lunedì 11 luglio 2011

Scrivere a mano: un'arte che si sta perdendo

Scrivere è un modo di parlare senza essere interrotti.
(Jules Renard)

L'avvento della tecnologia rende sì la vita più facile di prima, ma porta con sè tante cose negative.
Già da un bel po' di tempo il piacere dello sfogliare un libro e di scoprirlo pagina per pagina è stato sostituito dalla freddezza di una lettura sullo schermo del pc: in Corea del Sud, addirittura, si sta pensando di digitalizzare tutti i testi scolastici in modo da permettere agli studenti di studiare tranquillamente sui tablet, i laptop e gli smartphone.
Ma (purtroppo!!!) c'è di peggio.
Lo stato dell'Indiana, nel nord-est degli Stati Uniti d'America, ha intrapreso un'iniziativa: quella di insegnare ai giovani studenti la scrittura su tastiera.
Banditi saranno penne, biro, matite.
Questo comporterà una perdita progressiva dell'arte di scrivere a mano, sia in corsivo che stampatello, un'arte che ci è stata tramandata negli anni e che è stata una conquista per i nostri antenati del lontano passato.
Come sta accadendo sempre più spesso, ci stiamo allontanando dalle tradizioni, dalle abitudini, dai valori di un tempo.
Quante poesie e capolavori letterari sono stati scritti a mano?
Quante lettere d'amore sono state scritte da uomini in guerra o perduti innamorati?
Quante ricerche, studi, progetti, invenzioni ci sono pervenute grazie a chi ha preferito usare una penna o una matita per tramandarcelo?
Basti pensare che la scrittura è stata una vera e propria conquista da parte delle popolazioni della preistoria.
Scrivere a mano è un modo per esprimere ciò che si ha dentro, liberi di sottolineare una parola più significativa o di scriverla in caratteri più grandi.
Dalla scrittura si riesce a capire quello che una persona è o che vuole esprimere e solo l'impegno di aver scritto a mano una lettera o un invito o un augurio merita tutta la nostra considerazione.


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