sabato 30 novembre 2013

Il mondo del web diviso tra Google e Facebook

Avete mai pensato a come cambierebbe il planisfero se rappresentassimo i vari Paesi in base al numero degli utenti web?
Ci hanno pensato due ricercatori inglesi dell'Internet Institute dell'Università di Oxford, Mark Graham e Stefano De Sabbata, che hanno realizzato un planisfero con i siti più cliccati nei vari paesi del pianeta.

I siti più visitati per Paese
In questa mappa il colore di ogni Stato dipende dal sito più cliccato dai suoi cittadini, mentre la sua grandezza è proporzionale al numero dei suoi utenti web.
Ciò che è emerso è che sono 8 i siti più visitati: il primo fra tutti è Google che risulta essere il motore di ricerca più cliccato dagli utenti del web del mondo.
Al secondo posto c'è Facebook che conta un miliardo e cento milioni di iscritti, continuando a dare filo da torcere a Google.
Osservando la mappa, si nota che metà della popolazione internet globale è dominata da Google e Facebook, ma gli altri?
Se guardiamo al continente asiatico, questo risulta essere diviso in tre parti: in Cina (dove sia Google che Facebook sono proibiti a un miliardo e 300 milioni di cinesi) regna Baidu, in Russia Yandex e in Giappone Yahoo.
E' bello vedere che la Russia, con una superficie quasi doppia rispetto alla Cina, in questo planisfero si riduca ad una semplice linea: questo perchè in Russia hanno accesso ad Internet solo 50 milioni di persone, mentre in Cina sono 400 milioni gli utenti connessi.
Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un pianeta diviso in due blocchi, quello occidentale quasi uniforme e quello orientale suddiviso in tante parti.

mercoledì 27 novembre 2013

Le droghe della crisi greca

Nella puntata de Le Iene di ieri è andato in onda un servizio di Pablo Trincia sulla crisi greca e sulla diffusione delle droghe sintetiche tra le vie della capitale greca, Atene.
La Grecia è lo stato europeo colpito maggiormente dalla crisi in cui la disoccupazione, la povertà e l'arrivo di nuove droghe sintetiche sta distruggendo tutto e tutti.
Sono state tagliate le pensioni, gli stipendi pubblici e servizi come la scuola e la sanità.
Passeggiando tra le strade di Atene, si vedono dovunque persone in mezzo alla strada, serrande abbassate dove prima c'erano attività e la fame è un problema reale: tanta gente è in fila ogni giorno alla mensa dei poveri e interi quartieri sono senza acqua e corrente.
Tutta questa crisi ha trasformato l'intero scenario della capitale greca: in ogni angolo della città, infatti, c'è gente buttata per terra che si fa di droga ad ogni ora del giorno e della notte.
In particolare, sono due le droghe che stanno facendo strage di uomini e donne, grazie soprattutto al loro costo irrisorio (bastano infatti solo 2/3 euro per acquistare una dose): la Thai e la Sisa.
La Thai
E' l'eroina thailandese, ma in Grecia è chimica al 100%.
Si tratta di un mix a base di eroina che ha al suo interno detersivi, shampoo, calcestruzzo.
Secondo quanto riferito dagli stessi tossicodipendenti, la Thai ti toglie le emozioni, trasformandoti in uno zombie.

La Sisa
E' la peggiore tra le due perchè è in grado di trasformare chiunque in una persona violenta, capace anche di uccidere.
Si tratta di un mix di metanfetamine e schifezze di ogni tipo, come per esempio la polvere contenuta nelle lampadine a neon, ma l'ingrediente principale e letale è l'acido delle batterie che viene prodotta artificialmente.
La Sisa, una volta iniettata nelle vene, arriva direttamente al sistema nervoso, distruggendo tutto quello che trova davanti: non solo l'anima, ma anche il corpo, lasciando spesso piaghe incurabili.

La droga è un male che sta distruggendo un'intera generazione di greci e purtroppo per averne anche un po' si è disposti a tutto: come ha riferito il responsabile di un'associazione che recupera i tossici, molte ragazze si prostituiscono per 20 euro senza utilizzare precauzioni. In questo modo, contraggono molto spesso l'Hiv, anche attraverso lo scambio di siringhe infette (basti pensare che in soli due anni il contagio da Hiv è aumentato del 1500%).
E' una generazione allo sbaraglio che non ha soldi e non ha più sogni e che si rifugia in qualcosa che dà loro l'idea di un mondo migliore, ma solo per qualche minuto o ora.

lunedì 25 novembre 2013

La violenza sulle donne: un problema degli uomini

Il 25 Novembre si celebra la Giornata Mondiale contro il femminicidio per ricordare tutte le donne che sono rimaste vittima della violenza dei loro compagni, mariti, amanti o semplici conoscenti.
Nonostante tutti gli interventi da parte dei Governi di tutto il mondo, questa piaga sociale sembra non fermarsi.
Se guardiamo all'intero pianeta, 1 donna su 3 subisce violenza fisica o sessuale e la percentuale è così ripartita tra i diversi continenti:
  • nelle Americhe il 30%;
  • in Africa il 37%;
  • nel Mediterraneo orientale il 37%;
  • in Europa e Russia il 25%;
  • nel Sud-Est asiatico il 38%;
  • nel Pacifico occidentale il 25%.
E in Italia?
Nel nostro Paese, che è ancora indietro per quanto riguarda gli interventi a favore di queste donne, ci sono 6 milioni e 700 mila donne, tra i 16 e i 70 anni, che hanno subito abusi fisici o sessuali, il 76% di esse li ha subito fra le mura domestiche.
Il problema è maggiormente diffuso al Nord con 109 episodi, mentre al Centro si sono registrati in questo anno solo 46 episodi e nel Sud e nelle isole 88 episodi.
Se guardiamo ai dati dal 2005 ad oggi, il fenomeno è in netto aumento:
Numero di femminicidi dal 2005 al 2012
Da Gennaio ad oggi il numero di femminicidi nel 2013 è 128, già maggiore rispetto all'anno scorso.
Ma da cosa nasce tutta questa violenza?
La violenza degli uomini dipende in larga parte dalla madre e dall'educazione ricevuta, ma anche da come gestisce le emozioni, da come governa il conflitto e dall'incapacità di usare la parola, la ragione, il gesto opportuno.
Ed è per questo che in tanti Paesi del mondo si sta cercando di aiutare questi uomini, piuttosto che punirli: se guardiamo a quanto costa questa violenza, il danno economico è di 17 miliardi, ma servirebbero solo 6,3 milioni per la prevenzione.
In effetti, si dice spesso meglio prevenire che curare.
E allora preveniamo, evitando soprattutto che i media diffondano un'idea della donna che non è altro che sederi, seni, bocche e mani, corpi disponibili.
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