martedì 1 maggio 2012

Google e la Festa del Lavoro

In onore della Festa del Lavoro di questo 1° Maggio di sole, anche Google fa festa e, come ci ha abituati, si trasforma.
Una sola immagine, ferma, che rappresenta il classico operaio (se dovessi guardare i tratti del viso mi sembra più una donna) in tuta da lavoro, caschetto e cassetta degli attrezzi, intento a reggere la scritta Google in versione metallica, con viti e bulloni.
C'è molta semplicità in questa grafica proprio per ricordare la finalità di questa festività, ovvero quella di ricordare a tutti i lavoratori di far valere i propri diritti e doveri.
Mai come quest'anno, però, questa festa è sentita da pochi visti gli alti numeri della disoccupazione, dei licenziamenti, dei suicidi degli imprenditori.
Una situazione difficile che preoccupa ogni giorno di più e che sarà altrettanto difficile da risolvere.
Almeno per oggi mettiamo da parte tutti questi problemi e festeggiamo questo giorno, anche se non siamo lavoratori  o lo abbiamo perso da poco, sperando che l'anno prossimo possiamo anche noi festeggiarla come tanti altri, in un clima quanto più sereno possibile.

domenica 29 aprile 2012

Il declino della religione

Circa due anni fa ho fatto il viaggio più bello della mia vita: sono stata per 20 giorni a New York e il tutto mi è sembrato un sogno.
In quell'occasione mi è capitato di comunicare (come meglio ho potuto) con alcuni miei parenti che vivono lì e ho riscontrato una cosa che mi ha lasciato senza parole: noi Italiani siamo visti dagli Americani e forse anche da qualche altro Paese come i credenti più fedeli del mondo tant'è che a loro è sembrato inconcepibile che io fossi atea.
Questo pensiero viene ricollegato al semplice fatto che la sede del Vaticano è praticamente a Roma.
In effetti, molti aspetti della nostra vita e della nostra società sono fortemente condizionati dalla presenza della Chiesa, o perlomeno lo erano.
Se prima, però, il potere religioso era maggiore, adesso le cose stanno cambiando.
Da uno studio fatto su 30 Paesi del mondo, si è registrato un dato comune: il declino della religiosità.
Declino che si manifesta sia nel calo del numero di credenti sia nell'aumento del numero degli atei.
Guardando all'Italia, in 20 anni gli atei sono cresciuti del 3,5% e i credenti sono diminuiti del 10,5%.
Eppure il 76% degli Italiani ha un crocifisso in casa, anche se poi coloro che effettivamente vanno in Chiesa sono molto meno perchè preferiscono comunicare con Dio da soli, senza rivolgersi alla Chiesa.
Come si spiega tutto questo?
Io penso che il successo della Chiesa nel passato era strettamente legato anche all'educazione del popolo: pochi erano quelli in grado di andare a scuola e studiare e trovare così un'altra spiegazione, magari scientifica, a quello che stava accadendo.
E così si lasciavano intrappolare dalla Chiesa e dalle sue leggi, anche solo per trovare una speranza dopo la morte.
Oggi, con la scuola, i mezzi di comunicazione e il web, ognuno di noi è in grado di farsi domande e trovare delle risposte corrette.
Ed è per questo che la fede in Dio resta molto forte nella parte più anziana della popolazione (forse perchè più vicina alla morte), mentre i giovani credenti sono sempre meno.
Sono sempre stata lontana dalla religione, nonostante abbia tutti i Sacramenti, perchè condivido a pieno ciò che un filosofo tedesco, Feuerbach, affermò con veemenza: "Non è Dio che crea l'uomo, ma l'uomo che crea l'idea di Dio" e lo fa semplicemente per avere ancora una speranza, la speranza di vivere ancora e di veder soddisfatti i propri desideri.

sabato 28 aprile 2012

Poesie uniche: l'haiku e il calligramma

Tra le tante cose che faccio, c'è anche il doposcuola.
Ammetto che ci vuole tanta pazienza e determinazione, ma il fatto di insegnare ad un ragazzino il metodo di studio o spiegargli le cose che non gli sono chiare mi riporta inesorabilmente indietro nel tempo, a quando anch'io frequentavo la scuola e mi piaceva.
Ma questa esperienza ti permette di conoscere cose nuove che magari non hai affrontato nel tuo programma di studi.
L'altro giorno mi è capitato, durante i compiti di antologia, di scoprire vari tipi di componimenti poetici, diversi dalle solite poesie che siamo abituati a leggere.
Uno era l'Haiku, l'altro il calligramma.
L'Haiku è un componimento poetico tipico del Giappone, molto breve, solo 3 versi di 17 sillabe complessive.
Si tratta di una vera e propria poesia dai toni semplici che solitamente fa riferimento alla natura e alle stagioni.
Il poeta (in giapponese haijin) è molto sintetico: in poche parole riesce a racchiudere le sensazioni che sta provando in quel momento e che vuol riportare nella poesia.
In effetti, le immagini presentate sono essenziali, pochi attimi, lasciando così tutto il resto alla sensibilità personale del lettore.
Un esempio può esser questo:
In questo mondo
anche la vita della farfalla
è frenetica

Un altro tipo di componimento particolare è il calligramma.
La sua particolarità sta nel fatto che l'intera poesia viene scritta in un modo tale da dar vita ad un'immagine, solitamente correlata al significato o al tema della poesia stessa.
Per esempio, se si parla di una donna, la poesia può seguire i lineamenti del viso o della figura di una donna.
Tra i tanti artisti, autori di alcuni calligrammi, c'è il poeta francese Apollinaire che volle liberarsi totalmente delle costrizioni della metrica.
Insomma, è proprio vero che nella vita c'è sempre da imparare!

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