mercoledì 8 ottobre 2014

Ebola, l'immagine della prima vittima zombie

Gli effetti del virus Ebola
Nelle ultime settimane è scoppiato il caso Ebola che sta allarmando davvero tutto il pianeta.
L'Ebola è un virus molto pericoloso che presenta diversa sintomi, come vomito, diarrea ed emorragie sia interne che esterne.
Dopo la notizia del primo caso di vittima di Ebola negli Stati Uniti, adesso il virus è arrivato anche in Europa, precisamente in Spagna dove tre persone sono risultate infette.
Ma tutto è partito dalla Liberia: qui ci sono state diverse vittime e solo negli ultimi giorni è stata diffusa la prima immagine di una delle vittime che (pare) si sia risvegliata, nonostante fosse data per morta.
Si parla così di zombie e cose del genere, ma naturalmente tutto è da vedere.
Il governo liberiano ha persino accusato gli Stati Uniti di aver diffuso questa forma più evoluta del virus per testarla come arma biologica per le guerre future, ma che il controllo del contagio sia sfuggito ai medici.
Certo è che la vittima americana, Thomas Eric Duncan, liberiano, nel suo viaggio di ritorno dalla Liberia a Dallas, in Texas, è entrato in contatto con un numero imprecisato di persone; inoltre, bisogna aggiungere che nonostante si sia presentato in ospedale perchè non stava bene, i dottori lo hanno rimandato a casa, non riconoscendo i sintomi del virus.
Quello che si sa  è che il virus Ebola potrebbe contagiare in soli 2 mesi 5 milioni di persone in tutto il mondo.
E allora, aldilà della minaccia zombie, è opportuno prestare la massima attenzione.

lunedì 6 ottobre 2014

Il doodle con il Moai per Thor Heyerdahl

Dopo giorni di digiuno, Google torna a stupirci con i suoi doodle originali: quello di oggi 5 ottobre 2014 è dedicato a Thor Heyerdahl.
Thor Heyerdahl è stato principalmente un antropologo ed esploratore norvegese e nella data di oggi si festeggia il 100esimo anniversario della sua nascita.
La sua fama è legata non solo alle numerose scoperte che ha fatto riguardo alle popolazioni del passato, soprattutto quelle amerinde, ma anche al suo coraggio di intraprendere lunghi viaggi per mare a bordo di imbarcazioni rudimentali, fatti principalmente di papiro o giunco, un po' come quelle usate dagli antichi Egizi.
Tra le sue tante scoperte c'è quella legata all'isola di Pasqua: qui Heyerdahl studiò le celebri statue presenti sull'isola, i Moai, e scoprì che essi erano più grandi di quanto si credesse fino ad allora: parte del loro busto era sepolto sotto la terra e pare che avessero anche un copricapo in pietra rossa.
Il doodle dedicato a Heyerdahl
E proprio in merito a questa spedizione Google oggi ha dedicato il suo doodle a quest'uomo: nel doodle di oggi si vedono infatti indigeni su un'imbarcazione di fortuna di quelle usate da Heyerdahl mentre solcano il mare.
Al posto della L del logo c'è proprio il Moai, prima solo la testa e poi viene mostrato tutto il suo corpo sepolto sotto terra.

Report, la pizza napoletana è cancerogena, ecco perchè

Pizza napoletana
Nella puntata del 5 ottobre 2014 di Report si è parlato di uno dei prodotti italiani più famosi e copiati nel mondo, la pizza napoletana.
La pizza è amata davvero da tutti e solo in Italia sono ben 2 milioni le pizze sfornate ogni giorno; eppure questo prodotto così buono nasconde dei segreti.
Nel corso del servizio di Report sono stati elencati i principali problemi:
  • il fumo nero: molto spesso, durante la cottura della pizza, nel forno a legna si vede un fumo nero. Quello è il fumo della combustione che contiene elementi molto dannosi per la salute. Il consiglio è quello di accendere il forno e di aspettare che quel fumo svanisca prima di procedere con la cottura delle pizze;
  • le croste nere: quante volte vi è capitato di ricevere una pizza più che bruciata? Beh, se sotto la pizza ci sono delle crosticine nere, sappiate che ciò non fa bene alla salute. Quelli sono residui di precedenti cotture che andrebbero rimossi prima di cuocere altre pizze. Il problema è che nella maggior parte delle pizzerie la pulizia del forno a legna avviene una volta al giorno, in altri molto più raramente. In quelle croste, da analisi di laboratorio, sono stati rinvenuti idrocarburi, come il benzo(a)pirene, quasi come se stessimo in coda in autostrada e respirassimo i fumi dell'autovettura che ci sta davanti;
  • le scatole per la pizza: ne esistono di tre tipi, ma solo quella in pura cellulosa di colore bianco è la migliore per gli alimenti. In circolazione ritroviamo soprattutto le scatole riciclate che contengono al loro interno inchiostri e altri materiali, derivanti dal riciclo di prodotti già usati, e che con i 90° della pizza appena sfornata non fanno sicuramente bene al nostro organismo;
  • infine, per una pizza più facile da digerire optate per quella con più ore di lievitazione, dalle 24 alle 48 ore: solo così potrete andare a letto senza sentirvi troppo pesanti.
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