massimi capi dell'esercito americano, conoscono la verità su Osama Bin Laden.
Per queste ragioni, sono davvero morti o semplicemente la loro morte è una messa in scena per fornire loro un'altra identità?

martedì 2 aprile 2013

Un doodle naturale per Sibylla Merian

In occasione di questo 2 Aprile, il doodle di Google si trasforma ancora una volta per onorare una donna: si tratta di Anna Maria Sibylla Merian, una naturalista e pittrice tedesca.
La sua passione nacque grazie al suo patrigno che le trasferì la sua passione per i disegni.
Sin da piccolina, la giovane Merian iniziò ad appassionarsi ai bruchi e alla loro meravigliosa trasformazione in farfalle,sia diurne che notturne.
Questa sua passione non era però ben vista dalla gente del periodo che considerava i vermi "bestie diaboliche" e risultato della putrefazione.
Successivamente, però, la curiosa Merian si imbattè nel 1699 in un viaggio oltreoceano, in Suriname, insieme a sua figlia: lì, grazie alle popolazioni indigene, scoprirà nuove varietà di fiori e di insetti che disegnerà nei minimi dettagli e arriverà anche ad osservare tantissime erbe medicinali.
Nel doodle a lei dedicato per ricordare il 366esimo anniversario della sua nascita, il logo Google viene realizzato con delle piante e la seconda G diviene la coda di un camaleonte.
Oltre a questo, troviamo tantissime foglie, tanti insetti e proprio sulla G iniziale possiamo osservare la metamorfosi del bruco che diventa farfalla.
Un meraviglioso omaggio alla natura e alla primavera che stenta ad arrivare.
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