mercoledì 18 gennaio 2012

La pubblicità contro gli atei

Finora ci sono state tante pubblicità considerate offensive nei confronti dei trans, delle donne obese, dei credenti (come quella del bacio impossibile della Benetton tra il Papa e l'Imam egiziano).
Adesso arriva una pubblicità che è stata considerata offensiva nei confronti degli atei, ovvero nei confronti di coloro che non credono nell'esistenza di un Dio o di qualsiasi altra divinità.
La questione viene dal Sudafrica dove una chiesa di Johannesburg ha pubblicato questo manifesto pubblicitario
Nell'immagine sopra è rappresentato un uomo senza cervello e su di lui uno slogan: "Un ateo è un uomo che crede di essere un incidente" di Francis Thompson, un poeta inglese con una famiglia fortemente credente.
Sinceramente, io da atea non mi sento offesa da un messaggio così; mi indigno più  per l'immagine dell'uomo senza cervello.
Certo, è sempre un modo poco elegante che la Chiesa ha usato per giudicare chi non crede in Dio e, si sa, è sempre meglio non giudicare chi magari la pensa diversamente da noi.
D'altronde, solo qualche anno fa a Genova sfilarono bus con pubblicità che offendevano i credenti e che riportavano lo slogan "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno."
Diciamo che la Chiesa ha voluto pareggiare i conti.


5 commenti:

  1. «Diciamo che la Chiesa ha voluto pareggiare i conti.»

    Dire che Dio non esiste e affermare che gli atei sono senza cervello non sono la stessa cosa: nel primo caso si confuta un'idea (l'esistenza di Dio), l'altra offende delle persone.

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    1. La tua risposta è impeccabile!
      Condivido in pieno

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  2. Il senso della vita.

    Pochi fortunati esseri umani possono dare un senso alla vita. La stragrande maggioranza, invece, non ha la possibilità o la voglia di pensarci perché colpita da innumerevoli sofferenze, causate dalla natura o dagli uomini stessi. Molto frequentemente la sofferenza colpisce anche quei pochi che un senso alla vita l' avevano già dato.

    La SOFFERENZA imperversa su tutto!

    Spontanea questa considerazione:

    La divina commedia.
    Immaginare, ipotizzare, pensare, credere, che possa esistere un essere tanto malefico, malvagio, tragico, che, oltre a tutte le altre malefatte ( infinite sofferenze per gli esseri viventi, umani ed animali ) abbia creato anche la tortura eterna, è una idiozia colossale.
    Dante che l’ ha scritta e Benigni che la decanta, sono due inconsapevoli terroristi idioti. ( iddioti e credini, detto alla maniera di Odifreddi )
    Purtroppo anche alcune persone geniali, essendo inculcati di religione sin dall’infanzia, non si rendono conto delle stupidaggini che gli hanno propinato.
    La scuola deve essere assolutamente liberata da insegnamenti religiosi. Ai nostri figli si deve insegnare l’ uso della ragione, e tanto, tantissimo allenamento al tale uso. Oltre, ovviamente, all' apprendimento della storia delle religioni e dell' ateismo. Amen.



    https://sites.google.com/site/cerquinigiuseppe/home

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  3. la religione non si puo' imporre e' qualcosa che hai dentro e basta.Nonostante abbia fatto le scuole dalle suore e cresciuta in una famiglia di credenti io e mia sorella siamo due atee convinte,convinte del fatto che alcune persone con personalita' molto deboli abbiano bisogno per forza di credere in qualcosa per darsi coraggio forse nei momenti difficili,come se servisse a qualcosa....beati loro.

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  4. Sembra che questo commento sia scritto proprio da me.
    Anch'io ho una sorella ed entrambe siamo andate alle suore, ma nel corso della vita ci siamo allontanate sempre più dalla religione.
    Condivido a pieno il tuo pensiero: la gente fragile trova la speranza e la voglia di andare avanti nella religione.
    La vita è difficile e spesso non proprio come ce la siamo immaginati da piccoli, ma il bello sta nell'andare avanti con le proprie forze, le proprie idee e convinzioni, senza credere che "tanto dopo la morte troveremo la pace nel Paradiso".
    Grazie per il commento!

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